Non mi faccio più sentire da giorni, ma sono parzialmente giustificata. Abbiamo un nuovo componente della famiglia e abbiamo dovuto accoglierlo al meglio.
Da qualche giorno infatti ospitiamo un topino: una presenza non ingombrante: sta in una scatola di plexiglass grande per lui ma relativamente piccola per noi, mangia poco, non abbaia, non fa la pipì in terra - o meglio, fa la pipì in terra ma viene assorbita dalla lettiera - e la maggior parte delle ore del giorno rimane rannicchiato nella cuccetta che s'è costruito con pezzetti di carta igienica. La notte invece lo sentiamo correre nella ruota e nei rotoli di cartone che gli abbiamo fornito. L'abbiamo chiamato Tapullo.
Proprio pochi giorni fa avevo scritto "Se mai adotterò un cane che non ha ancora un nome, vorrei chiamarlo Tapullo"; l'animaletto che è arrivato è molto più piccolo di un cane, ma va il nome è rimasto.
Per chi non conosce il ligure, dicesi "tapullo" una riparazione di emergenza che però spesso aggiunge nuovo valore all'oggetto riparato.
Il "nostro" Tapullo viene dal Dipartimento di Farmacologia dell'Università di Milano, è un maschio e quindi purtroppo deve rimanere da solo perché i maschi adulti tendono ad essere tra loro aggressivi.
Nel frattempo Valerio ha già imparato a dire "Ta-puuu", probabilmente con grande disappunto di Nina ("Nina" invece non è ancora tra le parole conosciute)
E a proposito di famiglia, è arrivata una nuova foto di Irene, la gallina dell'Ippoasi che abbiamo adottato a distanza.
Guardate che meraviglia, nonostante sia come sempre un po' spelacchiata (anzi, spiumacchiata), sembra molto contenta della piscina di fango dietro le sue spalle! Urge una nuova visita all'Ippoasi.
martedì 21 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
Piccoli linguaggi crescono
"Vale, guarda un gatto!"
"Attii!"
"Andiamo in auto"
"Brumbrrrr"
"Leggiamo la storia del pesce"
"Baph baph"
"Questo è il peluche orso, questo è il cerbiatto, questo è il cavallo..."
"Clop clop clop"
"Attento, aspetta prima di mangiare perché brucia"
"Fffffff"
"Guarda, un soffione"
"Fffffff" (uguale a "brucia")
"Prendi il libro del leone"
"Ahhhrrr"
"Come fa il campanello della bicicletta?"
(muovendo il braccio) "Ding"
"Hai fame?"
"Aaaaammmm!"
...
...
Se solo impara a dire "pipì", "sete", e "caldo/freddo" al posto di "uaaaaaaaahhhhhh" siamo a posto.
"Attii!"
"Andiamo in auto"
"Brumbrrrr"
"Leggiamo la storia del pesce"
"Baph baph"
"Questo è il peluche orso, questo è il cerbiatto, questo è il cavallo..."
"Clop clop clop"
"Attento, aspetta prima di mangiare perché brucia"
"Fffffff"
"Guarda, un soffione"
"Fffffff" (uguale a "brucia")
"Prendi il libro del leone"
"Ahhhrrr"
"Come fa il campanello della bicicletta?"
(muovendo il braccio) "Ding"
"Hai fame?"
"Aaaaammmm!"
...
...
Se solo impara a dire "pipì", "sete", e "caldo/freddo" al posto di "uaaaaaaaahhhhhh" siamo a posto.
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Valerio
venerdì 3 maggio 2013
Di premi, riconoscimenti e tutto il resto
Arrivo sempre tardi. Nei quasi due anni di vita di questo blog, ho ricevuto dei riconoscimenti da tanti amici (quasi tutte amiche, a dire il vero) "incontrate" on line, che hanno segnalato il mio blog tra i loro preferiti. La cosa mi ha sempre fatto molto piacere, ma raramente ho trovato il tempo per ricambiare.
Provo ora a farmi perdonare, raccogliendo in questo post i premi che ho ricevuto. Ringrazio pubblicamente tutti quanti! E spero di non aver dimenticato nessuno...
Sono ufficialmente "Betty Approved" e ne vado fiera. Mi scuso però con Betty per aver tardato così tanto a pubblicare il suo meraviglioso fiocco! Rimedio subito:
Nemmeno un mese fa (via, non sono tanto in ritardo) Francesca di io&Marc mi ha assegnato questo:
Faceva ancora freddo quando a febbraio da LibereLettere e da Pe di 30 metriquadri ho ricevuto questo e ne sono davvero onorata:
Da Nadir, Redsheen di VegEfforts e Annalisa di Passatotralemani a gennaio ho ricevuto questo:
A settembre dello scorso anno, dopo il Blograduno, avevo conosciuto Felicia che mi aveva poi dedicato questo premio:
Andiamo ancora indietro nel tempo, a febbraio Donatella di Cucina Abitabile e Ale la Spezia Pazza mi assegnavano questo:
Provo ora a farmi perdonare, raccogliendo in questo post i premi che ho ricevuto. Ringrazio pubblicamente tutti quanti! E spero di non aver dimenticato nessuno...
Sono ufficialmente "Betty Approved" e ne vado fiera. Mi scuso però con Betty per aver tardato così tanto a pubblicare il suo meraviglioso fiocco! Rimedio subito:
Nemmeno un mese fa (via, non sono tanto in ritardo) Francesca di io&Marc mi ha assegnato questo:
Devo ora condividere sette cose di me. Urca che difficile!
- Ho due puzzle appesi in camera, due in camera di Valerio e addirittura uno in bagno!
- Se mai adotterò un cane che non ha ancora un nome, vorrei chiamarlo Tappullo.
- Ho aperto la mia prima casella di posta elettronica nel 1998. Ed è ancora attiva.
- Sono diventata vegetariana per gradi, eliminando prima la carne di cavallo e le lumache (di cui ero ghiotta). Poi però a 19 anni ho fatto il "grande salto".
- Mi piacerebbe poter ospitare tanti animali salvati da situazioni difficili (cani, gatti, galline, conigli topi... non mi spingo oltre per non spaventare il Babbo che potrebbe leggere questo post) :-)
- Prima o poi mi avvicinerò al buddismo: ancora manca qualcosa nella mia vita e credo di poterlo trovare lì.
- Sono una perenne ritardataria. Ma questo forse si sapeva già.
Faceva ancora freddo quando a febbraio da LibereLettere e da Pe di 30 metriquadri ho ricevuto questo e ne sono davvero onorata:
Da Nadir, Redsheen di VegEfforts e Annalisa di Passatotralemani a gennaio ho ricevuto questo:
E ora devo rispondere alle domande:
- Colore preferito: viola
- Animale preferito: gatto, ma sono allergica
- Numero preferito: 19 (non chiedetemi perché)
- Drink preferito non alcolico: succo di frutta alla pesca
- Preferisci FB o Twitter: Facebook, non sono ancora riuscita ad imparare ad usare Twitter!
- Le mie passioni: un tempo adoravo leggere, oggi mi accontento di passare la maggior parte del mio (poco) tempo libero a scrivere
- Preferisci ricevere o fare regali: fare regali pensati e ricevere regali altrettanto pensati
- Modello preferito: ehm... non ho capito la domanda
- Giorno preferito della settimana: sabato
- Fiore preferito: margherita perché alle elementari ero nella sezione "margherite"
A settembre dello scorso anno, dopo il Blograduno, avevo conosciuto Felicia che mi aveva poi dedicato questo premio:
Spero di rivedere Felicia al prossimo blograduno, per potermi scusare di persona per il ritardo.
Sempre lo scorso anno, a luglio, ho ricevuto questo da Robin:
Approfitto di questo post per mandarle nuovamente un abbraccio forte.
Andiamo ancora indietro nel tempo, a febbraio Donatella di Cucina Abitabile e Ale la Spezia Pazza mi assegnavano questo:
Lo stesso premio mi è stato assegnato anche quest'anno da Strega Northia di Sussurro Pagano. Mi sembra che sia un'ottima cosa che questi riconoscimenti continuino a girare anche a distanza di tempo. Pochi giorni dopo è nato Valerio, quindi per questo posso dire di essere scusata?
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premi
mercoledì 1 maggio 2013
Lavori da mamma (e papà)
In occasione del primo maggio, festa dei lavoratori, ecco un elenco di professioni per le quali ogni genitore è assolutamente referenziato.
Ho poi trovato anche tre lavori adatti a Valerio, che in questi tempi di crisi non guasta.
Buon primo maggio!
- Portieri di notte in un albergo malfamato. E' nulla rispetto a svegliarsi ogni 20 minuti con un neonato che ti strilla nelle orecchie.
- Pulitori di strade dopo manifestazioni pubbliche. Piazza San Giovanni dopo il concerto del primo maggio sembra spazzata a lucido in confronto al pavimento sotto al tavolo di un bambino che fa autosvezzamento.
- Interpreti per muti. Ogni genitore sa interpretare almeno i concetti fondamentali espressi dagli esserini mugolanti che ha di fronte (fame, sonno, freddo, dammi quella cosa lì, cos'è sta schifezza che vorresti farmi mangiare?, mamma, voglio la mamma, ho tanto bisogno della mamma...)
- Tagliatori di unghie per leoni.Avete mai provato a tagliare le unghie ad un bambino? Alcuni temerari non sono sopravvissuti per poterlo raccontare. Questo però per me lo escludo perché temo si svolga solo negli zoo.
- Impannolinatori di anguille incontinenti. Non so se questo ha molto mercato, ma nel caso è perfetto per chi cambia 8 pannolini al giorno ad un esserino sempre più sgusciante (e ribelle).
- Salvatori di lemmings. Una mamma che evita il suicidio del figlio almeno 200 volte al giorno potrebbe salvare un intero branco di questi animaletti (lo so, è una leggenda metropolitana. Però il videogioco era carino)
Ho poi trovato anche tre lavori adatti a Valerio, che in questi tempi di crisi non guasta.
- Antifurto. Basta convincerlo che gli oggetti preziosi della casa sono i suoi e nessun ladro potrà rubarli senza attivare la sirena (ueeeeeueeeeueee). Piccolo effetto collaterale: nessuno potrà mai più usare questi oggetti...
- Traslocatore per mini appartamenti. Molto mini. Diciamo case per bambole. Ma come sposta lui le cose da una stanza ad un'altra, facendo strisciare le scatole sul pavimento, non lo fa nessuno!
- Nasconditore di oggetti per caccia al tesoro. E' sempre piacevole aprire il cassetto delle lenzuola e trovarci dentro una tazzina da caffè che non trovavi da giorni.
Buon primo maggio!
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lunedì 15 aprile 2013
Frittata di spaghetti - senza uova
Avete presente quei piatti riciclosi che ti senti soddisfatta di te e in pace col mondo intero perché sei riuscita a riciclare le lenticchie della sera prima in polpette succulente?
Diciamo la verità, io non ci riesco quasi mai. Per due motivi. Il primo che le polpette che riesco a preparare io non sono degne di questo nome. Il secondo è che in casa nostra raramente ci sono degli avanzi. Lo stomaco del Babbo da sempre e il mio da quando allatto sono due buchi neri senza fondo.
La scorsa settimana però è successo un fatto increscioso: il Babbo ha preso un giorno di permesso perché Valerio aveva la febbre e quindi ci siamo trovati con una porzione di spaghetti che avrebbe dovuto portare al lavoro (sì, per motivi economici e di salute, il Babbo si porta il pranzo da casa). Ora non venitemi a dire che gli spaghetti non sono un piatto da mangiare riscaldato il giorno dopo. LO SO. O almeno, l'ho scoperto proprio quel giorno. Però la sera prima volevo provare gli spaghetti agli agretti (non sono venuti un granché bene, devo riprovarci) e quindi quello era ciò che passava il convento.
Dopo aver sentito parlare più e più volte, soprattutto durante l'adolescenza, della frittata di spaghetti, nonostante la contrarietà del babbo, ho voluto provare una versione vegana e devo dire che l'esperimento è innegabilmente riuscito:
Ecco qui quindi la mia ricetta.
Ingredienti
- un piatto di spaghetti della sera prima, anche non riusciti perfettamente
- mezza tazza di farina di ceci
- mezza tazza abbondante di acqua
- sale (poco, gli spaghetti solitamente sono già salati)
- olio
La preparazione è molto simile a quella della frittata con le verdure che avevo pubblicato tempo fa. Mescolare acqua e farina fino ad ottenere un composto liquido e omogeneo. In una padella versare un filo d'olio, gli spaghetti e subito la pastella di farina di ceci. Coprire e cuocere a fuoco lento per circa cinque minuti. Quando la frittata solidifica, girare con l'aiuto di un piatto o di un coperchio.
Incredibilmente questa ricetta ha soddisfatto anche quello scettico del Babbo. Provare per credere.
Mi rendo conto ora che è nuovamente lunedì, quindi posso partecipare al 100% Vegetal Monday de La Cucina della Capra! Oh, ma quanto mi sento una "vera" food blogger (ahahah!)
giovedì 11 aprile 2013
E. R. giocattoli in infermeria
Nel quartiere in cui viviamo c'è una ludoteca molto carina che organizza attività extra, alcune a pagamento, molte gratuite, come il corso di massaggi per neonati o lo scambio di libri.
Recentemente veniva pubblicizzato un pomeriggio di "pronto soccorso" per riparare i propri giocattoli rotti con una locandina che diceva più o meno: "Bambini! Non buttateli via! Portateli qui il giorno tale e ve li ripariamo noi!"
Il primo pensiero è stato: per il momento a noi ancora non serve, Valerio non ha ancora distrutto nulla.
Subito dopo: bella idea insegnare ai bambini che i giochi si possono riparare.
Non per colpa del piccolo, ma degli adulti della famiglia (e delle etichette poco chiare), qualche giorno fa ecco il primo gioco da riparare. La cuginetta per pasqua ha regalato a Valerio un uovo con un pupazzetto di SpongeBob al posto del fiocco, finito dopo poco in lavatrice con un programma delicato, a 30 gradi come indicato. Spongebob però in lavatrice ha perso la faccia... nel senso letterale del termine: occhi e bocca si sono sciolti.
Valerio in realtà non se n'è minimamente preoccupato, ma a me e al babbo fa un po' impressione, quindi ieri sera, munita di colla vinilica e di forbici dalla punta arrotondata come nella migliore tradizione di Art Attack (non è vero, le forbici erano quelle da cucito, non abbiamo ancora forbici da bambini) ho cominciato con gli occhi.
Il risultato non è male, che dite?
Dopo aver verificato che gli occhi rimangano incollati abbastanza da reggere agli attacchi del piccolo distruttore, stasera continuerò con bocca e denti.
Nel frattempo ho ripensato alla locandina del pronto soccorso per giocattoli e mi sono resa conto che forse, come si dice dalle mie parti, parla a nuora perché suocera intenda. Anziché rivolgersi ai bambini perché portino i propri giocattoli a riparare e non li buttino via, quelli da sensibilizzare non saranno piuttosto i genitori, figli del consumismo anni ottanta e novanta? In fondo credo che nella maggior parte dei casi, per riparare giochi basti veramente poco e anzi con un bambino un po' più grande può diventare facilmente un'attività da fare insieme.
Ma si sa, buttare via e ricomprare è decisamente più comodo!
Recentemente veniva pubblicizzato un pomeriggio di "pronto soccorso" per riparare i propri giocattoli rotti con una locandina che diceva più o meno: "Bambini! Non buttateli via! Portateli qui il giorno tale e ve li ripariamo noi!"
Il primo pensiero è stato: per il momento a noi ancora non serve, Valerio non ha ancora distrutto nulla.
Subito dopo: bella idea insegnare ai bambini che i giochi si possono riparare.
Non per colpa del piccolo, ma degli adulti della famiglia (e delle etichette poco chiare), qualche giorno fa ecco il primo gioco da riparare. La cuginetta per pasqua ha regalato a Valerio un uovo con un pupazzetto di SpongeBob al posto del fiocco, finito dopo poco in lavatrice con un programma delicato, a 30 gradi come indicato. Spongebob però in lavatrice ha perso la faccia... nel senso letterale del termine: occhi e bocca si sono sciolti.
Valerio in realtà non se n'è minimamente preoccupato, ma a me e al babbo fa un po' impressione, quindi ieri sera, munita di colla vinilica e di forbici dalla punta arrotondata come nella migliore tradizione di Art Attack (non è vero, le forbici erano quelle da cucito, non abbiamo ancora forbici da bambini) ho cominciato con gli occhi.
Il risultato non è male, che dite?
Dopo aver verificato che gli occhi rimangano incollati abbastanza da reggere agli attacchi del piccolo distruttore, stasera continuerò con bocca e denti.
Nel frattempo ho ripensato alla locandina del pronto soccorso per giocattoli e mi sono resa conto che forse, come si dice dalle mie parti, parla a nuora perché suocera intenda. Anziché rivolgersi ai bambini perché portino i propri giocattoli a riparare e non li buttino via, quelli da sensibilizzare non saranno piuttosto i genitori, figli del consumismo anni ottanta e novanta? In fondo credo che nella maggior parte dei casi, per riparare giochi basti veramente poco e anzi con un bambino un po' più grande può diventare facilmente un'attività da fare insieme.
Ma si sa, buttare via e ricomprare è decisamente più comodo!
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lunedì 8 aprile 2013
Dessert biscotto e crema e 100% vegetal monday
Dovete sapere che abbiamo avuto un lutto tra gli elettrodomestici. Dopo alcuni anni di onesto lavoro ci ha lasciati la nostra fidata macchina del pane. Eravamo pronti all'addio perché già da tempo aveva dei momenti di scarsa lucidità, si metteva a gemere nel bel mezzo del suo lavoro e faceva spavento.
Ma dato che morto un pap... ehm, una macchina del pane, se ne fa un'altra, abbiamo deciso di comprare al suo posto un'impastatrice. Incuriositi dai vari strumenti inclusi, abbiamo scoperto che l'impastatrice è ottima per preparare anche le creme. Potevamo accontentarci? Nooo!
Ispirata da questa ricetta, ho deciso di realizzare un dolce che è stato molto apprezzato anche da due amici ospiti a pranzo e, qualche giorno dopo, è stato riproposto ad altri due ospiti. Incredibilmente è riuscito anche al secondo tentativo (solitamente a me non capita mai)
Ecco quindi una ricetta non proprio da tutti i giorni, ma la metto a pieno titolo nella rubrica "un secondo è nel piatto"perché è un dolce dalla preparazione molto facile e veloce.
Ingredienti (per 4 persone)
per la crema:
Per la prima volta riesco a pubblicare una ricetta di lunedì e quindi partecipo volentieri al 100% vegetal monday de La Cucina della Capra.
Le mie motivazioni per una ricetta 100% vegetale? Perché è buona! (per gli animali, per il pianeta, per il palato!)
Ma dato che morto un pap... ehm, una macchina del pane, se ne fa un'altra, abbiamo deciso di comprare al suo posto un'impastatrice. Incuriositi dai vari strumenti inclusi, abbiamo scoperto che l'impastatrice è ottima per preparare anche le creme. Potevamo accontentarci? Nooo!
Ispirata da questa ricetta, ho deciso di realizzare un dolce che è stato molto apprezzato anche da due amici ospiti a pranzo e, qualche giorno dopo, è stato riproposto ad altri due ospiti. Incredibilmente è riuscito anche al secondo tentativo (solitamente a me non capita mai)
Ecco quindi una ricetta non proprio da tutti i giorni, ma la metto a pieno titolo nella rubrica "un secondo è nel piatto"perché è un dolce dalla preparazione molto facile e veloce.
Ingredienti (per 4 persone)
per la crema:
- 500 ml di latte di soia
- 50 g di zucchero di canna
- 30 g di farina 2 (non chiedetemi perché, chiedetelo alla Ravanella) :-)
- 20 g di amido di mais
- 2 cucchiai di olio di semi di girasole bio
- un pizzico di vaniglia
- la scorza di un limone rigorosamente bio
per il dolce:
- 4 biscotti vegan ai cereali
- qualche goccia di latte di soia
- fiocchi d'avena
- cioccolato fondente
Procedimento:
Intiepidire latte, scorza di limone tritata e vaniglia. Nell'impastatrice versare zucchero, olio e le farine. Impastare aggiungendo a filo il latte.
(L'impastatrice non è fondamentale, si può usare una frusta e del sano olio di gomito. Purché bio)
Rimettere sul fuoco per qualche minuto, rimescolando in continuazione, finché la crema non addensa.
Mettere in ogni ciotolina un biscotto. Bagnarlo con qualche goccia di latte di soia. Ripartire la crema nelle quattro ciotole. Spolverare con i fiocchi d'avena e di riccioli di cioccolato fondente (ottenuti con il pelapatate direttamente sulle ciotole)
Lasciar raffreddare.
Per la prima volta riesco a pubblicare una ricetta di lunedì e quindi partecipo volentieri al 100% vegetal monday de La Cucina della Capra.
Le mie motivazioni per una ricetta 100% vegetale? Perché è buona! (per gli animali, per il pianeta, per il palato!)
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