Domenica scorsa abbiamo festeggiato un doppio compleanno. Il mio (ma l'età delle signore non si dice! oppure a 31 anni posso considerarmi ancora giovane?) ;-) e quello di Claus. In realtà, non possiamo sapere quando è nato Claus, il cagnotto vecchiotto arrivato in canile intorno ai sei anni e rimasto lì per altrettanti. Il 9 ottobre è la data in cui, tre anni fa, dal canile ne è uscito per approdare a casa mia. Insomma, un regalo di compleanno per me e l'inizio di una nuova vita per lui.
Mentre Claus rimaneva a dormicchiare in auto, insieme a Nina e a molte altre famiglie interessate, tante con bambini, abbiamo visitato la fattoria.
Nella fattoria ci sono due asini, padre e figlio, entrambi molto socievoli. All'inizio avevamo tutti un po' paura a stare dietro ai cavalli e agli asini, perché temevamo potessero scalciare. Invece ci ha spiegato Christian che, così come il "padrone" di un cane sa se il suo quattrozampe morde o no gli estranei, stessa cosa si può dire per i calci degli equini e soltanto uno tra i molti presenti all'Ippoasi è, in questo senso, "pericoloso". Gli altri non scalciano e anzi, quasi tutti adorano essere grattati proprio sopra la coda.
Questo è Gorgo, uno dei due maiali (l'altra si chiama Peppa). Il suo nome deriva dall'Isola della Gorgona, dove si trova l'unico carcere aperto d'Italia.
Peppa invece arriva da un allevamento intensivo, dove le è stata mozzata la coda per evitare episodi di cannibalismo tra maiali, purtroppo frequenti in situazioni di stress estremo. Insomma, invece di eliminare la causa (lo stress degli animali), negli allevamenti si segue la strada più semplice: mozzare la coda o il becco delle galline.
Gorgo è stato il protagonista della copertina del numero di ottobre del giornale Terre di Mezzo, in cui è pubblicata un'inchiesta sul mondo del veganismo a cura del giornalista Lorenzo Guadagnucci (consiglio di cliccare sul link e guardare la foto perché è troppo tenera!).
Gorgo e Peppa, col tempo, hanno scavato una buca sotto un rubinetto dell'acqua, che usano come piscina. Domenica, al termine del bagnetto di fango, Gorgo si è sdraiato ai piedi di una visitatrice, buttandosi giù con un gran tonfo e chiedendo coccole, che non gli sono state negate da tutti i presenti, in particolare i bambini. Chissà se le immagini di questi animali liberi e simpaticissimi torneranno in mente la prossima volta che bimbi e genitori se li ritroveranno nei piatti sotto forma di prosciutti. E' quello che sperano i volontari dell'Ippoasi e infatti durante la visita Christian sottolinea più volte la diversità tra la loro fattoria e quelle "tradizionali", in cui gli animali vengono sfruttati per tutta la vita e uccisi quando non servono più, oppure allevati per essere mangiati, o ancora, come i cavalli da corsa, soppressi quando si fanno male o sono troppo vecchi per partecipare alle gare. Qui l'atmosfera che si respira è totalmente diversa, come si spiegherebbe altrimenti la presenza pacifica all'interno dello stesso spazio di animali più o meno dominanti e di specie diverse? Ad esempio, nel pollaio ci sono 5 galli che convivono pacificamente e sembrano voler sfatare il pregiudizio secondo il quale non ci può essere più di un gallo per ogni pollaio. Ma chi l'ha detto? Se le condizioni di vita sono buone, anche i galli sono tranquilli!
L'animale che Nina ha trovato più simpatico è Peter, una pecora rimasta orfana a 5 giorni e cresciuta in un canile. Peter si crede un cane: ha annusato Nina e ha tentato di giocare con lei. Ma Nina non gioca nemmeno coi cani "veri", quindi temo che Peter sia rimasto deluso dall'incontro. Nina invece era attonita ma incuriosita: un suo simile così diverso dai cani a cui è abituata non l'aveva mai visto, non si incontrano spesso pecore all'area cani!
Gli animali all'Ippoasi hanno uno spazio grande per passeggiare, ma almeno una volta al giorno devono essere stimolati a correre, altrimenti rimarrebbero ad impigrire (come li capisco!). Christian ci ha mostrato il suo metodo per obbligarli a fare un po' di movimento: un sacchetto attaccato ad una scopa fa un rumore fastidioso, che scatena una corsa di tutti. In testa i cavalli da corsa, dietro quelli da tiro insieme agli asini, ultimi le capre e la pecora. I maiali trotterellano per qualche metro e poi si fermano (in una vita precedente devo essere stata un maiale...) Gli altri invece, a seconda della propria natura, fanno uno o più giri intorno al recinto, alla velocità consentita da zampe e muscoli. Le capre, dopo mezzo giro, vanno a tenere compagnia al pony che deve rimanere dentro al recinto, lì si sentono al sicuro e possono tirare il fiato.
Quando il rumore cessa, tutti tornano a mangiare o a farsi coccolare, mostrando che non sono offesi con Christian e che considerano quello che è successo come un esercizio o un gioco.
Prima che me lo chiediate: no, purtroppo il metodo del sacchetto non funziona anche per spingere gli umani a fare sport. Per questo serve una motivazione più forte... accetto consigli! ;-)
Quando il rumore cessa, tutti tornano a mangiare o a farsi coccolare, mostrando che non sono offesi con Christian e che considerano quello che è successo come un esercizio o un gioco.
Prima che me lo chiediate: no, purtroppo il metodo del sacchetto non funziona anche per spingere gli umani a fare sport. Per questo serve una motivazione più forte... accetto consigli! ;-)
La giornata finisce con la visita alla casa in cui stanno i volontari, dove sono ospitati anche alcuni cani, tra cui Trombino e Pompadour (non so chi dei due sia quello in foto), due beagle che vengono da un laboratorio di vivisezione. Vivaci e tenerissimi, chissà se ricordano quello che hanno vissuto.
I loro occhioni ci ricordano che, se loro finalmente sono al sicuro, tanti altri animali sono ancora chiusi nei laboratori o negli allevamenti. Nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, incominciando a non mangiare prodotti animali né utilizzare cosmetici testati sugli animali, ma anche adottando a distanza uno degli ospiti dell'Ippoasi con una piccola donazione mensile. Su, dai, fate almeno un salto sul sito www.ippoasi.org, non vi costa nulla!
I loro occhioni ci ricordano che, se loro finalmente sono al sicuro, tanti altri animali sono ancora chiusi nei laboratori o negli allevamenti. Nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, incominciando a non mangiare prodotti animali né utilizzare cosmetici testati sugli animali, ma anche adottando a distanza uno degli ospiti dell'Ippoasi con una piccola donazione mensile. Su, dai, fate almeno un salto sul sito www.ippoasi.org, non vi costa nulla!
Che meraviglia questa oasi!! Prima o poi con Jodie faremo visita!
RispondiEliminaE' un posto magnifico per festeggiare dei compleanni speciali!
RispondiEliminaE sì, lasciatelo dire, a 31 anni ti puoi considerare ancora giovane!!!
AUGURI!
Tanti auguri in ritardo!
RispondiEliminaTanti auguri e che bel reportage!
RispondiEliminaMi hai fatto venire voglia di visitarlo, peccato che sia così lontano, ma è consolante sapere che questi posti esistono!
Tanti auguri anche da parte mia anche se in ritardo...anch'io quest'anno ho fatto i 31...e dai siamo ancora giovani!!!
RispondiElimina:-)
@Stella: se potete ve lo consiglio assolutamente! L'esperienza è piaciuta molto ai bambini che erano presenti alla visita.
RispondiEliminaPer tutte: GRAZIE MILLE per gli auguri!!!