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giovedì 3 marzo 2016

Viaggiare con i bambini: un fine settimana a Malta

Due settimane fa è stato il compleanno di Valerio: 4 anni insieme, 4 anni da mamma e babbo. Se siamo ancora vivi è un miracolo.

Per i suoi 4 anni Valerio ha chiesto tre piccoli regali:
- andare in aereo
- andare in barca
- andare in sottomarino

C'è chi chiede un aereo, magari di Lego, ma no a lui non bastava... voleva l'aereo vero!

La terza richiesta è stata posticipata a quando andremo a visitare il Museo della Scienza di Milano, ma per le prime due qualcosina si poteva già fare...

All'inizio pensavamo di andare a trovare la zia a Madrid, ipotesi ben presto scartata a causa del prezzo dei voli. Alla fine ha deciso per noi la Ryanair, con offerte super low cost per gennaio, un mese prima rispetto al compleanno. Con 110 euro abbiamo prenotato un volo andata e ritorno per Malta per 2 adulti, un bambino e un "neonato" (anche se Irene ha già 1 anno e mezzo).

Abbiamo trovato un clima gradevole, abbiamo visitato posti nuovi, ci siamo divertiti e... abbiamo speso abbastanza poco, meno di 400 euro tutto compreso. Una vacanza invernale che consigliamo a famiglie con bambini.

Cominciamo coi costi:
- 110 euro di volo
- 92 euro di albergo per tre notti a St Julian
- 45 euro di noleggio auto (compresa benzina)
- 15 euro di traghetto
- circa 80 euro di cene e circa 15 tra pranzi e stuzzichini
- ingressi ai musei/parchi/ferry

Aereo

Con la Ryanair è gratuito il trasporto di 2 attrezzature a bambino/neonato. In pratica il passeggino + seggiolino auto o lettino da viaggio. Noi abbiamo portato il seggiolino per Irene e il rialzino per Valerio.

I controlli di sicurezza coi bambini sono molto più flessibili. All'andata abbiamo fatto passare senza problemi succhi di frutta e una crema per le mani (spacciandola per crema per bimbi). Al ritorno addirittura una mela, altri due succhi di frutta, pane e uno sciroppo per la tosse.
Sul primo volo abbiamo chiesto se c'era la possibilità di avere il brevetto di primo volo (o "battesimo del volo") per i bambini. Lo steward sconsolato mi ha detto di no, ma ha accettato con gioia di consegnare due piccoli diplomini che avevo precedentemente stampato. Alla consegna la sorpresa: oltre ad averli fatti firmare da tutto l'equipaggio, ci ha regalato due kit viaggio comprensivi di pastelli a cera, adesivi, un libretto da colorare, un mini passaporto e poi una barca da montare nel kit "bambino" e due braccialetti nel kit "bambina".

Piano di viaggio

Sabato 30 gennaio
15:40 Partenza da Pisa (partenza da casa alle 12, dopo una tarda colazione/pranzo anticipato)
17:25 arrivo a Malta
18.00 ritiro auto
18.30 verso St Julian’s Bay: spesa al supermercato Park Towers Supermarket (Triq Gorg Borg Olivier) St Julian (o San Giljan) - aperto fino alle 19.30 - per acquistare la colazione e il pranzo per giorno successivo

Fin qui tutto bene. Non avevamo calcolato una cosa...


Chi se lo ricordava che a Malta guidano a sinistra? Per fortuna il Babbo non si è scoraggiato. Da casa ci eravamo portati dietro il navigatore gps. Abbiamo avuto un po' di difficoltà perché a Malta i toponimi sono sia in inglese che in maltese... ma il nostro navigatore ne trovava la metà...

Dopo la spesa ci siamo diretti all'albergo St Julian's Bay Hotel: un tre stelle senza infamia e senza lode. La doccia era difettosa e l'acqua usciva nel bagno. Bagno piccolino e lavandino ancora più piccolo. Televisione che prende 10 canali in croce di cui 8 si vedono male... Ma siamo abituati al campeggio e quindi già il letto ci è sembrata una comodità superflua... 

Alla sera siamo andati a cercare un ristorante in cui cenare. Il quartiere di St Julian è molto vivace e turistico. Pensavamo di andare in un ristorantino vegan friendly, ma poi non l'abbiamo trovato e quindi ci siamo accontentati di una pizzeria scelta a caso per disperazione quando i bambini non ne potevano più di camminare.

Domenica 31 gennaio
Partenza ore 9.30 in direzione di Melliha. Arrivo al Villaggio Popeye.


Il Villaggio di Popeye è il set cinematografico di un film uscito nel 1980 che aveva come protagonista un giovane e ancora semi sconosciuto Robin Williams. Prima del viaggio abbiamo provato a vederlo, ma con gli occhi di oggi è veramente tremendo. Comunque, il set è diventato ora un parco tematico, molto carino e accogliente per i bambini. 

I personaggi delle storie di Braccio di Ferro accolgono i visitatori, cercano di coinvolgere i bambini e mettono in scena delle scenette in cui Braccio di Ferro salva Olivia da Bruto e tutti vissero felici e contenti. Valerio non si è lasciato molto trasportare dalle animazioni, ma ha gradito decisamente di più uno spazio con dei giochi in legno (una specie di enorme "forza 4", un "tris" gigante, il gioco della pesca etc). Nel prezzo del biglietto è compreso un aperitivo alcolico per gli adulti, una cartolina, una fotografia di tutta la famiglia e un'ora nello spazio giochi (gonfiabili) vicino al ristorante.

Dopo pranzo e dopo l'ora nello spazio giochi siamo ripartiti in direzione Cirkewwa, dove abbiamo aspettato con l'auto il traghetto per Gozo.
Gozo è una delle tre isole maggiori dell'arcipelago maltese: avrebbe meritato una visita più approfondita, ma in quattro giorni non si può fare tutto. Avendo più tempo avrei voluto vedere la Dwejra Bay, Azure Windows e Blue Hole, ma sarà per la prossima volta.
Su Gozo abbiamo visto (da fuori) la grotta di Calypso, di cui abbiamo raccontato la storia ai bimbi. La grotta in realtà non è visitabile, però offre una bella vista sul mare e sulle colline alle spalle. Diciamo che il fascino di Calypso è più nei racconti che nella grotta in sé. Forse questa tappa avrebbe potuto essere evitata, ma comunque Valerio ha colto qualcosa: la sera ha raccontato ai nonni che ha visto la casa di un personaggio di una storia, che viveva davanti al mare. Meglio che niente...
Poi ci siamo fermati un'ora abbondante alla Ramla Bay, una spiaggia di sabbia rossa, con cui Valerio ha giocato mentre Irene dormiva in auto.
Al tramonto ci siamo diretti verso Marsalforn dove avremmo voluto cenare in un altro ristorante vegan friendly che però era chiuso. Abbiamo optato per un ristorante cinese con piatti tipici maltesi in cui abbiamo ordinato una pasta al pomodoro per i bimbi...

Lunedì 1 febbraio
Dopo una colazione al bar sotto l'albergo, siamo partiti per Wied Iz-Zurrieq, dove ci aspettava la Blue Grotto. In realtà, seguendo le indicazioni, siamo arrivati ad un molo da cui in altre stagioni partono le barche per la visita alla grotta. In inverno era deserto, a parte molti sub che vanno ad esplorare i magnifici fondali.
La grotta è invece visibile sulla strada, un po' prima del molo. Non l'avremmo mai trovata se il babbo non avesse notato che la fermata del bus si chiama "Panorama". E infatti, fermandoci proprio lì e scendendo per qualche metro, si può ammirare dall'alto una grotta davvero gigantesca. Valerio si è detto certo che si tratti di una tana di drago, forse proprio del suo amato Sdentato.

Un altro drago è stato individuato più avanti, sulle Dingli Cliffs, scogliere su cui ci siamo fermati per uno spuntino. Di fronte al parcheggio c'è una chiesetta che, secondo un cartello, è stata più volte distrutta e ricostruita. Anche per questa, Valerio non ha dubbi: è colpa di "Zannefurbe", il drago rosso amico dei vichinghi di Dragon Trainer (che in realtà si chiamerebbe "Zanne Curve", ma considerato che non è proprio un drago sveglio... anche il nome Zannefurbe gli calza a pennello!)

Vicino alle Dingli Cliffs si trova il sito archeologico Misrah Ghar il Kbir. Devo dire che senza navigatore non ci saremmo mai arrivati: il sito non è ben indicato e quando si arriva sembra di entrare in casa di qualcuno.
In questa zona si vedono dei solchi paralleli tracciati per terra, un mistero ancora insoluto. Perché sono stati tracciati? E come? C'è chi dice addirittura che possano essere stati gli ufo... La nostra versione a me sembra essere molto più plausibile: non c'è dubbio, si tratta inequivocabilmente di solchi tracciati da artigli di drago...

Dopo un pranzo a base di banane e frutta secca acquistati in un baracchino davanti alle Dingli Cliffs, ci siamo rimessi in moto, diretti verso Mdina.

Mdina è un borgo medievale racchiuso da alte mura. Abbiamo parcheggiato nel parcheggio che si trova all'ingresso, accanto ad un parco giochi in cui i bimbi si sono divertiti per un po'.
Secondo le descrizioni che avevamo letto prima di partire, le sue strette viuzze avrebbero dovuto essere costellate da botteghe artigiane, ristorantini e negozietti. In realtà, forse per il basso flusso di turisti in inverno, i negozi aperti si potevano contare sulle dita di una mano. Poco importa, Valerio è rimasto affascinato da un cannone e ha voluto sapere tutto sul funzionamento, facendo poi finta di sparare anche con l'aiuto di Irene. 

Girellando per la città abbiamo dato un'occhiata veloce alla cattedrale barocca e ci siamo fermati nella piazza dietro ai bastioni per scattare qualche foto.

Avremmo dovuto, secondo i piani, fermarci fino al tramonto, alle 17.30, per prendere un pezzo di torta al Fontanella Terrace Garden, da cui si ammira un bel panorama su tutta l'isola. Ma le nuvole nere in arrivo facevano presagire un acquazzone, allora abbiamo ammirato la vista dai bastioni e poi anticipato la merenda, in un altro locale. 

La pioggia è arrivata proprio mentre stavamo tornando verso l'auto, quindi siamo stati fortunati!
Tornando verso St Julian, con molto anticipo, ci siamo imbattuti nel museo dell'aeronautica. Mentre Irene schiacciava un pisolino in auto, Valerio e il Babbo sono andati a curiosare negli hangar dove un'associazione raccoglie e cerca di restaurare aerei da guerra e da turismo di ogni genere. La sezione che è piaciuta di più a Valerio ospita una cabina di pilotaggio su cui si può salire e pilotare - per finta - un aereo vero.


La sera abbiamo cenato in un ristorante accanto all'albergo, troppo sciccoso per i miei gusti, in cui siamo stati il meno possibile e da cui sono scappata con Irene appena ho finito di mangiare, lasciando al Babbo l'onere di pagare e salutare gli austeri camerieri.

Martedì 2 febbraio
Dopo aver preparato (la sera prima) le valigie, abbiamo lasciato l'albergo e ci siamo diretti con l'auto in direzione di Sliema. L'intenzione era di parcheggiare vicino al Sliema Ferry per La Valletta, in realtà non c'era parcheggio e quindi ci siamo diretti fino ad un parcheggio a pagamento tra Sliema e St Julian. Alle 10 eravamo al molo, pronti per salire sulla barca che ci ha condotti dall'altra parte della baia, a La Valletta.

E qui... mi sono accorta di aver commesso un grave errore. Pensando di risparmiare al Babbo il peso di Irene da portare in giro, e ipotizzando di camminare molto a La Valletta, avevo proposto di portare il passeggino. Appena sbarcati ci siamo resi conto che La Valletta è una cittadella tutte salite e discese, con scale ovunque, e quando non sono scale sono salite ripide faticosissime da percorrere spingendo un passeggino. Risultato: Irene è stata comunque addosso al Babbo tutto il tempo, mentre io, imprecando, mi trascinavo dietro quel catafalco, pensando che chi è causa del suo mal pianga se stesso...


Arrivati in cima, siamo andati a cercare i bus antichi, all'autostazione, ma non ne abbiamo visto nemmeno uno. In compenso abbiamo respirato la puzza di benzina e siamo scappati via. Dopo una tappa su un cannone, ci siamo diretti al parco della Saluting Battery. Ogni giorno, a mezzogiorno, viene fatto sparare a salve un cannone. Per visitare il museo è necessario pagare il biglietto, ma assistere allo sparo dei cannoni dalla balconata è gratuito, quindi ci siamo fatti spazio in prima fila. Valerio si è un po' spaventato per il rumore del cannone, ma in fondo gli è piaciuto vedere come funziona "per davvero" (anche se a salve) e non solo per finta. 

Abbiamo poi pranzato a "The Grassy Hopper", piccolo locale vegano/vegetariano nel centro de La Valletta, in cui abbiamo gustato tre panini sfiziosi e una fetta di torta per Valerio.
Dopo un caffè nella piazza principale de La Valletta (che era incluso nel biglietto del museo dell'aeronautica) siamo tornati a prendere il Ferry che ci ha riportati a Sliema e da lì in circa 20 minuti siamo arrivati in aeroporto.
Le ultime ore di Malta sono volate nella sala d'attesa dell'aeroporto, guardando dalle finestre l'aereo poi partito prima del nostro che veniva preparato e poi riempito di passeggeri. 

E' stata una bellissima vacanza, come unici rimpianti c'è il non aver visitato meglio La Valletta e non aver assaggiato il Kinnie, una bevanda non alcoolica di cui avevamo letto prima della partenza ma che non abbiamo poi trovato.
Valerio si è divertito e ora è diventato un appassionato di aerei, sembra che da grande voglia diventare pilota e non più guidatore di ruspe. Irene è stata tranquilla e si è goduta la vacanza.
Abbiamo concluso che davvero Malta in inverno è una meta ideale per una vacanza con bambini: non troppo affollata, temperature piacevoli, si visita bene anche in un fine settimana lungo.
E intanto, Valerio sta già pianificando il prossimo viaggio in aereo... 

martedì 16 giugno 2015

Vietato l'accesso ai mostri

Tempo fa avevamo sconfitto la paura di Valerio per il lupo. Fondamentale è stato l'aiuto di Titì, uno dei peluches preferiti di Valerio, che si è prestato ad andare alla scuola di addestramento per cani di peluches ed è diventato un cane anti lupo. Quando arriva il lupo, Titì coi suoi occhioni dolci fa amicizia e lo porta a fare un giro lontano.
Al nido poi, le maestre di Valerio hanno fatto preparare a tutti i bambini una pozione anti-lupo e così siamo a posto.

La paura del lupo è stata ora sostituita dalla paura per i mostri. Valerio è a volte un mostro lui stesso (si è travestito da mostro a carnevale), ma a volte, soprattutto di notte, arrivano dei mostri che fanno paura. Che fare?

Per prima cosa abbiamo visto Monster&Co, così Valerio ha imparato che i mostri hanno più paura dei bambini di quanto i bambini abbiano paura di loro. Se arriva un mostro, basta fargli "buuuuh" e questo sicuramente scappa. Provare per credere.
Per essere più sicuri ancora, abbiamo messo dei cartelli.

Per prima cosa Valerio ha disegnato su un foglio due mostri.
Uno assomiglia tremendamente al "mostro dei pigiami" che ancora ci accompagna nelle nostre avventure serali e mattutine per mettere/togliere il pigiama. 

Ma non è lui, no. Il mostro disegnato da Valerio è esplicitamente bianco e nero. E il mostro dei pigiami è "no'tro amico"

Il secondo è più fiammeggiante. Un'enorme testa rossa e due giganteschi piedi blu. E un occhio solo, sotto la bocca.

Poi abbiamo ritagliato un cartello di divieto, che indica che è vietato l'accesso ai mostri. Uno è stato attaccato sopra la porta di ingresso. L'altro sopra il letto. Meglio di così, non potevamo fare. 
Mostri, non vi temiamo più!

giovedì 5 febbraio 2015

Cosa non dire ad una bi-mamma

... in particolare se è a passeggio con entrambi i figli

"E' femmina? E il grande è maschio? Che bello, ha fatto la coppia!"
... poverette le mamme di due maschi o di due femmine, che sono mamme a metà!

"E' brava? Dorme?"
In effetti non fa altro che mangiare e dormire. E se non dormisse sarebbe normale, per la sua età. Come potrebbe non essere "brava"?

"E il grande come l'ha presa?"
Peccato non poter rispondere "A mazzate"... :-D

"Oh, ma che bella che è! (Rivolto al "grande") Eh, ma sei bello ANCHE tu!"

Oppure il top:
"Oh, ma che bella che è! Uh, no. Non è veeeero! TU sei bello, lei invece è proprio BRUTTA!"
Giuro, ho sentito anche questa.
Purtroppo.

mercoledì 21 gennaio 2015

I nostri migliori regali di Natale per tre-enni e piccolissimi

L'epifania tutte le feste porta via. Ma per fortuna restano i regali.
Quest'anno Valerio era abbastanza grande per capire che cos'è il Natale e ha apprezzato la maggior parte dei regali che gli sono arrivati.

Babbo Natale, che in casa nostra porta un solo regalo per ogni piccolino (cani compresi), ha portato quello che Valerio chiama "un luculele". E se gli chiedi che cos'è, ti risponde: "una chitaia piccola"

Insomma, questo:

Sì, un ukulele!

Ci è stato consigliato da vari maestri di musica, perché pur essendo piccolo e maneggevole per un bambino, è uno strumento vero e non un giocattolino. Abbiamo scoperto tra l'altro che è abbastanza semplice da usare. Valerio si esibisce in concerti speciali, cantando "la bella tattauga, che cosa mange'à?" (suonando accordi a caso... ma è già un buon inizio)
Abbiamo scelto.. ehm... sì, certo: Babbo Natale, dopo aver letto millemila recensioni su altrettanti blog di appassionati di Ukulele, ha scelto un Mahilele soprano per il buon rapporto qualità/prezzo.

Irene invece ha avuto un gioco da conigli. Ebbene sì. Seguendo un consiglio di un blog montessoriano, Babbo Natale le ha portato un sonaglio. Non avendolo trovato in vendita nei negozi per bambini, ha optato per un gioco da conigli. Irene, che al momento di regali ne capisce poco più di un coniglio, ha apprezzato.


Nella fattispecie, questo sonaglio ha una particolarità che sarà particolarmente apprezzata (si spera) quando la pigrona comincerà a gattonare o almeno a strisciare... è infatti un cilindro di legno che rotola. Un giorno scoprirà che il suo primo regalo di Natale è costato meno di 3 euro.

Altri regali degni di nota per il quasi tre-enne:
- un mese di corso di musica
- un'armonica a bocca
- una coperta/mantello con testa di coccodrillo (che per lui è la chitarra da mostro)
- il camion della spazzatura Duplo
- il "tappeto magico", su cui si disegna con un pennarello speciale riempito di acqua e i disegni spariscono quando si asciugano
- due libri della collana "indistruttilibri" con i cd delle canzoni "Vengo anch'io" e "Torpedo blu"

La piccola di sei mesi ha ricevuto vari regali che non ha ancora apprezzato. Quelli che per ora ha gradito sono:
- anelli di plastica tipo reggitenda per doccia (ma molto più carini!) da tenere in mano o da usare per appendere oggetti
- calzini con attaccati degli oggettini da guardare (ed eventualmente ciucciare!) come questo che ha realizzato la nonna:

Insomma, grazie Babbo Natale (e grazie amici e parenti)! Al prossimo anno!

martedì 18 novembre 2014

Beati i secondi perché... perché?

Non farai differenze tra i due fratelli. No! Mai!
Belle parole. Poi, nei fatti, tra il primogenito e la secondogenita, qualche... piccolissima... differenza di trattamento c'è...

Fotografie
1° figlio - Nei primi tre mesi hai scattato 3462 foto. Ne hai stampate 106, di cui 57 per te e le altre da distribuire a tutti i parenti. Hai la foto della prima poppata, del primo bagnetto (da due angolature diverse), del primo sorriso e del primo piantino.
2^ figlia - Hai in totale 15 fotografie, di cui 8 sfocate. In 13 scatti la neonata è in braccio al fratello.

Complimese
1° figlio - Per i primi sei mesi, il giorno della nascita è stato festeggiato con le candeline e un autoscatto a ritrarre tutta la famiglia. Successivamente, fino all'anno, il "complimese" è stato comunque ricordato.
2^ figlia - "Uh!! Ieri era il secondo complimese della bambina" "Ah, davvero?"

Bagnetto
1° figlio - Ogni sera c'era il rito del bagnetto. Stufa a scaldare il bagno, il Babbo che immerge il piccolo nella vaschetta, la mamma con l'asciugamano pronto per evitare che il pargolo prenda freddo... Poi olio, massaggino, crema...
2^ figlia - Bagnetto???

Lista nascita
1° figlio - Nella lista nascita c'erano un sacco di cose per il bambino.
2^ figlia - Nella lista nascita c'erano un sacco di cose per il bambino. Sì, per il fratello maggiore.

Regali di Natale 2014
1° figlio - La whish list è pronta da mesi, Babbo Natale ha già ricevuto la letterina e il regalo è già stato... ehm... mandato ai genitori. I nonni stanno preparando da metà ottobre i due regali homemade. Abbiamo già la risposta pronta per chi chiede "cosa regaliamo?"
2^ figlia - Tanto è piccola. Le avete comprato un regalino da 2 euro per pietà, mentre compravate i 253 regali per il "grande".

Confronti "virtuali" tra mamme
1° figlio - Nei forum facevi 254 domande al giorno su come gestire ogni momento della giornata del bambino (giochi, ma anche crisi, piantini etc...)
2^ figlia - Nei forum fai tutt'ora 254 domande al giorno su come gestire ogni momento della giornata del bambino. Che però ora ha quasi tre anni. Ancora nessuna domanda sulla secondogenita.

Facebook
1° figlio - I tuoi contatti hanno dovuto sopportare la pubblicazione di centinaia di foto nell'apposita cartellina dedicata al tuo primogenito e i tuoi status su pappe, cacche e nanne.
2^ figlia - Sei sicura che tutti i tuoi contatti sappiano che hai avuto un'altra figlia?

Ma miglioreremo. Spero.

Aggiornamento
Figlio1 sbircia il computer e vede l'immagine di copertina del blog.
"Mamma! Guadda! ci sono io, mamma e babbo. E Nina!"
"Hai visto? Ci siamo tutti! Manca solo Pollino!
...
...
...
ah, già... e Irene..."
:-D

martedì 8 luglio 2014

Riflessioni sugli stereotipi di genere

Quando dicono che i bambini stupiscono sempre.
Sto cominciando a pensare che Valerio lo faccia apposta per farmi mantenere un minimo di elasticità mentale. 

Poi Valerio ha mostrato, nonostante nessuno di noi sia un esperto di motori, un'enorme passione per ruspe, gru, camion. Con tanto di richieste pressanti per vedere il motore dell'auto e farsi descrivere nei minimi particolari la batteria, il contenitore del liquido dei freni, quello dei fusibili e gli ammortizzatori. Tra l'altro spiazzandomi ogni volta perché, consapevole della mia ignoranza incolmabile, ho sempre rifiutato di interessarmi di queste cose, saltandole a piè pari persino studiando per l'esame di scuola guida.
E lì le mie convinzioni hanno cominciato a vacillare. Quindi c'è qualcosa di innato? Gli piacciono i motori perché è maschio? In effetti questi giochi non piacciono alla sua amica, che da sempre è uguale a lui e solitamente ha gli stessi interessi (siamo riusciti a convincerlo a mettersi i sandaletti per l'estate solo a patto che fossero uguali a quelli dell'amichetta!)

Sabato scorso, in una mattinata, è riuscito a farmi cambiare idea. E poi a farmela ricambiare.
Tutto è cominciato vedendomi mentre provavo la fascia che ci ha regalato la nonna per portare Irene. Valerio ha voluto imitarmi, chiedendo una striscia di tessuto in cui portare i suoi "bambini" (ah, tra l'altro siamo diventati nonni di un maiale, un cavallo e una mucca)


E così è rimasto tutto il giorno, a parte il pranzo e il pisolino in cui ho dovuto insistere per fargli togliere la fascia.

Portare in fascia, avere dei bambini, addirittura allattarli. Imitando la mamma che ogni tanto si stende sul letto (mi fa ridere perché dice: "quando ho i bambini in pancia 'ono 'tanco!") E' un "gioco da femmina".

Ecco, quindi non è interessato solo a ruspe e motori. Pensavo questo quando Valerio, vedendo il Babbo che tagliava l'erba, ha preso uno dei suoi carrettini e... eccolo (con la fascia) ad imitarlo.
Ma questo non vuol dire niente. Spesso sono io a tagliare l'erba, o almeno era un compito che svolgevo volentieri prima che la pancia mi impedisse nei movimenti.


Ma poi? Prende una palla e, invece di tirarla con le mani, comincia a calciarla. Ecco, il calcio... un gioco da maschio! Da chi avrà imparato? Non certo da me. Anche se a dire il vero, io sono negata anche per la pallavolo, tipico gioco da femmine. Per non parlare della danza, del nuoto o... di qualunque altro sport!


Notare la fascia coi "bambini" sempre addosso. Lo vorranno lo stesso ad un allenamento di calcio?

Per concludere in bellezza la giornata, Valerio ha aiutato me a pulire in terra col mocio (ehm... aiutato...) e il Babbo a passare l'aspirapolvere su poltrona e divani. Due attività evidentemente da femmina!


Pensandoci, calcio a parte, Valerio non ha fatto altro che imitare quello che vede fare dalle sue figure di riferimento.
Nessuno gli ha detto che non può portare in fascia i bambini (che non li può allattare lo scoprirà magari più avanti...) anche perché in casa vede foto di quando era più piccolo nel mei tai, sulla pancia del Babbo. Nessuno gli dice di non usare l'aspirapolvere, anche perché vede il Babbo che lo usa meglio di me.

Ho concluso che forse è proprio questa la risposta ai miei interrogativi: ci saranno delle preferenze, come quella delle ruspe e delle gru, che possiamo considerare più "da maschio", senza nulla togliere alle (poche?) femmine che hanno le stesse passioni. Ma sono le attività quotidiane che non devono essere "da maschio" o "da femmina".
E, come sempre, è proprio l'esempio che i bambini vedono in casa, quello che conta!

mercoledì 2 luglio 2014

Giocare a due anni nelle lunghe giornate estive

Dopo la versione invernale di questo post (Giocare a due anni nelle lunghe giornate invernali) non poteva mancare anche quella estiva.



Il problema è l'opposto: in inverno le uscite vanno limitate per il troppo freddo, d'estate per il troppo caldo (almeno qui a Firenze...)

Devo dire che però, per ora, di solito riusciamo ad uscire per una passeggiata o per un salto ai giardini almeno qualche ora al mattino e poi a volte di nuovo al pomeriggio.

Restano le ore centrali della giornata, quelle in cui anche i cani si godono il dolce far niente e ci regalano pose da denuncia alle associazioni animaliste, come quella qui accanto in cui Pollino fa il finto morto.

Nelle altre ore della giornata, quando stiamo in casa, i giochi riflettono molto il periodo che sta attraversando Valerio (2 anni e 4 mesi), con la sua passione per ruspe, gru e motori.

Basta dargli un mezzo meccanico (giocattolo) e una distesa di sabbia, pietre o (in mancanza d'altro) anche foglie e il gioco è assicurato.


Valerio ha riportato dal garage un carrellino primi passi che usava più di un anno fa. Ora è diventato un tagliaerba che viene portato avanti e indietro per la terrazza.
L'uso è questo: Valerio tira tre o quattro volte un ipotetico filo, urla "funzionaaaa", fa qualche passo e dopo poco si ferma per rifare benzina. Spesso il "motore" è rotto, quindi bisogna ripararlo, anche con l'aiuto del Babbo.
Qualche volta, suscitando la mia ilarità, ha anche preso un finto cellulare e chiamato il tecnico, per farsi aiutare nelle riparazioni.
La cosa bella è che questo gioco è nato totalmente dalla sua fantasia e... dall'osservazione di cosa fa il Babbo con il tagliaerba vero... il che, devo ammettere, non è molto rassicurante!


La passione per i motori (a due anni e mezzo?!?) fa sì che Valerio voglia guidare. Abbiamo provato a spiegargli che bisogna almeno arrivare ai pedali e che sarebbe opportuno prendere prima la patente... ma lui è inflessibile.
Ovviamente, quando guida lui, l'auto è parcheggiata e la chiave non è inserita nel cruscotto!


Un altro oggetto divertente è l'amaca. Noi ne abbiamo una a maglie larghe, in cui Valerio sta sdraiato (più che altro per una paura mia) e gioca a chiudersi dentro per poi riaprire urlando "cucùùù!". Una volta voleva così tanto montare l'amaca, mentre noi in casa stavamo facendo altro, che l'ha presa ed è andato da solo. Ovviamente senza riuscirci, ma l'effetto ottico della foto potrebbe ingannare.


Continuano i travasi con l'acqua. "Abbiamo" scoperto che si possono fare anche con il boccettino delle gocce. Però dopo un po' è più divertente allagare tutto...


A proposito di allagare, tra i giochi estivi vorrei annoverare anche il bagnetto. Basta un innaffiatoio, una tazzina e qualche contenitore di shampoo e le ore più calde della giornata trascorrono senza problemi. Solitamente per il bagnetto utilizziamo ancora la vaschetta in cui Valerio veniva lavato da piccolissimo: ci sta comodamente seduto, giochi compresi, e si riempie in un attimo. Nella foto qui sotto però insieme a Valerio c'è anche una sua amichetta e quindi abbiamo riempito la vasca. Non c'è stato poi bisogno di togliere il tappo: Valerio e l'amica l'hanno svuotata a modo loro, allagando il pavimento del bagno e mezza casa. Davanti ai loro gridolini divertiti, comunque, anche la (piccola) fatica di pulire è diventata più leggera. (E poi lo ammetto, il pavimento del bagno aveva proprio bisogno di essere lavato!)


mercoledì 14 maggio 2014

Forse dovrei dirlo... Esiste (2)

L'avventura di questo blog è iniziata il 4 agosto 2011, con il post "Esiste", in cui raccontavo l'inizio dell'avventura con "robino", ancora tenuto nascosto alla maggior parte degli amici e dei parenti. A rileggerlo ora, mi vengono quasi le lacrime agli occhi. Saranno gli ormoni?

Chi mi segue da allora sa che questo blog è in gran parte dovuto a lui: "robino", diventato poi nei mesi di gestazione un "robone" (4,060 kg alla nascita) e infine rinominato Valerio perché all'anagrafe il nome "robino" non andava bene.

Siamo a quasi tre anni di blog e Valerio, che ora ha due anni e tre mesi, mi impedisce di scrivere quotidianamente o quasi come quando era ancora nella pancia: ora vorrebbe scrivere lui ("chivo io atticolo!") ma purtroppo la sua capacità di espressione scritta è ancora scarsa.

Prima che sia troppo tardi però, ho una notizia da dare. Da ormai 7 mesi esiste un altro "robino", che a differenza di Valerio ha un nome già prima di nascere. Siamo tutti in attesa di Irene!

P.S: l'immagine a corredo di questo post non è casuale. Chi mi sa dire che cosa rappresenta? (Eddai, è facile!)

giovedì 13 marzo 2014

La casetta delle chiusure della Pimpa

Doveva essere un regalo di natale. Poi di compleanno. Sono passati i giorni ed ora è diventato un... beh, un regalo e basta. D'altra parte fa sempre piacere ricevere regali, no?


E' finalmente finita la casetta delle chiusure realizzata da me e dal Babbo per stimolare la manualità fine di Valerio. L'idea nasce dalla tavoletta multi-attività di Puki, ma molti spunti derivano anche dal Pannello tattile e delle chiusure della famiglia Creargiocando.
Come la tavoletta di Puki, anche questa casetta "a comprarla costava meno". Però ci siamo divertiti e... volete mettere, in una casetta comprata non ci saremmo NOI!


Sì perché dentro le finestrelle ci siamo noi e i cani. Il tutto in un ambiente "Pimpa", che a Valerio piace molto.

Insomma, siamo molto soddisfatti del risultato. Ecco il procedimento che abbiamo seguito.

Necessario:
- trapano
- seghetto alternativo
- cacciavite

- un pannello di legno 30*100 cm, spessore 1cm
- chiusure di ogni genere
- cerniere
- viti piccole in quantità

Per il disegno:
- vernici (noi abbiamo trovato delle tempere da muro, in campioncini più che sufficienti per dipingere il tutto - e a dire il vero sarebbero sufficienti per dipingere altre 50 casette)
- pennarello indelebile nero
- foto dei familiari
- foto Pimpa
- colla vinilica

Per prima cosa il Babbo ha tagliato a metà l'asse di legno. Su una parte ho disegnato la casetta e le finestrelle, che il Babbo si è affrettato a tagliare (ci ha impiegato meno di un mese!)

Il mese successivo, era la vigilia del compleanno di Valerio, abbiamo attaccato tutti i pezzi, facendoci scoprire dal piccolo che silenziosamente si era svegliato ed era venuto a vedere che cosa stavamo facendo. Acc!
Senza perderci d'animo, abbiamo coinvolto anche lui nell'avvitamento del milione di viti nane che serve per tenere insieme tutti i pezzi.

Poi è passata un'altra settimana, durante la quale abbiamo pensato come decorare la casetta.

Nello scegliere le foto da inserire dietro le finestrelle mi sono accorta che era difficilissimo eliminare lo sfondo senza che restasse una sensazione di "tagliato a morsi". Ho quindi pensato di aggiungere uno sfondo cartoneggiante inserendo dietro alle spalle delle figure reali alcuni sfondi che ricordassero la casa della Pimpa.

Una cosa tira l'altra e l'idea mi è sembrata carina anche per l'esterno. Mi è bastato quindi stampare quattro foto per il dentro delle finestrelle e tre foto per la parte esterna (con Pimpa, Coniglietto, il prato e animaletti vari)

Una sera (= notte...) io e il Babbo abbiamo decorato la casetta con le vernici e poi abbiamo incollato il prato, gli animali e i personaggi esterni.
Il tutto dovrà ancora essere coperto da una vernice trasparente da bricolage... prima o poi ce la faremo!

martedì 11 febbraio 2014

Giocare a due anni nelle lunghe giornate invernali

Sempre di corsa, sto decisamente trascurando il blog. Con Valerio, che ormai ha quasi due anni, facciamo mille cose, tra andare in ludoteca, portare a spasso i cani, guardare la pioggia che da giorni cade e rende più difficile le uscite, inventare nuovi giochi. In piscina ci va con il Babbo, quasi sempre.

Qualche spunto fotografico per far passare queste lunghe giornate invernali, in cui ogni giorno bisogna inventarsi qualcosa da fare per non soccombere alla malinconia.

Giocare con le tempere.
In questo caso il colore è molto diluito, per stenderlo meglio sul cartone. Abbiamo usato il dentro dei rotoli della carta igienica e della carta casa, che avrebbero dovuto servire per il calendario dell'avvento (che poi è stato realizzato diversamente). Il cartone sottostante dovrebbe servire per proteggere il pavimento... e in effetti ha protetto dalla maggior parte delle pennellate... così come il super bavaglino "camicia di forza". Alla fine però una ripulita generale (del pavimento, dei vestiti, del bambino...) è necessaria. Da lì non si scappa!

Un'altra versione del gioco delle tempere ha previsto nel nostro caso una "tela" appesa ad una parete e una patata al posto del pennello. Ovviamente la parete (insieme al pavimento sottostante) è stata opportunamente ricoperta dai soliti cartoni salvavita.
La patata, tagliata a metà, è stata intagliata a formare una "V" come Valerio... e poi utilizzata in mille modi fuorché quello classico di timbrino.
Infatti le "V" che si vedono in foto... sono state timbrate da me e non dall'artista in erba.
A proposito di "erba", la mezza patata è stata poi riciclata per un esperimento botanico. Messa in una tazzina, nonostante gli avanzi di tempera rimasti sulla parte superiore, ha fatto tantissime radici e anche due piccoli "rametti". proprio in questi giorni stanno anche spuntando alcune foglie. Valerio è molto incuriosito e ogni sera chiede di andare a verificare la crescita della patata.
Non credo la pianteremo nella terra: vedremo come si evolve e monitoreremo ogni piccolo cambiamento. Probabilmente a breve dovremo cambiare contenitore!

Forbici
Chi l'ha detto che un bambino non può usare le forbici? Beh, io lo pensavo. Poi quell'incosciente del Babbo lo ha assecondato e gli ha messo in mano le forbici da cucina... il danno ormai era fatto. Valerio ora ha una passione sfrenata per le forbici e non si accontenta delle forbicine da bambino. L'importante è tenerlo d'occhio quando fa i suoi esperimenti: facendo un po' attenzione non è assolutamente pericoloso. Prima o poi cercheremo di convincerlo ad usare forbici più alla sua misura...

Travasi
Continuano i travasi. Avevamo già sperimentato la farina e in ludoteca vanno alla grande quelli con riso e lenticchie. A casa si utilizza un pacco di pasta comprata appositamente per questo scopo (non gli do certo la pasta di farro integrale super bio che costa un occhio della testa...) La foto è scattata all'inizio del gioco. Dopo pochi minuti, metà dei rigatoni gocciola bava e l'altra metà è mordicchiata. Per non parlare di quelli che finiscono in terra. Ma anche questo è divertente ed è un ottimo modo per sperimentare che la pasta non è buona da mangiare cruda (o sì?)

Giochi con l'acqua
I travasi più divertenti però sono quelli con l'acqua. A volte aggiungiamo una goccia di colorante alimentare per dare un tocco "chic"... o meglio per vedere più facilmente il liquido da travasare. Nella foto, il colore è stato ottenuto da un mix selvaggio di colorante blu e rosso. A volte nel gioco entra anche il povero Nemo, che viene travasato da un bicchiere all'altro. C'è da dire che Valerio deve aver preso la precisione nei travasi da qualche altro parente e non da me né dal Babbo, perché quando si impegna riesce a non versare nemmeno una goccia.

Quando si impegna, ho detto, vero? Perché quando si impegna diciamo... diversamente... riesce ad allagare il bagno in pochi secondi. Però è troppo divertente usare la spugna nel bidet. Soprattutto dopo aver rassicurato la mamma:
"Nooo f(u)ori!! Agua dent(r)ooo!" (Agua, e non acqua. Dice così da mesi, avendo imparato da un'amichetta argentina)
Certo, e io ci credo anche. Mi metto nell'ordine di idee che tanto il bagno aveva bisogno di una bella ripulita, così come la maglia, i pantaloni, le calze, le calzine antiscivolo...

Trucchi
Approfittando del carnevale, abbiamo acquistato un set di colori da viso. Prima il gioco era ugualmente divertente con la matita nera per gli occhi, con cui però non riuscivo a fare altro che un musino da topo, baffi compresi.
Valerio si diverte abbastanza a farsi truccare (per il momento solo da farfalla e da gatto... devo ingegnarmi e trovare altri trucchi facili facili) ma il divertimento maggiore è truccare la mamma! E poi, magari, obbligarla ad uscire così conciata. Qualche giorno fa mi sono presentata in ludoteca con una guancia rigata di rosso e di nero. Per fortuna le educatrici e gli altri genitori non mi hanno guardata troppo male. Evviva il carnevale!

Giocare con la colla
A Valerio piace tantissimo e abbiamo comprato una confezione di colla gigante (non quella che si vede in foto, che è da pivellini... ma è ancora da finire)
Il collage, su cartone, è stato realizzato incollando immagini ritagliate (dalla mamma) da un depliant pubblicitario.
Al termine della realizzazione il risultato lasciava un po' a desiderare perché sembrava un enorme impasto bianco. Quando la colla si è asciugata però tutto è tornato a risplendere. Ora dobbiamo solo trovare una giusta collocazione per questo capolavoro.

Cucinare
In particolare i dolci. A Natale abbiamo realizzato degli ottimi biscotti, che sono stati regalati a tutti i parenti, che li hanno graditi molto. Ultimamente il nostro piatto forte è la torta di mele. Una volta a settimana, circa, Valerio si sbizzarrisce nel preparare le sue merende preferite, sempre sotto la mia supervisione. Ma devo dire che sta diventando sempre più bravo. A parte le dosi casuali (ma perdonatelo: non sa ancora leggere i numeri sulla bilancia) si ricorda meglio di me gli ingredienti da aggiungere.
Volete le ricette?

Uscire, appena si può
L'ultimo "trucco" per sopravvivere alle grigie e cupe giornate invernali è di uscire di casa appena la pioggia lo consente, oppure armarsi di ombrello e stivaletti e uscire anche con la pioggia! (In questo caso però non porto la macchina fotografica, quindi non ho mai immortalato le attività sotto l'acqua).
Valerio adora mettere i piedi nelle pozzanghere, come credo tutti i bambini della sua età. A volte anche con le scarpe... aaahhh! Per fortuna il ricambio è sempre a portata di mano.
Qualche volta invece utilizza il suo carretto per andare a spasso. In questo caso ha deciso di riempirlo di foglie cadute dagli alberi. Ecco, diciamola tutta, ha riempito il carretto di foglie e fango insieme. Per fortuna che in questo caso aveva gli stivaletti!

Infine, appena la pioggia ci dà un po' di tregua, portiamo a spasso i cani. Già, perché c'è un nuovo arrivo! Oltre alla vecchia e ormai quasi santa Nina, da qualche giorno la nostra famiglia ospita un amico peloso. Si chiama Frollino, oppure Follino, oppure Pollino. Qualche volta viene soprannominato Frullino, specialmente quando abbaia al tritatutto. Incurante di questo trattamento irriguardoso, il giovane simil barboncino proveniente ovviamente da un canile si è ormai ambientato, non litiga più con Nina, che ormai l'ha accolto con rassegnazione e non fa (quasi) più pipì in casa. Non vediamo l'ora di giocare un po' più spesso all'aperto! (E finalmente abbiamo trovato un cane che gioca!!)