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mercoledì 2 luglio 2014

Giocare a due anni nelle lunghe giornate estive

Dopo la versione invernale di questo post (Giocare a due anni nelle lunghe giornate invernali) non poteva mancare anche quella estiva.



Il problema è l'opposto: in inverno le uscite vanno limitate per il troppo freddo, d'estate per il troppo caldo (almeno qui a Firenze...)

Devo dire che però, per ora, di solito riusciamo ad uscire per una passeggiata o per un salto ai giardini almeno qualche ora al mattino e poi a volte di nuovo al pomeriggio.

Restano le ore centrali della giornata, quelle in cui anche i cani si godono il dolce far niente e ci regalano pose da denuncia alle associazioni animaliste, come quella qui accanto in cui Pollino fa il finto morto.

Nelle altre ore della giornata, quando stiamo in casa, i giochi riflettono molto il periodo che sta attraversando Valerio (2 anni e 4 mesi), con la sua passione per ruspe, gru e motori.

Basta dargli un mezzo meccanico (giocattolo) e una distesa di sabbia, pietre o (in mancanza d'altro) anche foglie e il gioco è assicurato.


Valerio ha riportato dal garage un carrellino primi passi che usava più di un anno fa. Ora è diventato un tagliaerba che viene portato avanti e indietro per la terrazza.
L'uso è questo: Valerio tira tre o quattro volte un ipotetico filo, urla "funzionaaaa", fa qualche passo e dopo poco si ferma per rifare benzina. Spesso il "motore" è rotto, quindi bisogna ripararlo, anche con l'aiuto del Babbo.
Qualche volta, suscitando la mia ilarità, ha anche preso un finto cellulare e chiamato il tecnico, per farsi aiutare nelle riparazioni.
La cosa bella è che questo gioco è nato totalmente dalla sua fantasia e... dall'osservazione di cosa fa il Babbo con il tagliaerba vero... il che, devo ammettere, non è molto rassicurante!


La passione per i motori (a due anni e mezzo?!?) fa sì che Valerio voglia guidare. Abbiamo provato a spiegargli che bisogna almeno arrivare ai pedali e che sarebbe opportuno prendere prima la patente... ma lui è inflessibile.
Ovviamente, quando guida lui, l'auto è parcheggiata e la chiave non è inserita nel cruscotto!


Un altro oggetto divertente è l'amaca. Noi ne abbiamo una a maglie larghe, in cui Valerio sta sdraiato (più che altro per una paura mia) e gioca a chiudersi dentro per poi riaprire urlando "cucùùù!". Una volta voleva così tanto montare l'amaca, mentre noi in casa stavamo facendo altro, che l'ha presa ed è andato da solo. Ovviamente senza riuscirci, ma l'effetto ottico della foto potrebbe ingannare.


Continuano i travasi con l'acqua. "Abbiamo" scoperto che si possono fare anche con il boccettino delle gocce. Però dopo un po' è più divertente allagare tutto...


A proposito di allagare, tra i giochi estivi vorrei annoverare anche il bagnetto. Basta un innaffiatoio, una tazzina e qualche contenitore di shampoo e le ore più calde della giornata trascorrono senza problemi. Solitamente per il bagnetto utilizziamo ancora la vaschetta in cui Valerio veniva lavato da piccolissimo: ci sta comodamente seduto, giochi compresi, e si riempie in un attimo. Nella foto qui sotto però insieme a Valerio c'è anche una sua amichetta e quindi abbiamo riempito la vasca. Non c'è stato poi bisogno di togliere il tappo: Valerio e l'amica l'hanno svuotata a modo loro, allagando il pavimento del bagno e mezza casa. Davanti ai loro gridolini divertiti, comunque, anche la (piccola) fatica di pulire è diventata più leggera. (E poi lo ammetto, il pavimento del bagno aveva proprio bisogno di essere lavato!)


giovedì 20 marzo 2014

Esperimento del cavolo... rosso

Valerio sta imparando i nomi dei colori. Li confonde ancora tutti, ma ci prova. In particolare, confonde spesso blu e giallo, forse a causa di uno dei suoi libri preferiti: Piccolo Blu e Piccolo Giallo. Ma nessuno gli mette fretta, prima o poi imparerà che il sole è blu e il cielo è giall... ehm...

Qualche giorno fa abbiamo fatto un esperimento scientifico proprio sui colori.

Tutto ha preso inizio il giorno in cui ho deciso di preparare per pranzo la pasta con il cavolo rosso: mettendo a bollire prima il cavolo e poi la pasta, l'acqua si colora di un bel blu intenso (e anche la pasta cambia colore).
Scolando il tutto, ho tenuto da parte l'acqua di cottura e l'ho lasciata raffreddare.
In ogni caso, va bene anche far bollire per qualche minuto una foglia di cavolo rosso, meglio se tagliata a pezzetti.

Quando l'acqua è fredda, si può cominciare con qualche travaso.


Quello che sta affogando in uno dei bicchieri, è un pupazzetto del pesce Nemo...
Ad un certo punto, la magia: un po' di aceto in uno dei bicchieri e... il colore comincia a cambiare...


Va bene anche il limone. Mescolando per bene, il colore diventa di un rosa intenso. Notare il povero Nemo, che continua ad essere travasato da un bicchiere all'altro.


Ma non è finita qui. Versando nel bicchiere un cucchiaino di bicarbonato... l'acqua torna blu!
Purtroppo questo esperimento riesce solo una volta, aggiungendo nuovamente aceto non succede più nulla.


Però, finché è stagione di cavolo rosso, il gioco può continuare all'infinito. E non solo con l'acqua. Anche il risotto passa in un attimo dal blu al rosa con una spruzzata di limone.
Divertentissimo, ma non solo: è anche buono!


giovedì 13 marzo 2014

La casetta delle chiusure della Pimpa

Doveva essere un regalo di natale. Poi di compleanno. Sono passati i giorni ed ora è diventato un... beh, un regalo e basta. D'altra parte fa sempre piacere ricevere regali, no?


E' finalmente finita la casetta delle chiusure realizzata da me e dal Babbo per stimolare la manualità fine di Valerio. L'idea nasce dalla tavoletta multi-attività di Puki, ma molti spunti derivano anche dal Pannello tattile e delle chiusure della famiglia Creargiocando.
Come la tavoletta di Puki, anche questa casetta "a comprarla costava meno". Però ci siamo divertiti e... volete mettere, in una casetta comprata non ci saremmo NOI!


Sì perché dentro le finestrelle ci siamo noi e i cani. Il tutto in un ambiente "Pimpa", che a Valerio piace molto.

Insomma, siamo molto soddisfatti del risultato. Ecco il procedimento che abbiamo seguito.

Necessario:
- trapano
- seghetto alternativo
- cacciavite

- un pannello di legno 30*100 cm, spessore 1cm
- chiusure di ogni genere
- cerniere
- viti piccole in quantità

Per il disegno:
- vernici (noi abbiamo trovato delle tempere da muro, in campioncini più che sufficienti per dipingere il tutto - e a dire il vero sarebbero sufficienti per dipingere altre 50 casette)
- pennarello indelebile nero
- foto dei familiari
- foto Pimpa
- colla vinilica

Per prima cosa il Babbo ha tagliato a metà l'asse di legno. Su una parte ho disegnato la casetta e le finestrelle, che il Babbo si è affrettato a tagliare (ci ha impiegato meno di un mese!)

Il mese successivo, era la vigilia del compleanno di Valerio, abbiamo attaccato tutti i pezzi, facendoci scoprire dal piccolo che silenziosamente si era svegliato ed era venuto a vedere che cosa stavamo facendo. Acc!
Senza perderci d'animo, abbiamo coinvolto anche lui nell'avvitamento del milione di viti nane che serve per tenere insieme tutti i pezzi.

Poi è passata un'altra settimana, durante la quale abbiamo pensato come decorare la casetta.

Nello scegliere le foto da inserire dietro le finestrelle mi sono accorta che era difficilissimo eliminare lo sfondo senza che restasse una sensazione di "tagliato a morsi". Ho quindi pensato di aggiungere uno sfondo cartoneggiante inserendo dietro alle spalle delle figure reali alcuni sfondi che ricordassero la casa della Pimpa.

Una cosa tira l'altra e l'idea mi è sembrata carina anche per l'esterno. Mi è bastato quindi stampare quattro foto per il dentro delle finestrelle e tre foto per la parte esterna (con Pimpa, Coniglietto, il prato e animaletti vari)

Una sera (= notte...) io e il Babbo abbiamo decorato la casetta con le vernici e poi abbiamo incollato il prato, gli animali e i personaggi esterni.
Il tutto dovrà ancora essere coperto da una vernice trasparente da bricolage... prima o poi ce la faremo!

martedì 11 febbraio 2014

Giocare a due anni nelle lunghe giornate invernali

Sempre di corsa, sto decisamente trascurando il blog. Con Valerio, che ormai ha quasi due anni, facciamo mille cose, tra andare in ludoteca, portare a spasso i cani, guardare la pioggia che da giorni cade e rende più difficile le uscite, inventare nuovi giochi. In piscina ci va con il Babbo, quasi sempre.

Qualche spunto fotografico per far passare queste lunghe giornate invernali, in cui ogni giorno bisogna inventarsi qualcosa da fare per non soccombere alla malinconia.

Giocare con le tempere.
In questo caso il colore è molto diluito, per stenderlo meglio sul cartone. Abbiamo usato il dentro dei rotoli della carta igienica e della carta casa, che avrebbero dovuto servire per il calendario dell'avvento (che poi è stato realizzato diversamente). Il cartone sottostante dovrebbe servire per proteggere il pavimento... e in effetti ha protetto dalla maggior parte delle pennellate... così come il super bavaglino "camicia di forza". Alla fine però una ripulita generale (del pavimento, dei vestiti, del bambino...) è necessaria. Da lì non si scappa!

Un'altra versione del gioco delle tempere ha previsto nel nostro caso una "tela" appesa ad una parete e una patata al posto del pennello. Ovviamente la parete (insieme al pavimento sottostante) è stata opportunamente ricoperta dai soliti cartoni salvavita.
La patata, tagliata a metà, è stata intagliata a formare una "V" come Valerio... e poi utilizzata in mille modi fuorché quello classico di timbrino.
Infatti le "V" che si vedono in foto... sono state timbrate da me e non dall'artista in erba.
A proposito di "erba", la mezza patata è stata poi riciclata per un esperimento botanico. Messa in una tazzina, nonostante gli avanzi di tempera rimasti sulla parte superiore, ha fatto tantissime radici e anche due piccoli "rametti". proprio in questi giorni stanno anche spuntando alcune foglie. Valerio è molto incuriosito e ogni sera chiede di andare a verificare la crescita della patata.
Non credo la pianteremo nella terra: vedremo come si evolve e monitoreremo ogni piccolo cambiamento. Probabilmente a breve dovremo cambiare contenitore!

Forbici
Chi l'ha detto che un bambino non può usare le forbici? Beh, io lo pensavo. Poi quell'incosciente del Babbo lo ha assecondato e gli ha messo in mano le forbici da cucina... il danno ormai era fatto. Valerio ora ha una passione sfrenata per le forbici e non si accontenta delle forbicine da bambino. L'importante è tenerlo d'occhio quando fa i suoi esperimenti: facendo un po' attenzione non è assolutamente pericoloso. Prima o poi cercheremo di convincerlo ad usare forbici più alla sua misura...

Travasi
Continuano i travasi. Avevamo già sperimentato la farina e in ludoteca vanno alla grande quelli con riso e lenticchie. A casa si utilizza un pacco di pasta comprata appositamente per questo scopo (non gli do certo la pasta di farro integrale super bio che costa un occhio della testa...) La foto è scattata all'inizio del gioco. Dopo pochi minuti, metà dei rigatoni gocciola bava e l'altra metà è mordicchiata. Per non parlare di quelli che finiscono in terra. Ma anche questo è divertente ed è un ottimo modo per sperimentare che la pasta non è buona da mangiare cruda (o sì?)

Giochi con l'acqua
I travasi più divertenti però sono quelli con l'acqua. A volte aggiungiamo una goccia di colorante alimentare per dare un tocco "chic"... o meglio per vedere più facilmente il liquido da travasare. Nella foto, il colore è stato ottenuto da un mix selvaggio di colorante blu e rosso. A volte nel gioco entra anche il povero Nemo, che viene travasato da un bicchiere all'altro. C'è da dire che Valerio deve aver preso la precisione nei travasi da qualche altro parente e non da me né dal Babbo, perché quando si impegna riesce a non versare nemmeno una goccia.

Quando si impegna, ho detto, vero? Perché quando si impegna diciamo... diversamente... riesce ad allagare il bagno in pochi secondi. Però è troppo divertente usare la spugna nel bidet. Soprattutto dopo aver rassicurato la mamma:
"Nooo f(u)ori!! Agua dent(r)ooo!" (Agua, e non acqua. Dice così da mesi, avendo imparato da un'amichetta argentina)
Certo, e io ci credo anche. Mi metto nell'ordine di idee che tanto il bagno aveva bisogno di una bella ripulita, così come la maglia, i pantaloni, le calze, le calzine antiscivolo...

Trucchi
Approfittando del carnevale, abbiamo acquistato un set di colori da viso. Prima il gioco era ugualmente divertente con la matita nera per gli occhi, con cui però non riuscivo a fare altro che un musino da topo, baffi compresi.
Valerio si diverte abbastanza a farsi truccare (per il momento solo da farfalla e da gatto... devo ingegnarmi e trovare altri trucchi facili facili) ma il divertimento maggiore è truccare la mamma! E poi, magari, obbligarla ad uscire così conciata. Qualche giorno fa mi sono presentata in ludoteca con una guancia rigata di rosso e di nero. Per fortuna le educatrici e gli altri genitori non mi hanno guardata troppo male. Evviva il carnevale!

Giocare con la colla
A Valerio piace tantissimo e abbiamo comprato una confezione di colla gigante (non quella che si vede in foto, che è da pivellini... ma è ancora da finire)
Il collage, su cartone, è stato realizzato incollando immagini ritagliate (dalla mamma) da un depliant pubblicitario.
Al termine della realizzazione il risultato lasciava un po' a desiderare perché sembrava un enorme impasto bianco. Quando la colla si è asciugata però tutto è tornato a risplendere. Ora dobbiamo solo trovare una giusta collocazione per questo capolavoro.

Cucinare
In particolare i dolci. A Natale abbiamo realizzato degli ottimi biscotti, che sono stati regalati a tutti i parenti, che li hanno graditi molto. Ultimamente il nostro piatto forte è la torta di mele. Una volta a settimana, circa, Valerio si sbizzarrisce nel preparare le sue merende preferite, sempre sotto la mia supervisione. Ma devo dire che sta diventando sempre più bravo. A parte le dosi casuali (ma perdonatelo: non sa ancora leggere i numeri sulla bilancia) si ricorda meglio di me gli ingredienti da aggiungere.
Volete le ricette?

Uscire, appena si può
L'ultimo "trucco" per sopravvivere alle grigie e cupe giornate invernali è di uscire di casa appena la pioggia lo consente, oppure armarsi di ombrello e stivaletti e uscire anche con la pioggia! (In questo caso però non porto la macchina fotografica, quindi non ho mai immortalato le attività sotto l'acqua).
Valerio adora mettere i piedi nelle pozzanghere, come credo tutti i bambini della sua età. A volte anche con le scarpe... aaahhh! Per fortuna il ricambio è sempre a portata di mano.
Qualche volta invece utilizza il suo carretto per andare a spasso. In questo caso ha deciso di riempirlo di foglie cadute dagli alberi. Ecco, diciamola tutta, ha riempito il carretto di foglie e fango insieme. Per fortuna che in questo caso aveva gli stivaletti!

Infine, appena la pioggia ci dà un po' di tregua, portiamo a spasso i cani. Già, perché c'è un nuovo arrivo! Oltre alla vecchia e ormai quasi santa Nina, da qualche giorno la nostra famiglia ospita un amico peloso. Si chiama Frollino, oppure Follino, oppure Pollino. Qualche volta viene soprannominato Frullino, specialmente quando abbaia al tritatutto. Incurante di questo trattamento irriguardoso, il giovane simil barboncino proveniente ovviamente da un canile si è ormai ambientato, non litiga più con Nina, che ormai l'ha accolto con rassegnazione e non fa (quasi) più pipì in casa. Non vediamo l'ora di giocare un po' più spesso all'aperto! (E finalmente abbiamo trovato un cane che gioca!!)


venerdì 31 maggio 2013

Giocare con poco (2)

Dopo il post "Giocare? Costa poco!" torno con una carrellata di attività che in questi giorni stanno intrattenendo Valerio quando non è all'aperto. Perché diciamocelo, fosse per lui passerebbe le sue giornate fuori casa, ma non sempre è possibile (a proposito, quando arriva la primavera?)

Continuano dunque gli esperimenti dell'infilare qualcosa dentro qualcos'altro. Ma la tecnica s'è affinata. Qui ad esempio infila una chiavetta usb in un contenitore del latte.


Poi la fa cadere... e il gioco può continuare all'infinito o quasi. 


Oppure si può scoprire che il contenitore del latte ha anche un coperchio e quindi provare a chiuderlo (senza ancora riuscirci perché non ruota il tappo, magari sarà la prossima scoperta).


Per il Vero Vegano che sicuramente è in agguato pronto per cogliermi in fallo: sì, è un contenitore del latte. Di mucca. Ma no, non l'abbiamo comprato. Ci è stato regalato appositamente per fare questo gioco con Valerio, dato che il tappo è più grande di quelli del latte di riso che compriamo solitamente noi.

Continuano i giochi coi nostri amati stuzzicadenti. Qui sotto nel gioco abbinato ai tappi di bottiglia: riempire un contenitore di tappi e stuzzicadenti, e poi versarsi tutto addosso e ricominciare è un'attività che ultimamente gli piace molto e si presta a molteplici varianti.


Nei giorni scorsi Valerio ha mostrato un grande interesse per le calamite che abbiamo attaccato sul frigo e che reggono bigliettini e fogli vari. Ogni volta che ci passava davanti in braccio a qualcuno, subito si protendeva per afferrarle... e far cadere tutto in terra. Abbiamo quindi deciso di comprarne alcune da attaccare nella parte bassa del frigo. Queste sono quelle che costavano meno... Delle lettere in sé ancora non se ne fa molto, ma attaccarle e staccarle è un gran divertimento.


Questi invece non sono proprio un gioco a costo zero, ma è stato un regalo molto gradito. E' una scatola di Kapla, stecche di legno tutte della stessa dimensione che si prestano ad essere utilizzate per realizzare delle costruzioni. Sicuramente è un'attività per bambini più grandi, ora Valerio ha appena 15 mesi e più che altro le trasporta da una parte all'altra della casa. Però già gli piacciono e si impegna moltissimo a... distruggere le torri costruite dalla mamma.




 Infine non potevano mancare le attività con la farina. La preferita (non tanto dal bambino ma da chi deve pulire) è quella di semola di grano duro, che si attacca meno ai vestiti e si riesce in gran parte a recuperare. Ancora meglio sarebbe forse quella di mais. Valerio rimane intere mezz'ore a spostare la farina dal contenitore al tappeto, e poi a tentare di rimettere tutto dentro con scopino e paletta. Non c'è niente da fare: ho un figlio ordinato. Che, considerando i due genitori che si ritrova, super disordinati, è praticamente un miracolo.




mercoledì 20 marzo 2013

Giocare? Costa poco!

Ricordate quel post che Blogger mi aveva cancellato? Prima o poi mi verrà voglia di riscriverlo. Era un calcolo delle spese sostenute per Valerio nel suo primo anno di vita. Un'indagine di Federconsumatori nel 2011 aveva calcolato per il primo anno di vita di un bambino una cifra tra i 6 e il 13 mila euro. Vi dico già che noi siamo sotto la metà della cifra minima... pur avendo fatto anche qualche "spesa folle"

Forse anche perché Valerio gioca più con oggetti di uso quotidiano che con giocattoli comprati, anzi spesso quando si compra qualcosa per lui si rimane sconcertati dal fatto che gradisce più la scatola del contenuto (e anche chi ha un gatto in casa può capire bene...)

Per il compleanno, tra gli altri, ha ricevuto due maracas e dei pezzetti di legno, come si vede da questa foto.


Le maracas hanno una doppia funzione: quella (banale) di oggetti che suonano se mossi, e quella di oggetti che passano nei tubi. Ma non in tutti. Uno dei passatempi di Valerio è infatti scoprire cosa passa nel tubo del maxirotolo carta cucina e cosa nel tubo della carta igienica. A volte si scopre anche che - meraviglia delle meraviglie - il tubo della carta igienica passa nel tubo della carta cucina!


Un altro lavoro molto impegnativo è quello di infilare gli stuzzicadenti nei buchi dello scolapasta. Un'alternativa, più difficile, sono gli spaghetti. Ma presto finiscono in pancia (da crudi!) e allora si torna ai vecchi sani e... appuntiti... stuzzicadenti.


Per una variante di questo gioco serve un cartellina portadocumenti di cartone. L'ho tagliata per... sorpresa... (!) e ho tenuto il bordo con gli anellini. Infilare l'elastico è molto difficile, meglio ricorrere ai nostri amici stuzzicadenti.


Infine, sperando che l'estate arrivi presto, sono divertentissimi gli esperimenti acquatici. Nella foto qui sopra Valerio cerca di capire cosa galleggia (il tappo di sughero e la vaschetta bianca) e cosa va a fondo (il tronchetto sulla sinistra). Notare la "camicia di forza" indispensabile per ridurre al minimo i danni...

Insomma, un'intera giornata di gioco (e di scoperte importanti!) a costo pressoché zero. Valerio deve capire fin da piccolo che ha una mamma ligure!

mercoledì 14 novembre 2012

Il suo... tesssoro


Un computer, una connessione ad Internet e un bambino in arrivo. E tanta voglia di imparare. E la mamma comincia a "spippolare".

E scopre il mondo dei pannolini lavabili. E poi quello dell'"alto contatto". E l'Elimination Communication. L'autosvezzamento. Il fatto che i bambini vegetariani o vegani non sono così pochi come si pensa. Le fasce, il portare (e il tutorial per realizzare un mei tai)
Poi il bambino nasce, e per un po' la mamma vive "di rendita".

Ultimamente ho ricominciato ad esplorare il web in cerca di cose nuove e ho "scoperto" il metodo Montessori. Tra virgolette perché in realtà qualcosa sapevo già grazie agli scout (sono stata anche capo per alcuni anni e il Babbo è tutt'ora dentro) e comunque ho avuto un'educazione parzialmente montessoriana: la mia scuola materna e in parte anche quella elementare, anche se non lo erano ufficialmente, si ispiravano al pensiero di Maria Montessori.

Tra i siti che ho visitato, per il momento il mio preferito è How we Montessori, in cui mese per mese si ripercorrono le scoperte montessoriane di Otis, un bimbo che cresce in una casa grandissima, bellissima e che mi fa non poca invidia...
Grazie a Otis e poi al gruppo Mamme e papà montessoriani su Facebook la vita di Valerio è cambiata. 

Per prima cosa ha ricevuto in regalo una cesta dei tesori, cioè un cestino che raccoglie oggetti di uso comune che possono essere scoperti tramite i principali sensi dei lattanti: il tatto, la vista, in parte l'udito, e la sbavatura. Nella cesta dei tesori di Valerio al momento si possono trovare: due mollette, un tappo di sughero, un rocchetto di filo rosa, una scarpina, un cucchiaino, una frusta da cucina, una scatolina piena di perline che fanno rumore, un fermatovaglio di metallo e un apritappi di birra (cioè senza la spirale per il sughero)

Sempre ispirati da Otis, abbiamo liberato i due scaffai inferiori della libreria, destinandoli ai giochi di Valerio, che può così prenderli in autonomia. Gli abbiamo inoltre messo a disposizione un tavolino basso, che per il momento usa come appoggio per alzarsi in piedi.


Fallimentare è stato invece il primo tentativo di travasi, per i quali Valerio probabilmente è ancora troppo  piccolo. Sembra che i bimbi un po' più grandi di lui si divertano moltissimo a travasare da un contenitore ad un altro materiale di vario genere, come farina, riso soffiato, semini etc. Per cominciare coi più piccoli viene suggerito di utilizzare materiali più grandi come la pasta. Non funziona con gli affamati cronici come Valerio, che ha cercato di masticare e inghiottire i pezzi di pasta cruda. Riproveremo prossimamente, nel frattempo continuiamo con la cesta dei tesori... tutta rigorosamente non commestibile!