venerdì 1 aprile 2016

Caccia al tesoro del drago, 4 anni

Finalmente la festa per il compleanno di Valerio, con "solo" un mese di ritardo, c'è stata.
Rimandata una prima volta perché era malata la sorella, una seconda volta perché era malato il festeggiato, una terza volta perché ero malata io... Finalmente siamo usciti dal tunnel dell'influenza...


Dopo la scuola, cinque amiche più un fratellino sono venute a festeggiare a casa. Non poteva mancare una caccia al tesoro per i sei bambini di quattro anni più due piccolini. Lo scorso anno il tema era "tesoro dei pirati". Quest'anno il tema della festa erano i draghi e quindi il Babbo si è travestito da drago "Sdentato" (quello di Dragon Trainer).
La caccia al tesoro ha avuto molto successo. L'idea dei caposquadra adulti è da riproporre perché sono stati molto utili.

Il drago Sdentato arriva e presenta il gioco. Ha 4 pezzi di stoffa di un colore e 4 dell’altro che tira fuori da un sacchetto. Sui ogni pezzo di stoffa c'è il nome di un bambino, che se lo deve legare al polso (aiutato).
I bambini formano così due squadre.
Si estrae a sorte il caposquadra, un genitore. In realtà in ognuno dei due sacchetti (uno per squadra) ci sono tanti bigliettini... ma tutti con lo stesso nome! Piccolo trucchetto per pilotare il caposquadra... ;)

Sdentato ha due aiutanti, uno per gruppo. Gli aiutanti seguiranno le squadre nelle 5 tappe. Per ogni tappa c'è un indovinello di spostamento (che leggono gli aiutanti) e un indovinello prova (che gli aiutanti consegnano alle caposquadra. Alla fine di ogni prova, se superata, viene consegnato un pezzo della mappa.
Le prove sono le stesse per tutti i gruppi, ma in ordine diverso.

Comincia Sdentato
Il tesoro dei draghi è molto lontano 
Ma non si raggiunge con un aeroplano. 
Vi aspettano prove dure e difficoltà, 
chissà se qualcuno lo troverà. 
A ogni passo chi non scappa 
Riceverà un pezzo di mappa 
Metterle insieme sarà un lavoro! 
Ma alla fine troverete il tesoro! 
Chi vuole il primo indizio? 
Fatevi avanti 
Ve lo daranno i miei aiutanti 

1.
Indovinello spostamento
non serve

Indovinello prova (da consegnare alla caposquadra)
Squadra Verde
Questa prova è molto facile, 
la sa fare anche un bambino gracile. 
Girate per casa, tutti quanti! 
Anche se so che siete tanti.
Cercate bene, a più non posso 
Portate qui un oggetto ROSSO 

Squadra Azzurra
Questa prova è molto facile, 
la sa fare anche un bambino gracile. 
Girate per casa, tutti quanti! 
Anche se so che siete tanti.
Cercate bene, e chi non si perde 
Mi porti qui un oggetto VERDE 

Materiale prova
non serve

2.
Indovinello spostamento
Senza metterci una settimana
formate, svelti, una fila indiana. 
Tenendo la mano di un vostro compagno 
andate, pian pianino, fino al bagno. 
 -------- quando i bambini sono in bagno
Bimbi attenti. Ora Sdentato 
va da tutti osservato. 
Perché andrà circospetto 
a nascondere un oggetto. 
Tieni a mente, è il mio consiglio 
dov’è questo nascondiglio. 
Con lui tutti, senza fretta 
Ma il caposquadra… aspetta! 
Poi tornate tutti quanti 
Dove ci si lava i denti! 
(i bambini devono tornare in bagno)

Indovinello prova (Lo legge l’aiutante, NON la mamma)
Attenzione al caposquadra!
Si trasforma in una ladra…
Con la benda aderente
non ci vede proprio niente.
Deve prendere, entro agosto
Quel che il drago ha nascosto.
Però attenti! Questo gioco
ha una regola da poco.
Nessun gesto per toccarla
Solo la voce per guidarla.

Materiale prova
fazzoletto per bendare;
casco da bicicletta (non serve a niente, ma fa ridere...) :-)

Partenza dal bagno.
Il genitore caposquadra viene bendato.
Sdentato fa vedere ai bambini dove nasconde un oggetto.
I bambini devono portare il genitore bendato e fargli prendere l’oggetto, ma senza toccare il genitore! Solo con la voce.

3.
Indovinello spostamento
Non c’è una bambola né un orsacchiotto, 
ma tanti libri nel salotto. 
Cercate, cercate a più non posso! 
Troverete un grande tappeto rosso 

Indovinello prova (da consegnare alla caposquadra)
Sotto queste pietre infuocate 
Ci sono cose abbandonate. 
Attenzione! Potrebbero bruciare tanto! 
Usate non le mani, ma i cucchiaini soltanto.
E se non volete sentire tanti “Accidenti!” 
Non fatele cadere e state attenti! 
Per fare tutto per benino, 
riempite l’altro ciotolino.

Materiale prova
Un grande contenitore pieno di riso. Al fondo c’è il pezzo di mappa. I bambini devono togliere il riso utilizzando solo dei cucchiaini

4.
Indovinello spostamento
Ora ascoltatemi sul serio!
Andate nella stanza dove dorme Valerio. 

Indovinello prova (da consegnare alla caposquadra)
Adesso comincia una prova complicata 
che può durare anche un’intera giornata 
Appena il caposquadra dirà: “Pronti… via!” 
dovrete ballare con molta armonia. 
Ma attenzione, perché in questo ballo 
non dovrete ballare come un cavallo. 
Aprite le orecchie, dovrete ascoltare 
proprio in che modo dovete ballare.

Materiale prova
Cd musicale, con una canzone che dura circa un minuto e mezzo. I bambini devono lanciarsi in una danza scatenata. Ogni 30 secondi circa l'aiutante dice come ballare… ballare come un serpente. Ballare come un gatto. Ballare come un… drago!

5.
Indovinello spostamento
Non dovete andare lontano. 
Correte nella stanza dove c’è il divano

Indovinello prova (da consegnare alla caposquadra)
La prossima prova certo si addice 
a chi vorrebbe fare la pittrice. 
Sedetevi tutti, fermi e zitti 
e non sarete mai sconfitti. 
La caposquadra al posto degli occhiali 
vi truccherà da... animali! 

Materiale prova
Colori da viso. Bastano poche tracce per trasformare un bambino in una farfalla, un serpente o... un drago!

E alla fine...
Ecco qui l’ultimo pezzo 
Non vi serve nessun attrezzo. 
Basta metterli tutti insieme 
e vedere cosa viene! 
Se farete un buon lavoro 
troverete le istruzioni per raggiungere il tesoro.

La mappa però ha un problema... perché mancano dei pezzi! :-| Chi li ha?
Bisogna collaborare con l’altro gruppo!!!

E finalmente il premio, un baule pieno di didò!

giovedì 3 marzo 2016

Viaggiare con i bambini: un fine settimana a Malta

Due settimane fa è stato il compleanno di Valerio: 4 anni insieme, 4 anni da mamma e babbo. Se siamo ancora vivi è un miracolo.

Per i suoi 4 anni Valerio ha chiesto tre piccoli regali:
- andare in aereo
- andare in barca
- andare in sottomarino

C'è chi chiede un aereo, magari di Lego, ma no a lui non bastava... voleva l'aereo vero!

La terza richiesta è stata posticipata a quando andremo a visitare il Museo della Scienza di Milano, ma per le prime due qualcosina si poteva già fare...

All'inizio pensavamo di andare a trovare la zia a Madrid, ipotesi ben presto scartata a causa del prezzo dei voli. Alla fine ha deciso per noi la Ryanair, con offerte super low cost per gennaio, un mese prima rispetto al compleanno. Con 110 euro abbiamo prenotato un volo andata e ritorno per Malta per 2 adulti, un bambino e un "neonato" (anche se Irene ha già 1 anno e mezzo).

Abbiamo trovato un clima gradevole, abbiamo visitato posti nuovi, ci siamo divertiti e... abbiamo speso abbastanza poco, meno di 400 euro tutto compreso. Una vacanza invernale che consigliamo a famiglie con bambini.

Cominciamo coi costi:
- 110 euro di volo
- 92 euro di albergo per tre notti a St Julian
- 45 euro di noleggio auto (compresa benzina)
- 15 euro di traghetto
- circa 80 euro di cene e circa 15 tra pranzi e stuzzichini
- ingressi ai musei/parchi/ferry

Aereo

Con la Ryanair è gratuito il trasporto di 2 attrezzature a bambino/neonato. In pratica il passeggino + seggiolino auto o lettino da viaggio. Noi abbiamo portato il seggiolino per Irene e il rialzino per Valerio.

I controlli di sicurezza coi bambini sono molto più flessibili. All'andata abbiamo fatto passare senza problemi succhi di frutta e una crema per le mani (spacciandola per crema per bimbi). Al ritorno addirittura una mela, altri due succhi di frutta, pane e uno sciroppo per la tosse.
Sul primo volo abbiamo chiesto se c'era la possibilità di avere il brevetto di primo volo (o "battesimo del volo") per i bambini. Lo steward sconsolato mi ha detto di no, ma ha accettato con gioia di consegnare due piccoli diplomini che avevo precedentemente stampato. Alla consegna la sorpresa: oltre ad averli fatti firmare da tutto l'equipaggio, ci ha regalato due kit viaggio comprensivi di pastelli a cera, adesivi, un libretto da colorare, un mini passaporto e poi una barca da montare nel kit "bambino" e due braccialetti nel kit "bambina".

Piano di viaggio

Sabato 30 gennaio
15:40 Partenza da Pisa (partenza da casa alle 12, dopo una tarda colazione/pranzo anticipato)
17:25 arrivo a Malta
18.00 ritiro auto
18.30 verso St Julian’s Bay: spesa al supermercato Park Towers Supermarket (Triq Gorg Borg Olivier) St Julian (o San Giljan) - aperto fino alle 19.30 - per acquistare la colazione e il pranzo per giorno successivo

Fin qui tutto bene. Non avevamo calcolato una cosa...


Chi se lo ricordava che a Malta guidano a sinistra? Per fortuna il Babbo non si è scoraggiato. Da casa ci eravamo portati dietro il navigatore gps. Abbiamo avuto un po' di difficoltà perché a Malta i toponimi sono sia in inglese che in maltese... ma il nostro navigatore ne trovava la metà...

Dopo la spesa ci siamo diretti all'albergo St Julian's Bay Hotel: un tre stelle senza infamia e senza lode. La doccia era difettosa e l'acqua usciva nel bagno. Bagno piccolino e lavandino ancora più piccolo. Televisione che prende 10 canali in croce di cui 8 si vedono male... Ma siamo abituati al campeggio e quindi già il letto ci è sembrata una comodità superflua... 

Alla sera siamo andati a cercare un ristorante in cui cenare. Il quartiere di St Julian è molto vivace e turistico. Pensavamo di andare in un ristorantino vegan friendly, ma poi non l'abbiamo trovato e quindi ci siamo accontentati di una pizzeria scelta a caso per disperazione quando i bambini non ne potevano più di camminare.

Domenica 31 gennaio
Partenza ore 9.30 in direzione di Melliha. Arrivo al Villaggio Popeye.


Il Villaggio di Popeye è il set cinematografico di un film uscito nel 1980 che aveva come protagonista un giovane e ancora semi sconosciuto Robin Williams. Prima del viaggio abbiamo provato a vederlo, ma con gli occhi di oggi è veramente tremendo. Comunque, il set è diventato ora un parco tematico, molto carino e accogliente per i bambini. 

I personaggi delle storie di Braccio di Ferro accolgono i visitatori, cercano di coinvolgere i bambini e mettono in scena delle scenette in cui Braccio di Ferro salva Olivia da Bruto e tutti vissero felici e contenti. Valerio non si è lasciato molto trasportare dalle animazioni, ma ha gradito decisamente di più uno spazio con dei giochi in legno (una specie di enorme "forza 4", un "tris" gigante, il gioco della pesca etc). Nel prezzo del biglietto è compreso un aperitivo alcolico per gli adulti, una cartolina, una fotografia di tutta la famiglia e un'ora nello spazio giochi (gonfiabili) vicino al ristorante.

Dopo pranzo e dopo l'ora nello spazio giochi siamo ripartiti in direzione Cirkewwa, dove abbiamo aspettato con l'auto il traghetto per Gozo.
Gozo è una delle tre isole maggiori dell'arcipelago maltese: avrebbe meritato una visita più approfondita, ma in quattro giorni non si può fare tutto. Avendo più tempo avrei voluto vedere la Dwejra Bay, Azure Windows e Blue Hole, ma sarà per la prossima volta.
Su Gozo abbiamo visto (da fuori) la grotta di Calypso, di cui abbiamo raccontato la storia ai bimbi. La grotta in realtà non è visitabile, però offre una bella vista sul mare e sulle colline alle spalle. Diciamo che il fascino di Calypso è più nei racconti che nella grotta in sé. Forse questa tappa avrebbe potuto essere evitata, ma comunque Valerio ha colto qualcosa: la sera ha raccontato ai nonni che ha visto la casa di un personaggio di una storia, che viveva davanti al mare. Meglio che niente...
Poi ci siamo fermati un'ora abbondante alla Ramla Bay, una spiaggia di sabbia rossa, con cui Valerio ha giocato mentre Irene dormiva in auto.
Al tramonto ci siamo diretti verso Marsalforn dove avremmo voluto cenare in un altro ristorante vegan friendly che però era chiuso. Abbiamo optato per un ristorante cinese con piatti tipici maltesi in cui abbiamo ordinato una pasta al pomodoro per i bimbi...

Lunedì 1 febbraio
Dopo una colazione al bar sotto l'albergo, siamo partiti per Wied Iz-Zurrieq, dove ci aspettava la Blue Grotto. In realtà, seguendo le indicazioni, siamo arrivati ad un molo da cui in altre stagioni partono le barche per la visita alla grotta. In inverno era deserto, a parte molti sub che vanno ad esplorare i magnifici fondali.
La grotta è invece visibile sulla strada, un po' prima del molo. Non l'avremmo mai trovata se il babbo non avesse notato che la fermata del bus si chiama "Panorama". E infatti, fermandoci proprio lì e scendendo per qualche metro, si può ammirare dall'alto una grotta davvero gigantesca. Valerio si è detto certo che si tratti di una tana di drago, forse proprio del suo amato Sdentato.

Un altro drago è stato individuato più avanti, sulle Dingli Cliffs, scogliere su cui ci siamo fermati per uno spuntino. Di fronte al parcheggio c'è una chiesetta che, secondo un cartello, è stata più volte distrutta e ricostruita. Anche per questa, Valerio non ha dubbi: è colpa di "Zannefurbe", il drago rosso amico dei vichinghi di Dragon Trainer (che in realtà si chiamerebbe "Zanne Curve", ma considerato che non è proprio un drago sveglio... anche il nome Zannefurbe gli calza a pennello!)

Vicino alle Dingli Cliffs si trova il sito archeologico Misrah Ghar il Kbir. Devo dire che senza navigatore non ci saremmo mai arrivati: il sito non è ben indicato e quando si arriva sembra di entrare in casa di qualcuno.
In questa zona si vedono dei solchi paralleli tracciati per terra, un mistero ancora insoluto. Perché sono stati tracciati? E come? C'è chi dice addirittura che possano essere stati gli ufo... La nostra versione a me sembra essere molto più plausibile: non c'è dubbio, si tratta inequivocabilmente di solchi tracciati da artigli di drago...

Dopo un pranzo a base di banane e frutta secca acquistati in un baracchino davanti alle Dingli Cliffs, ci siamo rimessi in moto, diretti verso Mdina.

Mdina è un borgo medievale racchiuso da alte mura. Abbiamo parcheggiato nel parcheggio che si trova all'ingresso, accanto ad un parco giochi in cui i bimbi si sono divertiti per un po'.
Secondo le descrizioni che avevamo letto prima di partire, le sue strette viuzze avrebbero dovuto essere costellate da botteghe artigiane, ristorantini e negozietti. In realtà, forse per il basso flusso di turisti in inverno, i negozi aperti si potevano contare sulle dita di una mano. Poco importa, Valerio è rimasto affascinato da un cannone e ha voluto sapere tutto sul funzionamento, facendo poi finta di sparare anche con l'aiuto di Irene. 

Girellando per la città abbiamo dato un'occhiata veloce alla cattedrale barocca e ci siamo fermati nella piazza dietro ai bastioni per scattare qualche foto.

Avremmo dovuto, secondo i piani, fermarci fino al tramonto, alle 17.30, per prendere un pezzo di torta al Fontanella Terrace Garden, da cui si ammira un bel panorama su tutta l'isola. Ma le nuvole nere in arrivo facevano presagire un acquazzone, allora abbiamo ammirato la vista dai bastioni e poi anticipato la merenda, in un altro locale. 

La pioggia è arrivata proprio mentre stavamo tornando verso l'auto, quindi siamo stati fortunati!
Tornando verso St Julian, con molto anticipo, ci siamo imbattuti nel museo dell'aeronautica. Mentre Irene schiacciava un pisolino in auto, Valerio e il Babbo sono andati a curiosare negli hangar dove un'associazione raccoglie e cerca di restaurare aerei da guerra e da turismo di ogni genere. La sezione che è piaciuta di più a Valerio ospita una cabina di pilotaggio su cui si può salire e pilotare - per finta - un aereo vero.


La sera abbiamo cenato in un ristorante accanto all'albergo, troppo sciccoso per i miei gusti, in cui siamo stati il meno possibile e da cui sono scappata con Irene appena ho finito di mangiare, lasciando al Babbo l'onere di pagare e salutare gli austeri camerieri.

Martedì 2 febbraio
Dopo aver preparato (la sera prima) le valigie, abbiamo lasciato l'albergo e ci siamo diretti con l'auto in direzione di Sliema. L'intenzione era di parcheggiare vicino al Sliema Ferry per La Valletta, in realtà non c'era parcheggio e quindi ci siamo diretti fino ad un parcheggio a pagamento tra Sliema e St Julian. Alle 10 eravamo al molo, pronti per salire sulla barca che ci ha condotti dall'altra parte della baia, a La Valletta.

E qui... mi sono accorta di aver commesso un grave errore. Pensando di risparmiare al Babbo il peso di Irene da portare in giro, e ipotizzando di camminare molto a La Valletta, avevo proposto di portare il passeggino. Appena sbarcati ci siamo resi conto che La Valletta è una cittadella tutte salite e discese, con scale ovunque, e quando non sono scale sono salite ripide faticosissime da percorrere spingendo un passeggino. Risultato: Irene è stata comunque addosso al Babbo tutto il tempo, mentre io, imprecando, mi trascinavo dietro quel catafalco, pensando che chi è causa del suo mal pianga se stesso...


Arrivati in cima, siamo andati a cercare i bus antichi, all'autostazione, ma non ne abbiamo visto nemmeno uno. In compenso abbiamo respirato la puzza di benzina e siamo scappati via. Dopo una tappa su un cannone, ci siamo diretti al parco della Saluting Battery. Ogni giorno, a mezzogiorno, viene fatto sparare a salve un cannone. Per visitare il museo è necessario pagare il biglietto, ma assistere allo sparo dei cannoni dalla balconata è gratuito, quindi ci siamo fatti spazio in prima fila. Valerio si è un po' spaventato per il rumore del cannone, ma in fondo gli è piaciuto vedere come funziona "per davvero" (anche se a salve) e non solo per finta. 

Abbiamo poi pranzato a "The Grassy Hopper", piccolo locale vegano/vegetariano nel centro de La Valletta, in cui abbiamo gustato tre panini sfiziosi e una fetta di torta per Valerio.
Dopo un caffè nella piazza principale de La Valletta (che era incluso nel biglietto del museo dell'aeronautica) siamo tornati a prendere il Ferry che ci ha riportati a Sliema e da lì in circa 20 minuti siamo arrivati in aeroporto.
Le ultime ore di Malta sono volate nella sala d'attesa dell'aeroporto, guardando dalle finestre l'aereo poi partito prima del nostro che veniva preparato e poi riempito di passeggeri. 

E' stata una bellissima vacanza, come unici rimpianti c'è il non aver visitato meglio La Valletta e non aver assaggiato il Kinnie, una bevanda non alcoolica di cui avevamo letto prima della partenza ma che non abbiamo poi trovato.
Valerio si è divertito e ora è diventato un appassionato di aerei, sembra che da grande voglia diventare pilota e non più guidatore di ruspe. Irene è stata tranquilla e si è goduta la vacanza.
Abbiamo concluso che davvero Malta in inverno è una meta ideale per una vacanza con bambini: non troppo affollata, temperature piacevoli, si visita bene anche in un fine settimana lungo.
E intanto, Valerio sta già pianificando il prossimo viaggio in aereo... 

domenica 20 dicembre 2015

Libro game: L'uovo del drago - download gratis :-)

Tempo fa avevo scaricato dal sito "La pappadolce" il libro "Il tesoro dello gnomo ghioffo". A Valerio è piaciuto molto, tanto da chiedermene presto un altro.

Purtroppo, cercando on line, non ho trovato nulla del genere.
Allora, che si fa in questi casi? Ce lo siamo creati noi.



Dato che in questo periodo Valerio è appassionato di draghi, l'argomento non poteva che essere quello. Le immagini sono state quasi tutte scelte dal nostro piccolo artista, talvolta io avrei scelto altro, ma va bene così!

Alla fine abbiamo colorato il tutto, plastificato le carte e... voilà! Ecco un libro da leggere e rileggere senza annoiarsi.

Lo potete scaricare anche voi. Le pagine sono posizionate in modo da poter essere stampate fronte retro e poi tagliate mantenendo l'ordine corretto.

Buona lettura! L'uovo del drago - Libro game free download


venerdì 11 dicembre 2015

Ciao Nina, ci mancherai

Da tempo non scrivo su questo blog. Tante idee, spesso mi dico che dovrei pubblicare qualcosa, ma il tempo è tiranno.

Oggi però voglio scriverti, Nina. Perché tante volte ho parlato di te su queste pagine virtuali.
Avevo raccontato il tuo arrivo nella nostra famiglia che si stava allargando. Arrivavi da un canile abusivo, avevi paura degli uomini e dei bastoni.

La paura degli uomini ti è rimasta, ma a poco a poco hai cominciato a fidarti dei familiari. Non di tutti... non si sa se avevi più paura tu di mio fratello o più lui di te... 

Ti avevamo anche regalato una pettorina blu, suscitando riprovazione nella negoziante: ma come, il blu per una cagnolina femmina? Ed era solo l'inizio, tutt'ora Irene viene regolarmente scambiata per un bambino... Ma che ci vuoi fare, all'idea della divisione dei sessi per colore mi viene l'orticaria...

Avevi poi perso la pettorina blu in una delle tue escursioni ad inseguire le lepri. Eri anche brava, dicevano i cacciatori che ti incontravano per strada. Il vicino di casa, cacciatore, era letteralmente innamorato: un paio di volte mi aveva fermato per dirmi che bell'esemplare che eri. Noi non ce n'eravamo accorti, per noi eri una della famiglia, non un "esemplare". Però devo dire che ogni volta che vedo la tua foto in Trentino anche io mi riempio di orgoglio: eri davvero, a modo tuo, un bel cane...

La pettorina te l'avevamo poi ricomprata, stavolta rossa per evitare di scandalizzare ancora i benpensanti. Te l'eri meritata dopo giorni di babysitteraggio a Valerio. Ricordi quella volta a Torino? Addirittura due bambini, il tuo cucciolo Valerio e la "grande" Irene, figlia di un'amica. Ti avevano portato a spasso per un'ora, ma in realtà eri tu che badavi a loro, col tuo istinto di mamma.

 Da un mese avevi cominciato a stare male, erano i reni. I primi anni di vita, in condizioni pessime, devono aver influito molto sulla tua salute. E comunque non eri più giovanissima, quasi 13 anni. Avevamo provato con una cura, ma senza risultato. 

Fino all'ultimo, sei stata un cane orgoglioso e selvatico, col tuo istinto di cane da caccia più lupo che pantofolaio. Hai deciso tu che la cura andava interrotta, strappandoti la flebo. Hai deciso che non aveva più senso continuare in quelle condizioni, smettendo di mangiare.

Ciao Nina, ci mancherai.

martedì 16 giugno 2015

Vietato l'accesso ai mostri

Tempo fa avevamo sconfitto la paura di Valerio per il lupo. Fondamentale è stato l'aiuto di Titì, uno dei peluches preferiti di Valerio, che si è prestato ad andare alla scuola di addestramento per cani di peluches ed è diventato un cane anti lupo. Quando arriva il lupo, Titì coi suoi occhioni dolci fa amicizia e lo porta a fare un giro lontano.
Al nido poi, le maestre di Valerio hanno fatto preparare a tutti i bambini una pozione anti-lupo e così siamo a posto.

La paura del lupo è stata ora sostituita dalla paura per i mostri. Valerio è a volte un mostro lui stesso (si è travestito da mostro a carnevale), ma a volte, soprattutto di notte, arrivano dei mostri che fanno paura. Che fare?

Per prima cosa abbiamo visto Monster&Co, così Valerio ha imparato che i mostri hanno più paura dei bambini di quanto i bambini abbiano paura di loro. Se arriva un mostro, basta fargli "buuuuh" e questo sicuramente scappa. Provare per credere.
Per essere più sicuri ancora, abbiamo messo dei cartelli.

Per prima cosa Valerio ha disegnato su un foglio due mostri.
Uno assomiglia tremendamente al "mostro dei pigiami" che ancora ci accompagna nelle nostre avventure serali e mattutine per mettere/togliere il pigiama. 

Ma non è lui, no. Il mostro disegnato da Valerio è esplicitamente bianco e nero. E il mostro dei pigiami è "no'tro amico"

Il secondo è più fiammeggiante. Un'enorme testa rossa e due giganteschi piedi blu. E un occhio solo, sotto la bocca.

Poi abbiamo ritagliato un cartello di divieto, che indica che è vietato l'accesso ai mostri. Uno è stato attaccato sopra la porta di ingresso. L'altro sopra il letto. Meglio di così, non potevamo fare. 
Mostri, non vi temiamo più!

venerdì 17 aprile 2015

Vivere Vegan: la Scelta – Mostra & Eventi – Firenze

A proposito di ritardataria cronica (vedi post precedente), non ho ancora scritto niente di un ciclo di iniziative iniziato ormai da qualche giorno a Firenze.

Il fulcro di tutto è una mostra a Palazzo Medici Riccardi, dove non sono ancora stata ma che non mi posso perdere (ho tempo fino al 28 aprile)

Attorno ruotano due settimane di eventi di ogni genere, con ospiti più o meno famosi. C'è anche un laboratorio per bambini un po' più grandi dei miei, sarà per la prossima volta.

Il programma completo è qui:
http://www.viverevegan.org/web/2015/03/viverevegan/#more-2742

Quei pazzi degli organizzatori hanno chiesto anche a me di intervenire, parlando proprio di questo blog. Quindi il 23 aprile se proprio non avete di meglio da fare (vanno bene anche scuse come "devo pettinare il cane" o "devo tagliare le unghie alla tartaruga") vi aspetto a Crepapelle!

mercoledì 11 marzo 2015

Ritardataria cronica

Chi mi conosce di persona lo sa, sono sempre di corsa. E, diciamolo, anche un po' sfortunata.
Ogni volta che ho un appuntamento mi succede qualcosa.
Il cane vomita e mi fa perdere tempo, la bambina fa la cacca e devo cambiarla proprio mentre sto per uscire, per strada c'è una coda infinita...

Ok, è venuto il momento di ammetterlo pubblicamente. Non è vero. Sono tutte scuse. O meglio, magari la maggior parte delle volte è vero, ma sarei ugualmente in ritardo.

Sono una ritardataria cronica.

Il vero ritardatario cronico è quello che aspetta l'ultimo minuto per fare le 246 cose che deve fare prima di uscire, calcola clamorosamente male i tempi e poi esce in ritardo, solitamente 5 minuti dopo l'orario a cui avrebbe l'appuntamento, che però è dall'altra parte della città.

Ecco una mia giornata tipo

Ore 7.30 mi sveglio, colazione, bucato, sano cazzeggio in bagno, gioco col bimbo

Ore 8.45 "È tardissimoooooo!" vesto velocemente... o almeno ci provo... un piccolo ribelle che corre nudo per la casa.

Ore 9.00 Lavoro da casa. Ho quasi due ore. Devo essere dal medico alle 11.10, ho un sacco di tempo davanti. Lavoro con calma.

Ore 10.30 "Forse dovrei cominciare a prepararmi, ma finisco ancora quest'ultima cosa. Devo uscire al massimo alle 11. Ho ancora 10 minuti abbondanti"

Ore 10.45 "E' proprio l'ora di prepararmi, ma ancora 5 minuti..."

Ore 10.55 "E' tardissimooo! E io sono ancora in pigiama!!!" Corro a vestirmi, prendo la piccoletta che nel frattempo ha fatto la cacca, la lavo, scopro che devo cambiarle anche il body, impreco tra me e me, cerco una magliettina pulita, non la trovo, la vado a cercare tra le cose stese, Vesto la bambina, le metto il pannolino, mi vesto, mi metto le scarpe e...

Ore 11.05 esco di casa. Faccio tutta la strada il più velocemente possibile. Al primo incrocio un trattore ci mette ben 30 secondi prima di girare. Mi deprimo. Non arriverò mai in tempo.

Ore 11.10 sbaglio strada

Ore 11.17 arrivo davanti all'ambulatorio medico sgommando, parcheggio, mi fiondo fuori e salgo le scale correndo.

Ore 11.20 entro nello studio del medico tutta trafelata scusandomi per il ritardo. "Mi scusi, ho sbagliato strada..."

Ore 11.40 esco dall'ambulatorio con due ricette di medicine. Devo andare in farmacia.

Ore 11.45 in farmacia mi dicono che mi faranno arrivare una delle due medicine, devo tornare nel pomeriggio dopo le 15.30

Ore 11.50 sono a casa. Ho tutto il tempo a disposizione per rilassarmi, lavorare ancora un po' e fare qualche faccenda domestica. Intanto potrei cominciare a preparare il pranzo e magari portare fuori i cani. Mi metto al computer per finire un lavoro

Ore 12.30 "Forse potrei preparare qualcosa da mangiare"

Ore 13.30 Preparo il pranzo mentre la bambina piange perché ha sonno

Ore 13.35 Mi abbrutisco mangiando direttamente dalla pentola per fare prima e poi vado a mettere a dormire la bambina. Ho ancora tantissimo tempo perché devo uscire di casa alle 15.25 per andare in farmacia e poi a prendere il "grande" al nido.

Ore 13.40 La bambina mi si è addormentata addosso e se muovo un muscolo si sveglia. Decido di non muovermi.

Ore 15 "Non ho ancora portato fuori i cani, ma forse dovrei cominciare a prepararmi per uscire"

Ore 15.15 Metto giù la bambina che comincia a piangere. Allora cerco di consolarla.

Ore 15.20 Con la bambina in braccio, do da mangiare ai cani. Poi preparo me e lei per uscire, correndo disperata da una stanza all'altra.

Ore 15.25 La bambina ha rifatto la cacca e devo cambiarla da capo a piedi.

Ore 15.35 Esco di casa

Ore 15.36 Davanti all'auto mi rendo conto di aver dimenticato le chiavi in casa. Ritorno dentro a prenderle, imprecando perché sono terribilmente in ritardo.

Ore 15.38 Finalmente parto, sgommando, per andare a prendere il "grande".

Non ho portato fuori i cani. Non sono passata in farmacia. 

Beh, almeno oggi sono arrivata in tempo a prendere il bambino all'asilo :-)

mercoledì 25 febbraio 2015

Caccia al tesoro per piccoli di tre anni

Per la festa di compleanno di Valerio di domenica scorsa (qui la torta!) abbiamo invitato 4 famiglie, tutte con due bambini. Tre sono piccoli piccoli e non contano, gli altri... beh, sette bambini che corrono per casa erano da gestire.
Col Babbo abbiamo quindi pensato di organizzare una caccia al tesoro.

Una buona fonte di ispirazione è arrivata dal blog "La caccia al tesoro di Viola", ma abbiamo dovuto riadattare il tutto a bambini di 3 anni (il gruppo era composto anche da una bambina di quattro anni e una, fondamentale per l'ultima tappa, di sette. Le prove però erano tarate su tre-enni).
Non sarei riuscita a gestire tutto da sola: indispensabile è stato l'aiuto di altre due mamme, che hanno gestito due delle "tappe" della caccia al tesoro.

Inizio.
Suonano alla porta. Valerio, il festeggiato, va ad aprire.
Entra un pirata (il Babbo travestito) che saluta (e spaventa) :-) i bambini e racconta di aver nascosto un tesoro. Lo farà trovare solo a veri pirati!
Per avere la mappa del tesoro sarà necessario superare alcune prove. La prima è un indovinello.

A volte è grande, a volte è piccino. 
Andate dove si vuota il vasino! 

Tappa 1: bagno
In un sacchetto ci sono tante statuine di animali quanti sono i bambini.
I bambini a turno devono tirarne fuori una e imitare il verso dell’animale.
Quando l’hanno fatto tutti, viene consegnato il pezzo di pergamena n°1 e poi declamato il secondo indovinello.

A piedi, in auto o in aeroplano, 
andate dove c’è il divano! 

Tappa 2: soggiorno
I bambini devono attraversare un percorso ad ostacoli. Nel nostro caso: salire sul divano a 4 zampe, poi saltare giù, correre sul tappeto e saltare dentro la cuccia del cane, infine tornare indietro.
Alla fine viene consegnato il pezzo di pergamena n°2 e declamato il terzo indovinello (che tanto indovinello non è...)

Ormai il gioco si fa serio! 
Correte in camera di Valerio! 

Tappa 3: in camera di Valerio
Sul tavolino è posizionata una grossa ciotola piena di riso. I bambini devono trasferire tutto il riso in una pentola senza toccarlo con le mani. Quando la ciotola è vuota, viene consegnato il pezzo di pergamena n°3.
Ad attività ormai in corso ho realizzato che sarebbe stato più carino posizionare il terzo pezzo di pergamena al fondo della ciotola, sotto il riso.

Il quarto indovinello:

Ho nascosto un palloncino 
da qualche parte in giardino 
Non è solo uno: sono di più! 
Sono CINQUE, nascosti laggiù. 
Ora mettete scarpe, giacche e gli altri accessori 
così potrete uscire fuori. 
Trovate CINQUE palloncini 
e poi tornate qui, cari bambini! 

Tappa 4: giardino
I cinque palloncini erano stati posizionati già prima della caccia al tesoro, ma ci sarebbe stato il tempo per "nasconderli" durante le precedenti tre tappe. Il Babbo, che sa fare i nodi, ha legato i palloncini in modo da poterli slegare semplicemente tirando il cordino.


Quando i bambini tornano a casa, il pirata consegna l’ultimo pezzo di pergamena. I bambini devono quindi mettere insieme i quattro pezzi (appositamente sagomati in modo che ogni incastro sia univoco)
La pergamena mostra la mappa del tesoro. E innegabilmente conduce alla cucina... il tesoro è in forno ed è… la torta di compleanno!!!

lunedì 23 febbraio 2015

Torta ruspa vegana

Ieri abbiamo festeggiato con alcuni amici il terzo compleanno di Valerio.
Per l'occasione, vista la sua passione, ho deciso di preparargli una torta a forma di ruspa. Per essere la prima torta 3D della mia vita, sono piuttosto soddisfatta del risultato.



La preparazione è stata abbastanza semplice, anche se ho dovuto cambiare mille volte la ricetta. Prima pensavo di fare la copertura con la panna (ma non ho trovato la panna veg fino all'ultimo e non ho potuto fare le prove necessarie). Poi il colore giallo/arancione avrebbe dovuto essere realizzato con estratto di carota (ma avendo preparato la torta a tarda notte non potevo attivare la centrifuga per estrarre il succo di carota)

La base della torta è la "Three hole cake", vegana col cioccolato, ormai diventata una nostra ricetta collaudata. Cotta in una teglia rettangolare, la torta è stata poi tagliata come in questa figura:


Provo a spiegare. I bordi esterni sono diventati i bracci della ruspa. Il corpo della ruspa è composto da vari strati di torta sovrapposti e sagomati.
Ogni strato, inoltre, è stato tagliato a metà (proprio come la sacher) e farcito di marmellata di amarene. (In foto uno dei precedenti tentativi, con il pan di spagna senza cacao)


Il tutto è stato ricoperto di crema pasticcera vegan con l'aggiunta di due bustine di zafferano.
Attenzione che lo zucchero per la crema pasticcera sia chiaro: al primo tentativo con zucchero di canna Mascobado il risultato è stato... indescrivibile :P


I bracci e la pala della ruspa, oltre alle ruote (ognuna formata da due biscotti vegani viviverde coop, attaccati insieme) sono ricoperti di cioccolato fuso. I finestrini sono banalmente pezzi di cioccolato.

I cubetti di granito trasportati dalla ruspa sono un piccolo dettaglio non fondamentale ma simpatico: pezzi di cocco candito che ho usato anche come fanali della ruspa e, sagomati, per il centro delle ruote.

Dato che non si butta via niente, ho poi utilizzato i ritagli avanzati per una seconda "torta": mescolati con la crema pasticcera e ricoperti di cioccolato sono stati ugualmente apprezzati!
Tanti auguri a te... tanti auguri a te...

mercoledì 18 febbraio 2015

La pignola razionalità dei tre anni

   
Nella carreggiata opposta, un'ambulanza, ferma in mezzo alla strada, blocca il traffico.

V: "Come mai c'è un'ambulanza?"
Io: "Forse qualcuno si è fatto male. Forse un incidente"
V: "Ma qualcuno... una persona?"
Io: "Si, certo. Noi abbiamo avuto solo incidenti leggeri e si è ammaccata l'auto, ma a volte se c'è un incidente si fanno male le persone"
V: "Incidente? Non è solo per macchine?"
Io: "A volte si fanno male le macchine, a volte si fanno male le persone"
V: "No, mamma. Le macchine non si fanno male. Le macchine si rompono. Non si fanno male"
Io: ...
V: "Sai, mamma? Le macchine non sono bambini. I bambini si fanno male. Le persone si fanno male. Le macchine si rompono!"

Bacchettata da un bambino di 3 anni. Cosa farà quando ne avrà 15, mi domando? 
Vado a sotterrarmi.

martedì 17 febbraio 2015

Giocare a tre anni nelle lunghe giornate invernali

Dopo la versione per i duenni e quella sui giochi estivi, ecco qualche altra idea per passare le lunghe giornate in casa


Sabbia cinetica
Regalata lo scorso anno, quando cioè Valerio aveva meno di 2 anni, è rimasta chiusa in un armadio fino ai due anni e mezzo. Oggi è un'attività che piace molto, soprattutto quando per un po' di tempo non possiamo andare al mare.



Giochi di luce
Il sito della Casa nella Prateria ci ha dato tanti splendidi spunti.
Un'attività che è piaciuta moltissimo a Valerio si fa con una macchina fotografica e una fonte di luce. Noi abbiamo usato una torcia-panda e un led rosso. Tutte le informazioni si trovano qui:
http://www.lacasanellaprateria.com/2011/07/giochi-di-luce/
Noi abbiamo scattato tantissime fotografie e impostando un tempo lungo sono anche riuscita a scrivere con la luce il diminutivo di Valerio. Rivedere le foto sul computer ha meravigliato tutti, tre-enne compreso.


Tagliare con le forbici
Come già avevo raccontato nel post sui giochi per duenni, Valerio da sempre è attratto dalle forbici. Sempre su consiglio di Claudia de La Casa nella Prateria, abbiamo provato a proporgli un'attività di vita pratica. Claudia ne parla in questo post:
http://www.lacasanellaprateria.com/2012/01/attività-di-vita-pratica-utilizzare-le-forbici/
Inizialmente l'esperimento è fallito. Poi, grazie ad un'intuizione del Babbo, Valerio è riuscito a tagliare. Il "trucco" è stato quello di farlo tagliare non sulle righe, ma tra le righe. Ed ecco il risultato.



Avvolgere audiocassette
Non è proprio un gioco, ma un'altra attività di vita pratica che ha coinvolto Valerio per una buona mezz'ora e ha riportato me e il Babbo indietro di almeno 15 anni. Un'audiocassetta, una matita e... beh, chi ha più di 30 anni sa perfettamente qual è il gioco!


Bottiglie con sale colorato
Realizzare il sale colorato è facilissimo. In Rete si trovano varie "ricette", noi abbiamo seguito quella del blog "Lavoretti Creativi" utilizzando i gessetti colorati, ma so che si possono realizzare anche con i pennarelli. Il risultato è un bellissimo... ehm... beh, a Torino si definisce ciana-puer, cioè prendi-polvere. Uno splendido soprammobile che sbologneremo regaleremo a qualche malcapitato fortunato parente.


Il cantiere

Per un appassionato di ruspe, gru, escavatori e altri macchinari non può mancare "il cantiere". Ovvero la versione casalinga della sabbiera, che vorremmo costruire per i bambini la prossima primavera. In inverno invece si accontenta del cantiere casalingo, ovvero un contenitore di plastica (di quelli da mettere sotto al letto) riempito di argilla espansa. Come si vede dalla foto, la ruspa e il camion ribaltabile sono al lavoro!



giovedì 5 febbraio 2015

Cosa non dire ad una bi-mamma

... in particolare se è a passeggio con entrambi i figli

"E' femmina? E il grande è maschio? Che bello, ha fatto la coppia!"
... poverette le mamme di due maschi o di due femmine, che sono mamme a metà!

"E' brava? Dorme?"
In effetti non fa altro che mangiare e dormire. E se non dormisse sarebbe normale, per la sua età. Come potrebbe non essere "brava"?

"E il grande come l'ha presa?"
Peccato non poter rispondere "A mazzate"... :-D

"Oh, ma che bella che è! (Rivolto al "grande") Eh, ma sei bello ANCHE tu!"

Oppure il top:
"Oh, ma che bella che è! Uh, no. Non è veeeero! TU sei bello, lei invece è proprio BRUTTA!"
Giuro, ho sentito anche questa.
Purtroppo.

mercoledì 21 gennaio 2015

I nostri migliori regali di Natale per tre-enni e piccolissimi

L'epifania tutte le feste porta via. Ma per fortuna restano i regali.
Quest'anno Valerio era abbastanza grande per capire che cos'è il Natale e ha apprezzato la maggior parte dei regali che gli sono arrivati.

Babbo Natale, che in casa nostra porta un solo regalo per ogni piccolino (cani compresi), ha portato quello che Valerio chiama "un luculele". E se gli chiedi che cos'è, ti risponde: "una chitaia piccola"

Insomma, questo:

Sì, un ukulele!

Ci è stato consigliato da vari maestri di musica, perché pur essendo piccolo e maneggevole per un bambino, è uno strumento vero e non un giocattolino. Abbiamo scoperto tra l'altro che è abbastanza semplice da usare. Valerio si esibisce in concerti speciali, cantando "la bella tattauga, che cosa mange'à?" (suonando accordi a caso... ma è già un buon inizio)
Abbiamo scelto.. ehm... sì, certo: Babbo Natale, dopo aver letto millemila recensioni su altrettanti blog di appassionati di Ukulele, ha scelto un Mahilele soprano per il buon rapporto qualità/prezzo.

Irene invece ha avuto un gioco da conigli. Ebbene sì. Seguendo un consiglio di un blog montessoriano, Babbo Natale le ha portato un sonaglio. Non avendolo trovato in vendita nei negozi per bambini, ha optato per un gioco da conigli. Irene, che al momento di regali ne capisce poco più di un coniglio, ha apprezzato.


Nella fattispecie, questo sonaglio ha una particolarità che sarà particolarmente apprezzata (si spera) quando la pigrona comincerà a gattonare o almeno a strisciare... è infatti un cilindro di legno che rotola. Un giorno scoprirà che il suo primo regalo di Natale è costato meno di 3 euro.

Altri regali degni di nota per il quasi tre-enne:
- un mese di corso di musica
- un'armonica a bocca
- una coperta/mantello con testa di coccodrillo (che per lui è la chitarra da mostro)
- il camion della spazzatura Duplo
- il "tappeto magico", su cui si disegna con un pennarello speciale riempito di acqua e i disegni spariscono quando si asciugano
- due libri della collana "indistruttilibri" con i cd delle canzoni "Vengo anch'io" e "Torpedo blu"

La piccola di sei mesi ha ricevuto vari regali che non ha ancora apprezzato. Quelli che per ora ha gradito sono:
- anelli di plastica tipo reggitenda per doccia (ma molto più carini!) da tenere in mano o da usare per appendere oggetti
- calzini con attaccati degli oggettini da guardare (ed eventualmente ciucciare!) come questo che ha realizzato la nonna:

Insomma, grazie Babbo Natale (e grazie amici e parenti)! Al prossimo anno!

lunedì 12 gennaio 2015

Buoni propositi per il 2015

Con estremo ritardo... tanti auguri di buon 2015!

La sera del 31 dicembre, a tavola, ho proposto di dire ad alta voce i nostri buoni propositi per l'anno nuovo.

Mamma: "Comincio io. Io vorrei arrabbiarmi meno e urlare meno"
Babbo: "Io vorrei passare più tempo di qualità con Valerio"
Valerio: "Io... vorrei un'oliva" (indicando il ciotolino degli antipasti)

Buon 2015 ricco di... olive... a tutti i lettori e a tutte le lettrici del blog! :-D

venerdì 19 dicembre 2014

Serve un piano "T"

Oggi, alle 11.30, sono con i due bambini in un supermercato Coop vicino a casa.
Come al solito prendo qualche pacco di biscotti, poi mi giro per metterli nel carrello e... sbrraaam!
Tre confezioni cadono giù.

Dietro di me un'addetta agli scaffali soffoca un grido.
Un'altra addetta agli scaffali, poco più in là, le grida "Hai sentito anche tu?"
Io sono mortificata... ma d'altra parte non mi sembrava così grave... non ho rotto niente...

"Il terremoto! Il terremoto!"
La gente intorno mormora. Le addette rispondono ad un telefono di servizio.
Io tiro un sospiro di sollievo... non è colpa mia se sono caduti i biscotti!

Valerio percepisce l'agitazione intorno a noi, mi chiede cosa sta succedendo. Io cerco di capire cosa si stanno dicendo al telefono le lavoratrici del supermercato. Lo rassicuro.
"Tranquillo. E' solo una scossa di terremoto. Non è niente di grave..."

L'altoparlante ci riporta all'ordine

"A tutti i dipendenti! Attuate il PIANO E. Ripeto. A tutti i dipendenti! Attuate il PIANO E". Ci fosse il suono delle sirene, sembrerebbe di essere in un film. Forse stanno sbarcando gli alieni.

Una delle due addette vicino a me si allontana velocemente.
La seconda passa davanti a me. Le chiedo cos'è il piano E.

Lei, con voce affannata e sguardo preoccupato:
"Signora... stia tranquilla... non si preoccupi... con due bambini, poi!!!"

... mmm... con due bambini cosa? ... non è molto consolante...

Valerio continua a chiedermi che cosa sta succedendo.
Io gli dico che non dobbiamo preoccuparci, siamo in un luogo sicuro, sicuramente antisismico, non sappiamo cos'è il piano E, ma è tutto sotto controllo...
Non faccio in tempo a finire la frase che passa accanto a noi un lavoratore della coop che dice ad alta voce a tutti i clienti che incontra di dirigersi velocemente verso le casse.

Guardo la mia lista. Ho comprato quasi tutte le cose fondamentali tranne...
... la carta igienica...
... azz...
... non posso tornare a casa senza carta igienica...

Dico a Valerio che dobbiamo fare una corsa col carrello e poi andare via.
Nel reparto carte igieniche un altro dipendente mi fa cenno di andarmene. Con voce strozzata gli dico che ho assolutamente bisogno della carta igienica. Nei suoi occhi terrorizzati si legge il pensiero:
"Madre degenere. Mette a repentaglio la vita dei suoi figli per un rotolo di carta igienica"

Una fiumana di gente defluisce verso le casse. La tensione è palpabile.

Poi, nuovamente la voce dagli altoparlanti. Temiamo tutti una nuova, terribile, comunicazione.
"Si informa la gentile clientela che il supermercato prosegue normalmente la propria attività"
Emergenza passata, possiamo tornare allo shopping pre-natalizio.

Credo che oltre all'ottimo "piano E", che non ho capito se sta per "Emergenza", "Evacuazione", "Ecatombe" o "E ora che si fa?", la Coop avrebbe bisogno di un "piano T". Che non sta per "Terremoto", ma per "Tranquilli, non è (ancora) morto nessuno"

giovedì 27 novembre 2014

Tante risate al "bar" e al "ristorante"

Al bar
M - "Vorrei un caffè"
V - "Prima mi saluti?!?"
M - "Ah, già, scusi. Buongiorno. Vorrei un caffè"
V - "Anche una pasta al pomodoro?"
M - "No, grazie, solo un caffè"
V - "Col pomodoro?"
M - "..."

M - "Buongiorno. Vorrei una spremuta d'arancia"
V - "Una spremuta d'arancia come la fanno all'asilo?"
M - "Mhm... sì, credo... Come la fanno all'asilo?"
V - "Con l'arancia!"

Al ristorante
M - "Buongiorno. Vorrei mangiare qualcosa. Cos'avete?"
V - "Pasta al pomodoro"
M - "E poi?"
V - "Spaghetti al pomodoro"
M - "E poi?"
V - "Pasta, tanta pasta! Tantissima pasta!"
M - "Ehm... allora prenderò gli spaghetti al pomodoro. Poi vorrei delle lenticchie"
V - "Ghhhggghhh"
M - "Scusi, cosa sta facendo?"
V - "Metto il pomodoro sulle lenticchie"
M - "Ah... ok... e poi vorrei delle bietole"
V - "Col pomodoro?"
M - "..."

V - "La cucina non funziona più"
M - "Nel senso che è chiusa? Riapre stasera?"
V - "No, è rotta"
M - "Ah! Allora serve l'arrotino/ombrellaio, aggiusta la tua cucina a gas"
V - "..."
M - "..."
V - "E' il cavallo a dondolo"
M - "Cosa?"
V - "Quell'animale che aggiusta la cucina a gas"

Dialoghi da teatro dell'assurdo.
Capita, giocando al bar/ristorante con un quasi-treenne.

martedì 18 novembre 2014

Beati i secondi perché... perché?

Non farai differenze tra i due fratelli. No! Mai!
Belle parole. Poi, nei fatti, tra il primogenito e la secondogenita, qualche... piccolissima... differenza di trattamento c'è...

Fotografie
1° figlio - Nei primi tre mesi hai scattato 3462 foto. Ne hai stampate 106, di cui 57 per te e le altre da distribuire a tutti i parenti. Hai la foto della prima poppata, del primo bagnetto (da due angolature diverse), del primo sorriso e del primo piantino.
2^ figlia - Hai in totale 15 fotografie, di cui 8 sfocate. In 13 scatti la neonata è in braccio al fratello.

Complimese
1° figlio - Per i primi sei mesi, il giorno della nascita è stato festeggiato con le candeline e un autoscatto a ritrarre tutta la famiglia. Successivamente, fino all'anno, il "complimese" è stato comunque ricordato.
2^ figlia - "Uh!! Ieri era il secondo complimese della bambina" "Ah, davvero?"

Bagnetto
1° figlio - Ogni sera c'era il rito del bagnetto. Stufa a scaldare il bagno, il Babbo che immerge il piccolo nella vaschetta, la mamma con l'asciugamano pronto per evitare che il pargolo prenda freddo... Poi olio, massaggino, crema...
2^ figlia - Bagnetto???

Lista nascita
1° figlio - Nella lista nascita c'erano un sacco di cose per il bambino.
2^ figlia - Nella lista nascita c'erano un sacco di cose per il bambino. Sì, per il fratello maggiore.

Regali di Natale 2014
1° figlio - La whish list è pronta da mesi, Babbo Natale ha già ricevuto la letterina e il regalo è già stato... ehm... mandato ai genitori. I nonni stanno preparando da metà ottobre i due regali homemade. Abbiamo già la risposta pronta per chi chiede "cosa regaliamo?"
2^ figlia - Tanto è piccola. Le avete comprato un regalino da 2 euro per pietà, mentre compravate i 253 regali per il "grande".

Confronti "virtuali" tra mamme
1° figlio - Nei forum facevi 254 domande al giorno su come gestire ogni momento della giornata del bambino (giochi, ma anche crisi, piantini etc...)
2^ figlia - Nei forum fai tutt'ora 254 domande al giorno su come gestire ogni momento della giornata del bambino. Che però ora ha quasi tre anni. Ancora nessuna domanda sulla secondogenita.

Facebook
1° figlio - I tuoi contatti hanno dovuto sopportare la pubblicazione di centinaia di foto nell'apposita cartellina dedicata al tuo primogenito e i tuoi status su pappe, cacche e nanne.
2^ figlia - Sei sicura che tutti i tuoi contatti sappiano che hai avuto un'altra figlia?

Ma miglioreremo. Spero.

Aggiornamento
Figlio1 sbircia il computer e vede l'immagine di copertina del blog.
"Mamma! Guadda! ci sono io, mamma e babbo. E Nina!"
"Hai visto? Ci siamo tutti! Manca solo Pollino!
...
...
...
ah, già... e Irene..."
:-D

lunedì 13 ottobre 2014

Promemoria Mamma Vegana 2044

Cara Mamma Vegana del 2044,

è la Mamma Vegana del 2014 che ti scrive. I tuoi figli sono ormai trentenni e forse ti hanno chiesto com'era il loro rapporto da piccoli. Tu ormai hai una certa età e si sa, i ricordi sono sempre rose e fiori.
Ecco quindi un piccolo promemoria. Prima di rispondere...

- ripensa a quella volta che hai sentito "I'ene! Gua'dda! Un cavallo! Bum bum bum!" e hai temuto il peggio, sapendo che il cavallo di Valerio è il bastone di una scopa a cui avete attaccato un'enorme testa in cartone;

- ricorda tutte quelle volte che la tua secondogenita ha visto moooolto da vicino la ruspa giocattolo del tuo primogenito;

- domandati se l'elasticità dei legamenti della tua secondogenita (a proposito, fa la ballerina?) derivi dalle posizioni delle gambe a cui l'ha costretta il primogenito;

- chiediti se la sordità della tua secondogenita derivi dai concerti per fischietto e tamburello suonati a pochi centimetri dalle sue orecchie dal fratello maggiore;

- interrogati sulla fobia dei baci della tua figlia minore: deriverà forse dalla foga con cui il fratellone tentava di spiaccicarla con la scusa di darle un bacino?

... e poi, riguarda le foto di quando erano insieme e pensa a quanto erano belli...


Un saluto,
tua Mamma Vegana 2014

mercoledì 10 settembre 2014

Orme per casa

Non vi parlerò di Irene perché non c'è molto da dire, mangia, dorme (dorme!!!) e poco altro...

Non vi parlerò nemmeno dell'ultimo mese di Valerio, ci sarebbe troppo da dire (non mangia, non dorme e fa molto altro...)

Vi propongo invece un'attività che abbiamo realizzato proprio oggi.
Premessa. Stiamo cercando di far passare il messaggio che in casa si sta senza scarpe. Con ovvie eccezioni (ospiti, feste etc), ma nella vita di tutti i giorni si entra e ci si tolgono le scarpe. Io lo faccio. Il Babbo lo fa. Con Valerio è una lotta continua.
Questa mattina mi s'è accesa una lampadina, e ho posizionato in terra alcuni fogli a formare un percorso.

Poi abbiamo preparato insieme due ciotoline con le tempere. Una rossa ed una verde.
Valerio ha poi camminato (per due volte) sui fogli con la sola scarpa sinistra, immergendola nella vernice rossa, mentre il piede destro, nudo, era stato intinto nel verde.


Abbiamo poi tagliato le orme. ehm... abbiamo... diciamo che lui ha rovinat... ehm... tagliato quelle che erano venute male...


Questo è il risultato. Le impronte delle mani non c'entrano niente ma erano carine.
Infine Valerio ha portato le orme del piede nudo in tutte le scarpe in cui si può entrare solo a piedi nudi o con le ciabatte e le abbiamo attaccate agli stipiti delle porte.
Abbiamo invece sparpagliato le orme delle scarpe nell'ingresso. Resteranno lì fino a stasera e poi le attaccheremo sui cestino porta-scarpe.


Non so se questo lavoro servirà a qualcosa, però... ci siamo divertiti!

martedì 5 agosto 2014

Irene e l'inatteso parto in casa

Una settimana fa, il 30 luglio, è nata Irene.
In casa.
So cosa state pensando, che è poi quello che ha pensato il pediatra venuto a visitarla: e dove doveva nascere? Con una mamma vegana, alternativa, quello del parto in casa sarà stato il suo sogno da una vita. Ecco, no. Pur non avendo nulla contro il parto in casa (anzi!) ero convinta che non facesse per me: Irene avrebbe dovuto nascere in ospedale, nello stesso in cui è nato Valerio e in cui mi ero trovata molto bene. E invece ha deciso lei al posto nostro.

----- Da qui, il racconto del parto. Se siete deboli di stomaco, potete saltare al fondo -----
Dopo un'ora e mezza di contrazioni lievissime ogni 10 minuti (durante questo tempo sono anche riuscita a dormire, tra una contrazione e l'altra), su suggerimento dell'ostetrica verso le 5.30 del mattino faccio un bagno nell'acqua calda. Le contrazioni si intensificano un po', ma nemmeno poi tanto. Alle 6.15 l'ostetrica (in collegamento su whatsapp, evviva la tecnologia) mi dice che comincia a prepararsi con calma e parte. Poco dopo la prima contrazione dolorosa sveglia il Babbo. Alle 6.20 l'ultimo messaggio su whatsapp, per chiedere all'ostetrica se è il caso di chiamare i nonni per tenere Valerio (io pensavo di no).
A quel punto, esco dal bagno e la situazione precipita. Il Babbo, ancora mezzo addormentato, non riesce più a tenere il conto delle contrazioni... ma non è colpa sua: da dolori di circa un minuto ogni 6, passiamo ad una contrazione unica di 10 minuti con qualche pausa.
E poi, comincio a sentire il bisogno di spingere. Panico. Convinta che non sia ancora il momento, urlo di chiamare Martina, l'ostetrica, che mi tranquillizza: si vede che è il momento di spingere, vai pure. L'ipotesi di partire subito per l'ospedale è a quel punto scartata: Irene nascerà in casa (sempre meglio che in auto!)
Dopo poco si rompe il sacco e comincio a sentire la testolina che spinge per uscire. Nuovo momento di panico. Altra telefonata a Martina, che nuovamente riesce a tranquillizzare me e il Babbo: lei sta arrivando, ma se la bambina dovesse nascere prima non è un problema: il Babbo dovrà avvolgerla in un asciugamano e aspettare. Suggerisce intanto di farmi sdraiare sul divano. Non so come, il Babbo riesce a trascinarmi dal bagno al salotto, a sistemare qualche asciugamano e lenzuolo sul divano e ad accogliere la mia richiesta di accendere l'ipod con la musica. Poi va a prendere un asciugamano perché sì, ora vede anche lui che sta uscendo qualcosa. Quando torna, Irene è nata e sta già piangendo tra le mie braccia. Sono le 6.55.
Dopo 5 minuti arriva Martina, con tutta l'attrezzatura per un parto in casa, e comincia la normale routine. Per lei. Io e il Babbo siamo ancora in stato di shock.
------------------------------------

Insomma, Irene ha fatto tutto a modo suo.
- Ha fatto in modo che Valerio non si svegliasse: il fratellone infatti si è alzato dopo una decina di minuti dall'arrivo dell'ostetrica, senza dover assistere alle fasi più... splatter... del parto :-)
- Non ha aspettato nessuno: né che io fossi pronta, né che ci fosse l'ostetrica. Beh, per fortuna almeno il Babbo è arrivato in tempo per avvolgerla in un asciugamano
- Ha schifato la playlist che avevo preparato con tanto affetto (d'accordo, ho riciclato quella che avevo preparato per la nascita di Valerio... ma l'avevo preparata con tanto affetto), facendomi ascoltare solo una canzone e mezza. Ah, per la cronaca: è nata su "S'i' fosse foco" di De André, e mi sembra che anche questo renda bene l'idea del caratterino che dovremo aspettarci.

Mamma e bambina stanno benone. Il post-parto di due anni fa era stato traumatico. Stavolta è stata una passeggiata.
Il Babbo si sta a poco a poco innamorando della sua bambina. Ha già cominciato ad entrare in sintonia con lei, facendole fare, quando riesce, cacca e pipì fuori dal pannolino. D'altra parte anche con Valerio era lui il più entusiasta dell'EC (Elimination Communication).
Valerio... beh, il fratellone deve ancora abituarsi all'intrusa. Da un lato non vede l'ora di prenderla in braccio, quando sta sul lettone o sul divano. Dall'altro è il più spaesato da questa nuova situazione. Devo dire però che insieme sono bellissimi!

P.S: Il fiocco in foto ci è stato regalato dall'amichetta di Valerio, che a sua volta ne aveva ricevuto uno simile per la nascita del fratellino. E' una coccarda della pace che vuole essere il simbolo della nascita di un individuo libero da stereotipi di ruolo (maschili o femminili), futuro cittadino del mondo portatore di pace. Maggiori informazioni qui: http://maschioperobbligo.it/
P.S.2: il 30 luglio il blog ha ricevuto il doppio delle visite medie quotidiane. Sarà un caso?