martedì 8 luglio 2014

Riflessioni sugli stereotipi di genere

Quando dicono che i bambini stupiscono sempre.
Sto cominciando a pensare che Valerio lo faccia apposta per farmi mantenere un minimo di elasticità mentale. 

Poi Valerio ha mostrato, nonostante nessuno di noi sia un esperto di motori, un'enorme passione per ruspe, gru, camion. Con tanto di richieste pressanti per vedere il motore dell'auto e farsi descrivere nei minimi particolari la batteria, il contenitore del liquido dei freni, quello dei fusibili e gli ammortizzatori. Tra l'altro spiazzandomi ogni volta perché, consapevole della mia ignoranza incolmabile, ho sempre rifiutato di interessarmi di queste cose, saltandole a piè pari persino studiando per l'esame di scuola guida.
E lì le mie convinzioni hanno cominciato a vacillare. Quindi c'è qualcosa di innato? Gli piacciono i motori perché è maschio? In effetti questi giochi non piacciono alla sua amica, che da sempre è uguale a lui e solitamente ha gli stessi interessi (siamo riusciti a convincerlo a mettersi i sandaletti per l'estate solo a patto che fossero uguali a quelli dell'amichetta!)

Sabato scorso, in una mattinata, è riuscito a farmi cambiare idea. E poi a farmela ricambiare.
Tutto è cominciato vedendomi mentre provavo la fascia che ci ha regalato la nonna per portare Irene. Valerio ha voluto imitarmi, chiedendo una striscia di tessuto in cui portare i suoi "bambini" (ah, tra l'altro siamo diventati nonni di un maiale, un cavallo e una mucca)


E così è rimasto tutto il giorno, a parte il pranzo e il pisolino in cui ho dovuto insistere per fargli togliere la fascia.

Portare in fascia, avere dei bambini, addirittura allattarli. Imitando la mamma che ogni tanto si stende sul letto (mi fa ridere perché dice: "quando ho i bambini in pancia 'ono 'tanco!") E' un "gioco da femmina".

Ecco, quindi non è interessato solo a ruspe e motori. Pensavo questo quando Valerio, vedendo il Babbo che tagliava l'erba, ha preso uno dei suoi carrettini e... eccolo (con la fascia) ad imitarlo.
Ma questo non vuol dire niente. Spesso sono io a tagliare l'erba, o almeno era un compito che svolgevo volentieri prima che la pancia mi impedisse nei movimenti.


Ma poi? Prende una palla e, invece di tirarla con le mani, comincia a calciarla. Ecco, il calcio... un gioco da maschio! Da chi avrà imparato? Non certo da me. Anche se a dire il vero, io sono negata anche per la pallavolo, tipico gioco da femmine. Per non parlare della danza, del nuoto o... di qualunque altro sport!


Notare la fascia coi "bambini" sempre addosso. Lo vorranno lo stesso ad un allenamento di calcio?

Per concludere in bellezza la giornata, Valerio ha aiutato me a pulire in terra col mocio (ehm... aiutato...) e il Babbo a passare l'aspirapolvere su poltrona e divani. Due attività evidentemente da femmina!


Pensandoci, calcio a parte, Valerio non ha fatto altro che imitare quello che vede fare dalle sue figure di riferimento.
Nessuno gli ha detto che non può portare in fascia i bambini (che non li può allattare lo scoprirà magari più avanti...) anche perché in casa vede foto di quando era più piccolo nel mei tai, sulla pancia del Babbo. Nessuno gli dice di non usare l'aspirapolvere, anche perché vede il Babbo che lo usa meglio di me.

Ho concluso che forse è proprio questa la risposta ai miei interrogativi: ci saranno delle preferenze, come quella delle ruspe e delle gru, che possiamo considerare più "da maschio", senza nulla togliere alle (poche?) femmine che hanno le stesse passioni. Ma sono le attività quotidiane che non devono essere "da maschio" o "da femmina".
E, come sempre, è proprio l'esempio che i bambini vedono in casa, quello che conta!

lunedì 7 luglio 2014

E' vietato... ma solo un po'!

Vicino a casa ci sono molti parchi. Uno piace particolarmente a Valerio perché in un percorso abbastanza breve (meno di un km) si incontrano tanti animali: anatre, conigli, tartarughe, uccelli di vario genere, pesci e, qualche volta, anche porcospini.


Nel parco è vietato dare da mangiare agli animali, ma nessuno controlla. Il divieto è espresso chiaramente nel cartello che accoglie i visitatori all'ingresso del parco, con il regolamento.

Ed è ribadito in due ulteriori cartelli posizionati nelle bacheche informative.

In estate la situazione degenera perché il parco diventa una meta ambita per centinaia di bambini accompagnati da genitori e nonni, tutti muniti di pane secco per nutrire le anatre. Durante la nostra passeggiata di stamattina abbiamo notato cumuli di pane ammuffito ai lati dei vialetti e, quel che è peggio, anche nell'acqua.

A Valerio piace fermarsi a guardare le tartarughe. Proprio qui abbiamo incontrato una bambina, più o meno coetanea, che già prima del nostro arrivo stava dando da mangiare alle anatre, pescando da un sacchetto della spesa ricolmo di pane. Dopo una decina di minuti in cui Valerio osserva minuziosamente una ad una le tartarughe, la bambina, peraltro gentilissima, offre del pane anche a Valerio che (non è il massimo della socialità, lo so bene), scappa verso di me.

La bambina non capisce e insiste. Segue Valerio con un pezzo di pane in mano. Lui, che sta dimostrando di essere addirittura più "orso" del Babbo, le dice un secco "no" e si volta verso di me. A quel punto intervengo. Spiego alla bambina che Valerio non vuole tirare il pane perché sa che dentro il parco non si può, dato che il pane alle anatre fa male perché gonfia dentro al loro pancino.

Interviene il nonno "ma noi ne diamo poco!" e poi la porta via, qualche metro più in là, probabilmente per allontanarsi da una mamma così rompiscatole.

Sono rimasta a bocca aperta e questa frase mi ha fatto riflettere. Cosa vuol dire "noi ne diamo poco?" Sarebbe un po' come dire...

"E' vietato parcheggiare nel parcheggio dei disabili/sulle strisce/in seconda fila"
"Ma noi ci stiamo solo 10 minuti!"

"Non si butta la spazzatura in terra"
"Ma questa è solo una carta di caramella!"

"Non si va in treno senza biglietto"
"Ma noi facciamo solo poche fermate"

"Le cacche dei cani vanno raccolte e buttate via!"
"Ma ne ha fatta solo un pochino"

"I bambini in auto devono essere legati con il seggiolino"
"Ma noi facciamo solo qualche chilometro!"

Mmmm... già... ecco... si spiegano tante cose...

venerdì 4 luglio 2014

Aspettando Irene

Ci siamo decisi anche stavolta a ripassare un po' prima della nascita di Irene. Due anni e mezzo fa, raccontavo i nostri preparativi aspettando "Robino"

Stavolta le prove sono state un po' più all'acqua di rose: non abbiamo ancora attaccato l'ovetto, la culla non sappiamo nemmeno cosa sia e le prove di pannolinamento sono durate meno di 5 minuti.

Ora tocca a voi. Trovate le differenze tra queste due foto!


(E sì, il disordine è sempre lo stesso...)

mercoledì 2 luglio 2014

Giocare a due anni nelle lunghe giornate estive

Dopo la versione invernale di questo post (Giocare a due anni nelle lunghe giornate invernali) non poteva mancare anche quella estiva.



Il problema è l'opposto: in inverno le uscite vanno limitate per il troppo freddo, d'estate per il troppo caldo (almeno qui a Firenze...)

Devo dire che però, per ora, di solito riusciamo ad uscire per una passeggiata o per un salto ai giardini almeno qualche ora al mattino e poi a volte di nuovo al pomeriggio.

Restano le ore centrali della giornata, quelle in cui anche i cani si godono il dolce far niente e ci regalano pose da denuncia alle associazioni animaliste, come quella qui accanto in cui Pollino fa il finto morto.

Nelle altre ore della giornata, quando stiamo in casa, i giochi riflettono molto il periodo che sta attraversando Valerio (2 anni e 4 mesi), con la sua passione per ruspe, gru e motori.

Basta dargli un mezzo meccanico (giocattolo) e una distesa di sabbia, pietre o (in mancanza d'altro) anche foglie e il gioco è assicurato.


Valerio ha riportato dal garage un carrellino primi passi che usava più di un anno fa. Ora è diventato un tagliaerba che viene portato avanti e indietro per la terrazza.
L'uso è questo: Valerio tira tre o quattro volte un ipotetico filo, urla "funzionaaaa", fa qualche passo e dopo poco si ferma per rifare benzina. Spesso il "motore" è rotto, quindi bisogna ripararlo, anche con l'aiuto del Babbo.
Qualche volta, suscitando la mia ilarità, ha anche preso un finto cellulare e chiamato il tecnico, per farsi aiutare nelle riparazioni.
La cosa bella è che questo gioco è nato totalmente dalla sua fantasia e... dall'osservazione di cosa fa il Babbo con il tagliaerba vero... il che, devo ammettere, non è molto rassicurante!


La passione per i motori (a due anni e mezzo?!?) fa sì che Valerio voglia guidare. Abbiamo provato a spiegargli che bisogna almeno arrivare ai pedali e che sarebbe opportuno prendere prima la patente... ma lui è inflessibile.
Ovviamente, quando guida lui, l'auto è parcheggiata e la chiave non è inserita nel cruscotto!


Un altro oggetto divertente è l'amaca. Noi ne abbiamo una a maglie larghe, in cui Valerio sta sdraiato (più che altro per una paura mia) e gioca a chiudersi dentro per poi riaprire urlando "cucùùù!". Una volta voleva così tanto montare l'amaca, mentre noi in casa stavamo facendo altro, che l'ha presa ed è andato da solo. Ovviamente senza riuscirci, ma l'effetto ottico della foto potrebbe ingannare.


Continuano i travasi con l'acqua. "Abbiamo" scoperto che si possono fare anche con il boccettino delle gocce. Però dopo un po' è più divertente allagare tutto...


A proposito di allagare, tra i giochi estivi vorrei annoverare anche il bagnetto. Basta un innaffiatoio, una tazzina e qualche contenitore di shampoo e le ore più calde della giornata trascorrono senza problemi. Solitamente per il bagnetto utilizziamo ancora la vaschetta in cui Valerio veniva lavato da piccolissimo: ci sta comodamente seduto, giochi compresi, e si riempie in un attimo. Nella foto qui sotto però insieme a Valerio c'è anche una sua amichetta e quindi abbiamo riempito la vasca. Non c'è stato poi bisogno di togliere il tappo: Valerio e l'amica l'hanno svuotata a modo loro, allagando il pavimento del bagno e mezza casa. Davanti ai loro gridolini divertiti, comunque, anche la (piccola) fatica di pulire è diventata più leggera. (E poi lo ammetto, il pavimento del bagno aveva proprio bisogno di essere lavato!)


mercoledì 25 giugno 2014

Prima e seconda gravidanza. Le differenze

Vita di ogni giorno

Prima
Frutta e verdura lavata con amuchina e lasciata ore nel bicarbonato
Seconda
Frutta e verdura... "uh, già, potevo lavare questa pesca prima di addentarla! Vabbè, laverò la prossima..."

Prima
"Ommioddio ho preso 25 grammi rispetto a ieri!"
Seconda
"Quanti kg ho preso finora? Ma sai che non me lo ricordo?"

Prima
"Sono alla settimana 26+2, che corrisponde esattamente alla fine del sesto mese. La data prevista per il parto è il 13 febbraio. Ci sarà la luna piena il 7 febbraio e quella nuova il 21."
Seconda
"A che settimana sono? Mah, intorno alla 34... no, forse 35a. Ottavo o nono mese credo. La data del parto? Fine luglio... ma magari inizio agosto..."


Prima
La valigia per l'ospedale è pronta 3 mesi prima del parto.
Seconda
La valigia per l'ospedale... quale valigia? Uh, già, forse dovrei prepararla!

Prima
Da 3 mesi prima della nascita sono pronti i body, i vestitini, le tutine: tutti lavati, piegati, sistemati nella cassettiera nella futura camera del nascituro, divisi per tipologia e per taglia.
I pannolini (lavabili) sono piegati, lavati e sistemati nello scaffale in bagno.
Seconda
Ad un mese dalla data prevista per il parto, i vestiti sono in un mucchio unico (da 0 mesi a 2 anni) in un grande scatolone in fondo all'armadio. E' molto probabile che rimangano lì per il prossimo mese.
I pannolini (lavabili) sono da qualche parte in garage.


Gli altri
Prima
"Ho mal di schiena"
"Poverina! Vieni che ti faccio un massaggio!"
Seconda
"Ho mal di schiena"
"Poverina! ... senti, quando vai a fare la spesa puoi comprare 10 kg di patate, 20 litri di latte e un'incudine di ferro?"


e poi c'è lui...
... che con i suoi modi gentili ha convinto Irene, podalica, a girarsi (tirando una manata sulla pancia);
... che non importa quanto caldo faccia fuori o quanto pesante sia la pancia, ma BISOGNA andare ai giardini;
... che qualche volta tollera di giocare sul letto, per far riposare la mamma. Ma non esageriamo: la mamma è quella che deve stare sempre in movimento!


E così... succede anche che al supermercato...
Prima
"Signora, prego, passi pure!"
...uh, che gentile. Avrà visto la pancia!...
Seconda
"Signora, prego, passi pure!"
... uh, che gentile. Avrà visto che ho preso il gelato e che con questo caldo rischia di sciogliersi!
...
...
...
Ah, no, avrà visto la pancia...

lunedì 23 giugno 2014

Aggiornamenti da Ippoasi: Irene

Sono arrivate nuovamente notizie da Irene, la gallina di Ippoasi che abbiamo adottato a distanza.


Eccoci nuovamente con le ultime novità dal rifugio e qualche aggiornamento su Irene.
L'inizio del nuovo anno è stato alquanto spumeggiante: quattro nuovi ospiti hanno infatti varcato la soglia del cancello in brevissimo tempo. Si tratta del gigante buono Lorenzo, un bue di oltre 900 kg; del piccolo Enea, maialino fortunato in quanto all'anagrafe non è un numero ma un nome (è infatti registrato non come animale “da reddito”, bensì “d'affezione”) e delle due anatrine Rebecca ed Anastasia.
Lorenzo è attualmente adottato a distanza da un'associazione tedesca, la Tierhilfe Sueden, e questo per noi è molto importante in quanto segna una collaborazione tra due realtà simili collocate però in due contesti diversi.
Le frequenti piogge hanno messo a dura prova il terreno, ma gli animali ospiti non sembrano averne risentito granchè, a parte alcune capre e pecore che hanno avuto qualche problema derivante l'umidità del terreno e che ha causato loro dei dolori alle zampe... curate settimanalmente dai volontari del rifugio. Gli unici animali duramente provati dall'acqua continua sono stati proprio gli umani, ma si sono muniti di impermeabili, stivali, guanti e... molta pazienza... portando a termine sempre e comunque tutti i lavori, nonostante l'acqua battente.

L'inverno è finito ed ora iniziano le belle giornate, il caldo ormai ha asciugato il terreno e riscaldato tutti noi. I cavalli hanno perso il folto pelo invernale per lasciare spazio al leggero pelo estivo... insomma... tutta la natura si è risvegliata!
Nuove entrate nel pollaio!!! Due anatrine, Rebecca ed Anastasia sono entrate a far parte di questa grande famiglia. Forse anche per la somiglianza di colori queste due dolcissime nuove ospiti hanno subito stretto amicizia con Adele e Sasha, il quale non le perde di vista un attimo. La sera le richiama tutte dentro la loro casetta e queste non entrano fino a che non è entrato pure lui...più romantico di cosi!
L'inverno è stato abbastanza bagnato e le grandi piogge hanno talvolta allagato parte del terreno del pollaio...inutile chiedersi chi fossero i più felici di questo evento... Ad Ugo non sembrava vero di avere una piscina cosi grande tutta per sé!
Al termine di questo inverno freddo e piovoso purtroppo ci ha lasciati Anna... le galline sono tra gli animali ospiti quelli che più di tutti sembrano soffrire degli effetti della selezione genetica operata dall'uomo e che rende questi individui estremamente deboli e poco longevi.
Michele e Silvia continuano la loro love story, oramai la loro coppia è super collaudata e Silvia non pare essere gelosa dei corteggiamenti che Michele riserva alle altre galline del pollaio.
La dolce Kamuran trascorre le sue giornate tranquilla nell'ospedale, anche se in questi giorni è stata nuovamente sfrattata da Ursus, entrato in calore prima del previsto... a breve ultimeremo una sistemazione per le anatre per i mesi primaverili ed estivi cosicchè la nostra piccola amica possa rimanere la regina incontrastata dell'ospedale!
E i pulcini? Oramai sono cresciuti e sono stati rinominati “pulcioni”. Con la primavera abbiamo potuto appurare che 3 di loro sono maschi, e pare anche molto ben chiaro chi sia il padre: il gigante Coscialunga! Ora Tamburrino, Michele, Cosimo e appunto, Coscialunga hanno altri tre galli con cui misurarsi. L'unica femminuccia ha un gran da-fare nel farsi rispettare da questi tre spavaldi fratelli, però si vede subito che ha un carattere molto determinato. In questi giorni ha deposto il suo primo uovo... piccino piccino!
Paola, Lusia, Miriam, Alina e Gina continuano a correre di qua e di la, alla ricerca di non si sa cosa...si fermano solamente la sera, quando vanno a dormire tutte vicine vicine nella loro casetta... come bambine scalmanate che si addormentano esauste dopo una giornata di giochi!
Federica, Luisella, Gloria, Lia, Pia, Simona, Elisa, Emma, Irene, Cassiopea, Stellina, Clara, Lucrezia e Grazia hanno un temperamento molto più mite anche se tutte, al momento dell'arrivo del cibo fresco quotidiano (verdure e frutta) si scatenano! In particolar modo è facile vederle svolazzare sopra la carriola piena di quese cibarie succulente pronte ad accapparrarsi la prima fogliolina fresca fresca!

Dania ha passato gran parte dell'inverno a fare da mamma ai pulcini... e che mamma! Amorevole come non mai li seguiva ovunque e qualora qualcuno si attardasse lo chiamava con ansia...ha insegnato loro tutto, da come scavicchiare con le zampine per smuovere la terra e cercare piccoli insetti a come pulirsi le piume...una madre con i fiocchi! Una volta cresciuti è tornata in compagnia delle sue amiche Dulcita e Stevia, che l'attendevano pazienti!
A proposito di compagnie... durante l'inverno, ma anche ora con la primavera poco prima del tramonto, tutte le galline sono solite appollaiarsi nella mangiatoia per il fieno di legno che lasciamo nel pollaio per l'utilizzo da parte di qualche ospite occasionale. E' meraviglioso notare la varietà di suoni che emettono, sembra che stiano raccontandosi le loro giornate, o scambiandosi delle informazioni...
Come sempre, per mantenere un rapporto diretto con gli animali adottati è possibile venire a trovarli.
Le visite, in estate, si effettuano il sabato e la domenica alle 9.00 e alle 17.00. E' necessario prenotare chiamando il numero 389-7629476 o 050-9335360 o inviare una mail a visite@ippoasi.org.
Siamo a disposizione anche per visite su misura per gruppi, scolaresche e comitive.

Un caloroso saluto e un grande ringraziamento da Irene e da tutti noi.

giovedì 19 giugno 2014

La marmellata crudista che cambia la vita

... ovvero "ho scoperto l'acqua calda".
O meglio, l'acqua fredda...

Come realizzare una marmellata in tempo zero, senza far diventare la casa un forno? L'ho scoperto grazie ai "21 giorni nell'Eden con Eva" di cui ho già parlato nel post sul salame al cioccolato.

Io la faccio con le prugne secche, ma si può usare qualunque tipo di frutta essiccata.

Il procedimento è a prova di impedita in cucina (come sono io).

La sera, mettere 250 grammi di frutta in una ciotolina.
Aggiungere più o meno la stessa quantità di acqua.
Coprire e lasciare tutta la notte.

Al mattino, tritare tutto, acqua compresa.
Fatto.


Spalmata sul pane è ottima. In frigorifero dura almeno qualche giorno, di più non saprei perché... da noi finisce molto prima!