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lunedì 23 giugno 2014

Aggiornamenti da Ippoasi: Irene

Sono arrivate nuovamente notizie da Irene, la gallina di Ippoasi che abbiamo adottato a distanza.


Eccoci nuovamente con le ultime novità dal rifugio e qualche aggiornamento su Irene.
L'inizio del nuovo anno è stato alquanto spumeggiante: quattro nuovi ospiti hanno infatti varcato la soglia del cancello in brevissimo tempo. Si tratta del gigante buono Lorenzo, un bue di oltre 900 kg; del piccolo Enea, maialino fortunato in quanto all'anagrafe non è un numero ma un nome (è infatti registrato non come animale “da reddito”, bensì “d'affezione”) e delle due anatrine Rebecca ed Anastasia.
Lorenzo è attualmente adottato a distanza da un'associazione tedesca, la Tierhilfe Sueden, e questo per noi è molto importante in quanto segna una collaborazione tra due realtà simili collocate però in due contesti diversi.
Le frequenti piogge hanno messo a dura prova il terreno, ma gli animali ospiti non sembrano averne risentito granchè, a parte alcune capre e pecore che hanno avuto qualche problema derivante l'umidità del terreno e che ha causato loro dei dolori alle zampe... curate settimanalmente dai volontari del rifugio. Gli unici animali duramente provati dall'acqua continua sono stati proprio gli umani, ma si sono muniti di impermeabili, stivali, guanti e... molta pazienza... portando a termine sempre e comunque tutti i lavori, nonostante l'acqua battente.

L'inverno è finito ed ora iniziano le belle giornate, il caldo ormai ha asciugato il terreno e riscaldato tutti noi. I cavalli hanno perso il folto pelo invernale per lasciare spazio al leggero pelo estivo... insomma... tutta la natura si è risvegliata!
Nuove entrate nel pollaio!!! Due anatrine, Rebecca ed Anastasia sono entrate a far parte di questa grande famiglia. Forse anche per la somiglianza di colori queste due dolcissime nuove ospiti hanno subito stretto amicizia con Adele e Sasha, il quale non le perde di vista un attimo. La sera le richiama tutte dentro la loro casetta e queste non entrano fino a che non è entrato pure lui...più romantico di cosi!
L'inverno è stato abbastanza bagnato e le grandi piogge hanno talvolta allagato parte del terreno del pollaio...inutile chiedersi chi fossero i più felici di questo evento... Ad Ugo non sembrava vero di avere una piscina cosi grande tutta per sé!
Al termine di questo inverno freddo e piovoso purtroppo ci ha lasciati Anna... le galline sono tra gli animali ospiti quelli che più di tutti sembrano soffrire degli effetti della selezione genetica operata dall'uomo e che rende questi individui estremamente deboli e poco longevi.
Michele e Silvia continuano la loro love story, oramai la loro coppia è super collaudata e Silvia non pare essere gelosa dei corteggiamenti che Michele riserva alle altre galline del pollaio.
La dolce Kamuran trascorre le sue giornate tranquilla nell'ospedale, anche se in questi giorni è stata nuovamente sfrattata da Ursus, entrato in calore prima del previsto... a breve ultimeremo una sistemazione per le anatre per i mesi primaverili ed estivi cosicchè la nostra piccola amica possa rimanere la regina incontrastata dell'ospedale!
E i pulcini? Oramai sono cresciuti e sono stati rinominati “pulcioni”. Con la primavera abbiamo potuto appurare che 3 di loro sono maschi, e pare anche molto ben chiaro chi sia il padre: il gigante Coscialunga! Ora Tamburrino, Michele, Cosimo e appunto, Coscialunga hanno altri tre galli con cui misurarsi. L'unica femminuccia ha un gran da-fare nel farsi rispettare da questi tre spavaldi fratelli, però si vede subito che ha un carattere molto determinato. In questi giorni ha deposto il suo primo uovo... piccino piccino!
Paola, Lusia, Miriam, Alina e Gina continuano a correre di qua e di la, alla ricerca di non si sa cosa...si fermano solamente la sera, quando vanno a dormire tutte vicine vicine nella loro casetta... come bambine scalmanate che si addormentano esauste dopo una giornata di giochi!
Federica, Luisella, Gloria, Lia, Pia, Simona, Elisa, Emma, Irene, Cassiopea, Stellina, Clara, Lucrezia e Grazia hanno un temperamento molto più mite anche se tutte, al momento dell'arrivo del cibo fresco quotidiano (verdure e frutta) si scatenano! In particolar modo è facile vederle svolazzare sopra la carriola piena di quese cibarie succulente pronte ad accapparrarsi la prima fogliolina fresca fresca!

Dania ha passato gran parte dell'inverno a fare da mamma ai pulcini... e che mamma! Amorevole come non mai li seguiva ovunque e qualora qualcuno si attardasse lo chiamava con ansia...ha insegnato loro tutto, da come scavicchiare con le zampine per smuovere la terra e cercare piccoli insetti a come pulirsi le piume...una madre con i fiocchi! Una volta cresciuti è tornata in compagnia delle sue amiche Dulcita e Stevia, che l'attendevano pazienti!
A proposito di compagnie... durante l'inverno, ma anche ora con la primavera poco prima del tramonto, tutte le galline sono solite appollaiarsi nella mangiatoia per il fieno di legno che lasciamo nel pollaio per l'utilizzo da parte di qualche ospite occasionale. E' meraviglioso notare la varietà di suoni che emettono, sembra che stiano raccontandosi le loro giornate, o scambiandosi delle informazioni...
Come sempre, per mantenere un rapporto diretto con gli animali adottati è possibile venire a trovarli.
Le visite, in estate, si effettuano il sabato e la domenica alle 9.00 e alle 17.00. E' necessario prenotare chiamando il numero 389-7629476 o 050-9335360 o inviare una mail a visite@ippoasi.org.
Siamo a disposizione anche per visite su misura per gruppi, scolaresche e comitive.

Un caloroso saluto e un grande ringraziamento da Irene e da tutti noi.

lunedì 10 giugno 2013

Grazie Bibi

Qualche giorno fa, davanti alla mia cassetta delle lettere faceva bella mostra di sé un pacco. Non del tutto inaspettato, perché era stato fortunatamente preannunciato qualche giorno prima.

Facciamo un passo indietro.
A dicembre Barbara de La Tavola Rotonda aveva lanciato una rubrica mensile, a cui tutti potevano partecipare commentando il tema che avrebbe lanciato ogni volta. A febbraio il tema era l'uguaglianza.
Io avevo partecipato con il post "Uguaglianza, cous cous e l'Isola sotto il mare"

Poi però Barbara ha deciso di prendersi una pausa dal blog: troppe cose da fare, e la capisco.
Chiunque altro avrebbe detto: "Vi saluto" e sarebbe finita lì. Invece no! Quella gran donna della Bibi ha voluto regalare un pezzetto di sé a tutti quanti. E cosa va a regalare? Pezzi della sua libreria! Pazza... :-)

A me è arrivato un doppio volume de Le mille e una notte.
Questo:



Mi ha riportato indietro di qualche anno (qualche? Avevo otto anni... una vita fa!) quando in vacanza coi miei genitori avevo portato tra i tanti libri, anche una riduzione per la scuola de Le mille e una notte. Ricordo una serata in battello tra i fiordi della Danimarca: c'era un freddo terribile nonostante fosse luglio e cercavamo di scaldarci leggendo i racconti di Sherazad.
Ora che ho la versione "da adulti" con molte più storie, posso nuovamente sfidare il freddo del Baltico. Oppure questa primavera autunnale... più o meno la temperatura è la stessa.

Grazie Bibi! E' un regalo davvero gradito.

venerdì 5 aprile 2013

Primi passi all'Ippoasi

Domenica (non a pasqua, la settimana precedente) siamo tornati in visita all'Ippoasi, dopo un anno e mezzo di lontananza. Ci eravamo infatti andati per il mio compleanno di due anni fa, con l'allora "Robino" nella pancia.
Questa volta siamo tornati con Valerio, che ha visto per la prima volta tanti animali che per lui, bambino di città, erano sconosciuti. Per chi ancora non lo sapesse, l'Ippoasi è un rifugio per animali da reddito (cavalli, mucche, galline, maiali, capre etc) salvati dal macello e ora liberi di vivere lontani dallo sfruttamento.

In realtà "tornati" non è la parola giusta, in quanto nel frattempo l'Ippoasi ha cambiato sede, spostandosi a San Piero in Grado, nel parco di San Rossore (vicino a Pisa). Qui gli animali hanno a disposizione un terreno molto grande (il perimetro è di 800 metri!), in parte aperto e in parte boschivo. Il trasloco è avvenuto da poco, e c'è ancora molto da lavorare: chi vuole offrirsi come volontario anche solo per qualche giorno, trova tutte le informazioni sul sito di Ippoasi.

Le visite (gratuite, ma sono gradite offerte!) si svolgono il sabato e la domenica, al mattino e al pomeriggio. Domenica al pomeriggio eravamo solo noi, gli unici che non si erano fatti spaventare dalle previsioni del tempo (per fortuna! Alla fine la temuta pioggia non è arrivata) quindi la visita è stata molto informale: siamo infatti stati coinvolti nel momento pappa/sverminamento degli equini, attraverso fieno misto a semi di zucca. E' stato un momento divertente e contemporaneamente anche istruttivo.



Per i cavalli erano pronte delle ciotole (simili a quelle dei cani) legate ad una specie di sacchetto con una lunga cinghia, da mettere al collo di ogni cavallo. Gli asini e il poni Lola, invece, non riescono ad infilare il muso in queste ciotole e quindi per loro erano pronti dei secchi. Per loro però è necessario un volontario di vedetta perché non rovescino il secchio e non si facciano rubare il cibo dalle capre.


Io e Valerio ci siamo occupati di Lola, che è piccoletta ma ha un bel caratterino e ha allontanato in malomodo uno degli asini che aveva osato lanciare uno sguardo al suo secchio.


Quando Lola ha finito, abbiamo raggiunto gli altri e siamo stati seguiti dagli asini Cagliostro e Abramo. Valerio è rimasto molto colpito dagli asini ed è riuscito ad accarezzarli. Dei cavalli aveva un po' paura, le caprette si muovono troppo veloci, gli asini invece si sono fermati a farsi coccolare.


Il Babbo è stato scelto da uno dei due (non so se Cagliostro o Abramo) come massaggiatore ufficiale. Dopo qualche grattino sulla schiena, Christian ha avvertito il Babbo: "Si sta girando, ti dà la schiena". Il Babbo subito si è spostato, per evitare eventuali calci, ma Christian, ridendo, gli ha detto che non c'era nessun pericolo... solo quello di dover rimanere ore ed ore a grattare il culo di un asino... Infatti appena il Babbo si spostava di un metro, subito anche l'asino arretrava e riposizionava il suo sederone proprio sotto la mano.



La visita s'è conclusa nel pollaio, dove le galline hanno uno spazio enorme e si sono anche costruite alcuni giacigli all'interno di un cespuglio. Purtroppo ce n'era una che non stava bene e non sappiamo se è la "nostra" Irene.

Torneremo presto a trovare gli animali di Ippoasi, sperando anche nel bel tempo: non se ne può più di questa pioggia!
Nel frattempo probabilmente Valerio avrà imparato a camminare. Forse ispirato dai tanti animali liberi, i primi cinque passi senza appoggio li ha fatti proprio domenica all'Ippoasi!

mercoledì 20 febbraio 2013

Un anno fa...

Un anno fa, a quest'ora, ero in auto diretta all'ospedale, ma non me ne rendevo conto.
Un anno fa, a quest'ora, ero senza lenti, coi capelli appiccicati alla fronte per il sudore, con ancora la maglia del pigiama addosso... insomma in uno stato pietoso.
Un anno fa, a quest'ora, avevo ormai perso il senso del tempo.
Un anno fa, a quest'ora, non sapevo ancora come lo avremmo chiamato e, d'accordo col babbo, aspettavo di vederlo per decidere.
Un anno fa, a quest'ora, cercavo di mettermi nelle posizioni imparate al corso pre parto di Mamme in Movimento per sentire meno dolore.
Un anno fa, a quest'ora, quando non riuscivo a mettermi nelle posizioni imparate al corso pre parto di Mamme in Movimento sentivo un dolore che non avevo mai provato in vita mia.
Un anno fa, a quest'ora, non sapevo ancora che il dolore più forte non sarebbe stato durante il parto, ma dopo, mentre mi mettevano i punti.

Un anno fa, a quest'ora, sapevo però che lui stava per arrivare. E che sarebbe stato bellissimo.
Perché ogni scarrafone è bello a mamma sua, però dai, dopo qualche ora avrei scoperto che era carino per davvero.


Un anno dopo, tra qualche giorno, Valerio festeggerà il suo primo compleanno con gli amici... nostri. Perché per ora, tanti amici lui non li ha ancora. Potevamo fare una festa normale? Noooo...
Qualche tempo fa, Valerio ha mandato una mail dal suo indirizzo di posta (sì, con un babbo nerd è una mamma blogger, ha già un indirizzo di posta...)
Cari amici del babbo e della mamma, e anche amici miei se qualcuno vi legge questa mail,
tra un mese compio un anno, quei disgraziati dei miei genitori per sentirsi un po' più giovani vogliono farci rivivere per una sera una arrabattatissima festa stile anni 90, con vestiti d'epoca e musica a tema. 
Eravate veramente brutti... guardate qua che si dice degli anni 90 su internet. 
Vi prego non lasciatemi solo con questi matti, so che sono in grado di fare la festa anche da soli e poi stare ore a guardare vecchie puntate di Friends.

Tutela della privacy permettendo, vi farò sapere come va la festa (nessuna foto di bambini verrà pubblicata).
Nel frattempo vi dico solo che abbiamo già preparato una playlist di canzoni anni '90 (non mancano gli 883, Paola e Chiara e gli Articolo 31, ma anche Guns'n'Roses e Green Day) e un'altra su youtube con le sigle delle serie tv della nostra adolescenza.

Auguri, piccolo. Sei capitato in una casa di matti, ma poteva anche andarti peggio...

venerdì 11 gennaio 2013

Ciao Amico cane

Non mi pento di adottare sempre cani vecchi. Il tempo che si passa insieme sarà forse più breve, ma vedere gli occhi adoranti di un cane che ha trascorso metà della sua vita in canile e ora ha una sua cuccia al calduccio non ha prezzo.


Claus era da un pezzo in canile, il rifugio per animali "Il Cascinotto" di Collegno, e quando era arrivato aveva circa sei anni. I volontari non riuscivano a spiegarsi come mai fosse rimasto in canile tutto quel tempo: di solito i cani di quella taglia sono i più facili da far adottare.
Ma io stessa, dopo averlo quasi scelto sul sito del canile, lo avevo poi lasciato altri due anni nel suo recinto, adottando inizialmente un altro cane. Patata aveva già sedici anni, era appena stato operato ai legamenti di una zampa, e si presentava riverso nella sua pipì sul pavimento della casetta. Non potevo abbandonarlo. Claus invece all'epoca aveva appena dieci anni ed era ancora considerato più facilmente adottabile. C'è da dire poi che il canile in cui stavano è un rifugio "a cinque stelle", con tanto spazio e molti splendidi volontari. Claus stava in un recinto enorme con altri cani di piccola taglia e non se la passava poi male.

Due anni dopo, Patata decise che ne aveva abbastanza di questo mondo. Era il 2008. Dopo qualche mese, in occasione del mio compleanno, arrivò Claus, le cui condizioni di salute nel frattempo erano peggiorate e che rischiava di non arrivare alla fine dell'inverno.

Ne ha vissute, eh! Dato che in casa da solo c'è sempre stato poco volentieri, quando stavo a Torino lo portavo spesso anche al lavoro. Si metteva sulla sua copertina e dormiva tutto il tempo. A volte veniva qualche collega a fargli un po' di coccole. Alcuni addirittura gli portavano i croccantini. E' stato un cane giramondo, e ha assistito anche a qualche concerto. I ragazzi de La Rosa Tatuata, uno dei miei gruppi musicali del cuore, quando mi vedevano arrivare, prima ancora di sapere come stavo io mi chiedevano sue notizie.
Qualche anno dopo l'arrivo in casa, ha vissuto anche la separazione tra me e la persona con cui vivevo a Torino, il periodo travagliato, le lacrime, il non avere più punti di riferimento, l'essere ospitato a turno da due persone, in due case diverse. Spesso quando mi vedeva triste si alzava e veniva a posare la sua testa sulle mie gambe. Poi l'arrivo in casa di una coinquilina e nella mia vita di un'altra persona. Il nostro trasferimento a Firenze. L'arrivo di Nina e poi quello di Valerio.

Nel frattempo i suoi peli diventavano sempre più bianchi e le sue gambe sempre più storte e deboli. Ultimamente aveva scelto il Babbo come sua figura di riferimento, forse perché era quello che più spesso gli dava le medicine.

Da quest'estate anche fare la pipì non era più una passeggiata, nel senso letterale del termine: doveva essere portato giù di peso in braccio e per lui alzarsi era sempre più doloroso. Passava le sue giornate nella sua cuccia, ultimamente mugolando e abbaiando.

Io non so se c'è un paradiso, ma se c'è dev'essere pieno di animali felici.
Buon viaggio, amico Claus, e non dimenticare di salutarci Patata!

lunedì 15 ottobre 2012

Viaggiare con un neonato: Madrid

Siamo andati a Madrid lo scorso fine settimana, a trovare la zia e a festeggiare in anticipo il mio compleanno. E' stata la prima esperienza di viaggio "vero" per Valerio, che si è mostrato molto curioso di conoscere il mondo.

Il volo aereo
Il nostro Ryanair Pisa-Madrid ha orari perfettamente compatibili con un bimbo. Partenza in tarda mattinata, ma abbastanza presto per continuare il sonno nel seggiolino dell'auto e non disperarsi. In effetti l'auto è il mezzo di trasporto più odiato da Valerio.
Il passeggino si può portare, fino all'imbarco, ed è compreso nei 20 euro in più per il neonato (che non paga il biglietto fino ai 2 anni e deve stare seduto in braccio ad uno dei genitori). Il neonato non ha diritto ad un bagaglio a mano, ma il passeggino può essere riempito all'inverosimile, purché resti chiuso. Noi siamo riusciti a stivarci dentro 6 pannolini lavabili più una borsa con tutto il necessario per i cambi e la pappa. Al check in mi rendo conto che, peggio che in treno, non sarebbe possibile viaggiare da sola con un neonato. Devo infilare nel "tunnel" del controllo il mio bagaglio a mano, il contenuto della tasca, il passeggino... e il bambino dove lo metto?
Al gate un gentile assistente di volo a terra ci fa mettere in coda prioritaria, spiegandoci che non sarebbe la politica della Ryanair, ma loro preferiscono così perché con il passeggino è più comodo. In effetti se i genitori trovano due posti lontani e uno solo può gestire il neonato durante il volo, i disagi si ripercuotono anche sugli altri passeggeri.
Prima del decollo, Valerio comincia a poppare e si sveglia che siamo già quasi nel cielo di Madrid. E' andata.
Nella foto il volo di ritorno (si vede dalle mie occhiaie!) andato più o meno come l'andata: Valerio comincia a poppare appena seduti e si addormenta prima del decollo. Insomma, un successo.
Dall'aereoporto di Pisa a Firenze si può prendere il bus Terravision, che nel nostro caso ha aspettato il ritardo dell'aereo. I neonati non pagano e non è necessario un seggiolino da auto, ma i bimbi possono stare in braccio. Il biglietto si può prendere nell'aereoporto di partenza o sull'aereo e costa meno del treno.

Trasporti Madrileni
L'aeroporto di Madrid è ben collegato con la città attraverso una linea metropolitana. Ogni piano è facilmente raggiungibile con gli ascensori, che segnalano la priorità per i viaggiatori disabili, anziani, donne incinte e genitori con bambino. A volte è più problematico passare con il passeggino da alcuni ingressi della metropolitana, con le sbarre che ruotano: volendo c'è un accesso laterale, ma per aprirlo bisogna chiamare l'assistenza. Noi abbiamo trovato più facile sollevare il passeggino sopra le sbarre, entrando uno alla volta.
Sui bus può starci un solo passeggino aperto. Noi - per fortuna, eravamo con la zia che parla spagnolo perfettamente, ma abbiamo rischiato ugualmente la figuraccia. Salendo avevamo Valerio in braccio. Prendiamo posto, col passeggino aperto, e dopo poco l'autista ci apostrofa:
"Il bambino lo mettete sul passeggino?"
Zia: "E' obbligatorio?"
L'autista bofonchia qualcosa di incomprensibile. Io mi affretto a mettere Valerio sul passeggino. Intanto gli altri viaggiatori ci guardano malissimo e cominciano a borbottare.
L'autista si rivolge ad una signora che stava salendo con due bambini, di cui uno sul passeggino, le borbotta qualcos'altro di incomprensibile e lei dice che allora aspetterà il prossimo autobus.
Noi ci guardiamo stupiti.
Zia: "Scusate, non abbiamo capito, siamo stranieri, qual è il problema?"
Autista: "Sul bus non ci possono stare due passeggini aperti, quindi o chiudete il vostro, o la signora deve chiudere il suo, ma con due bambini lei non può farlo"
Ahhhhh! E noi che avevamo capito il contrario! Con grande gioia di Valerio, che preferisce stare in braccio, chiudiamo il passeggino e facciamo salire la signora e i due bambini.

Dove andare
La zia ci ha trovato un appartamento proprio nel centro di Madrid, accanto alla Gran Via. E' stata una grande idea perché ci ha permesso di tornare più volte a casa durante il corso delle giornate. In questo modo Valerio, iper stimolato da mille cose nuove, ha potuto riposarsi e farsi delle grandi dormite pomeridiane.
A Madrid ci sono alcuni parchi in cui passeggiare o passare una mezza giornata. Una mattina siamo andati al Templo de Debod, che è un edificio egizio risalente al secondo secolo a.C, smontato pietra per pietra e ricostruito fedele all'originale. Il tempio è visitabile anche all'interno, ma noi c'eravamo già andati precedentemente e ci torneremo con Valerio più grande. Tutto intorno c'è un parco, che è considerato dagli abitanti della città un posto molto spirituale. Si possono trovare ragazzi che praticano tai chi chuan all'aperto, e dietro ad un cespuglio scoprire tre signore che stanno praticando una specie di yoga a contatto con un albero.

Un altro posto carino sono i giardini di palazzo reale. Qui i bambini più grandicelli si divertono nei labirinti di siepi, mentre i più piccoli vengono tranquillamente allattati davanti a tutti perché, come dice la zia, "Non siamo nella bigotta Italia!". Noi ci siamo stati il sabato pomeriggio e abbiamo giocato a contare le coppie di sposi che vengono qui a fare le foto. Io sono arrivata a 6 in mezz'ora. Valerio invece è rimasto incantato da un giovane vestito da metallaro che avrei visto bene con una chitarra elettrica ad urlare cose incomprensibili in un microfono e invece suonava delicatamente l'arpa. Splendido!

La domenica invece siamo andati al Parco del Retiro. Lungo la strada siamo stati accolti da una quantità incredibile di biciclette: tutte le strade del centro erano bloccate per la giornata delle due ruote. Persone di tutte le età su mezzi a pedali di ogni genere hanno sfilato per ore davanti ai nostri occhi. C'erano quelli sportivi, i bambini spinti dai genitori, i genitori che inseguivano i bambini, i ragazzi sul tandem o su biciclette con tre ruote. Insomma, una bella moltitudine colorata. Faceva una bella impressione vedere i viali laterali totalmente vuoti dalle auto.
Il Buen Retiro è un parco molto grande, dove a detta di un'amica della zia in alcune ore si possono trovare anche gli scoiattoli. Probabilmente alle 6 del mattino e non la domenica a pranzo. Comunque qui è il posto ideale per zampettare sull'erba, se si hanno sette mesi e si comincia a gattonare.

Domenica sera infine siamo stati ad Atocha, che è una stazione della metropolitana dentro cui c'è una jungla tropicale. Hanno piantato palme e banani e c'è un clima caldo umido tenuto appositamente per far crescere le piante.
L'ambiente è molto suggestivo, ma probabilmente è meglio visitarlo nei mesi invernali. Il laghetto intorno alle piante pullula di tartarughe di ogni dimensione.
La zia ci ha spiegato che sono tante non perché si riproducono qui, ma perché qui le porta chiunque voglia sbarazzarsi della propria piccola tartarughina comprata in una vaschetta quando era poco più grande di un'unghia e ora comincia a dare fastidio. Fa impressione vedere tutti questi animali insieme. E anche un po' tristezza pensare che passeranno la loro vita stipate in una pozza d'acqua, come se noi fossimo perennemente su un autobus. Forse meglio qui che in una vaschetta, ma di sicuro era meglio pensarci prima di comprarle.

Pannolini
Viaggiare in aereo, con solo il bagaglio a mano, portandosi dietro i pannolini lavabili per 4 giorni era impossibile. Fare EC in vacanza è ancora prematuro. Ci siamo rassegnati a portare solo 7 pannolini lavabili (per il viaggio e per la notte) e a comprare un pacco di usa e getta a Madrid. Dopo aver letto che i pannolini spagnoli sono peggiori di quelli italiani (di cui, d'altra parte, non abbiamo molta esperienza) ci siamo fatti consigliare dalle amiche della zia e abbiamo scelto i Dodot. Peccato che in Spagna i bimbi devono essere più cagoni che qui (o le dispense sono più grosse), abbiamo trovato solo pacchi da 70 pannolini. Risultato: ne abbiamo usati meno di 1/4, e poi li abbiamo compressi nel passeggino per riportarli in Italia. Anche perché grazie al clima secco madrileno, i pannolini lavati un giorno erano già asciutti il giorno successivo, così abbiamo usato i lavabili più del previsto. Ora un'enorme confezione di pannolini 9-15 kg ci guarda dall'armadietto del bagno. Dato che si spera che Valerio non arrivi a 15 kg entro breve, forse in un paio d'anni riusciremo ad esaurirla.

Gli orari dei pasti
A Madrid, come credo in tutta la Spagna, gli orari dei pasti sono slittati di un paio d'ore rispetto alle nostre abitudini. I ristoranti aprono alle 13.30. Abbiamo provato ad invitare a pranzo un'amica della zia per quell'ora e ci ha detto che lei prima delle 14.30 proprio non ce la fa a mangiare. Alla sera chi mangia presto comincia alle 21. Anche noi ci siamo adeguati a questa usanza, complice il fatto che Valerio non ha troppe necessità: quando ha fame, qualunque ora sia, sa che il suo latte caldo è sempre a disposizione. Per i bambini un po' più grandi però conviene portarsi dietro qualche snack per placare la fame.

Dove mangiare
C'è solo l'imbarazzo della scelta!
Ne consiglio due, che sono poi quelli in cui abbiamo pranzato, e sono entrambi in centro a due passi dalla Gran Via.
Loving Hut, in Calle de Los Reyes 11. A pranzo abbiamo mangiato con 13,5 euro (acqua compresa) un antipasto/zuppa, un piatto unico e un dolce. Tutto molto buono. Le zuppe erano una con fagioli e seitan, l'altra con alghe, tofu e zucchine. I piatti unici erano invece tutti con riso e poi seitan al curry, uno tradizionale spagnolo e l'altro iraniano. Il mio dolce al dattero era da leccarsi i baffi. Porzioni abbondanti. Hanno anche un seggiolino a disposizione per i bimbi. L'orario di apertura è un po' ostico per chi è abituato agli orari italiani: a pranzo si apre alle 13.30. Noi siamo arrivati alle 14.30 ed era praticamente vuoto. Si è riempito alle 15.
B13 in Calle de la Ballesta 13. E' un bar vegano, con menu nei giorni feriali. Noi abbiamo mangiato per 8 euro a testa (eravamo in 4 e abbiamo diviso varie portate): 1/2 porzione di tortilla, 1/2 kebab, 1/4 di sandwitch, 1/4 di hamburger di soia, 1/4 di hamburger di verdure e 1/2 porzione di torta alla panna veg (enorme e ottima) più acqua, birra e succo d'uva a scelta, lasciando anche 2 euro di mancia. Siamo usciti barcollando per il troppo cibo, tutto ottimo. Nella foto qui sopra, il Babbo e la zia divorano un kebab veg.
Al prossimo viaggio!





lunedì 6 agosto 2012

Siamo tornati!

Quest'anno le vacanze sono state al risparmio ma molto rilassanti, prima una settimana in Trentino con amici e la figlia che ha un anno esatto più di Valerio, poi quindici giorni a Savona. In Trentino siamo addirittura riusciti a fare un paio di passeggiate coi passeggini/mei-tai. A Savona non siamo MAI andati alla spiaggia. Vacanze sì, ma non esageriamo: rischieremmo di smentire la nostra fama di pantofolai.
Nella foto, Nina con una fiera aria da cane dolomitico.

Alcune novità:
- dopo una pausa nell'uso del mei tai (dovuta al fatto che Vale era diventato troppo pesante e per me intrasportabile sul davanti) ho ricominciato ad usarlo prima sul fianco e poi sulla schiena. Un successo. A Savona siamo anche andati a fare una passeggiata, di quelle ultra soft (scarpette da passeggio, coperta su una spalla, sacchetto per il pic nic a penzoloni...), finendo sul cocuzzolo di una montagna da cui abbiamo faticato per scendere. Valerio dormiva tranquillo sulle mie spalle.

- Valerio ora sta seduto. Ha cominciato a Savona a stare "a gorilla", sorreggendosi con le braccia davanti. Ora sta seduto per davvero.

- Stando seduto è più facile per lui rapportarsi col mondo, cibo compreso. Un giorno stavo mangiando una pesca con Valerio seduto sulle mie gambe. All'improvviso sento tirare il braccio: era Valerio che, approfittando di un mio momento di distrazione, aveva agguantato la mia mano e si era portato il frutto alla bocca. Abbiamo ipotizzato che questo fosse un chiaro segnale di interesse per il cibo e abbiamo cominciato a dargli qualche assaggio.

- Seduto vuol dire anche che la nostra EC si è ampliata all'uso del riduttore per il wc. Per ora solo in modo saltuario, la ciotolina e il lavandino sono ancora i posti preferiti in cui fare pipì. L'EC prosegue tra alti e bassi, ma l'afa di questi giorni aiuta l'idea di tenere il culetto all'aria, senza pannolino.

- Da seduto interagisce anche con chi lo circonda, in particolare i cani. Guarda Nina e ride. Guarda Claus e ride. I cani non sembrano particolarmente felici, soprattutto Claus che spesso si imbarazza e se ne va. Probabilmente non diventerà un veterinario.

- A questo proposito, aumenta la lista di possibili professioni future del "piccolo". Il nonno lo vuole ingegnere. Io suggerisco giocatore di rugby. Il babbo propone piuttosto judo. Ma siamo passati anche da: filosofo (suggerito da mio fratello), messia (suggerito da mio cugino), trapezista, idraulico, cuoco, traduttore o comunque esperto di lingue... Guardando le olimpiadi ho scoperto che le sue orecchie a sventola sono perfettamente compatibili con la scherma: tra gli italiani, due medagliati su quattro sembrano Dumbo.

Infine, Valerio ha ricevuto la sua prima proposta di matrimonio! Da Jodie, la bimba di Stella di creargiocando, che con tutta la famiglia è venuta a trovarci a Savona. La mia futura nuora ha assicurato, tutta seria: "Quando cresce lo sposo!" Ormai è fatta, con Stella stiamo già discutendo per la dote, io ho chiesto come da tradizione che sia pagata in cammelli, lei ha proposto gatti e forse è meglio così: per trovare spazio per i cammelli dovremmo cambiare casa!

domenica 22 aprile 2012

Prima e dopo


Come cambia la vita con un bambino, è cosa risaputa. Qualche differenza tra "prima" e "poi"!

Con le amiche, prima
"Che si fa domani?"
"Aperitivo e poi cinema?"
Poi
"Che si fa domani?"
"Passeggiata al parco con le carrozzine?"

Scuse per i ritardi, prima
"Mi dispiace del ritardo. Ho perso l'autobus."
Poi
"Mi dispiace del ritardo, ma il bimbo aveva fame, ho dovuto a tutti i costi attaccarlo alla tetta"

Shopping, prima
"Cosa mi sta meglio, la gonna blu o i pantaloni neri?"
Poi
"Cos'è meglio, il ciuccio marca XXX o quello marca YYY?" (NdR: Valerio il ciuccio non lo vuole. E' la legge del contrappasso: sua mamma già scriveva e ancora aveva il ciuccio in bocca, tenuto di lato. Un po' come Che Guevara col suo sigaro)

Shopping su internet, prima
"Compriamo il biglietto dell'aereo per le vacanze? E la cena al ristorante col giropizza?"
Poi
"Compriamo la sdraietta? I pannolini?"

Situazioni imbarazzanti, prima
"Mi sono venute le mestruazioni. Hai per caso un assorbente?"
Poi
"Ha fatto pipì mentre lo cambiavo, allagando il cambio. Hai per caso un pannolino in più?"

Ecologia "intima", prima
"Ah, tu usi gli assorbenti usa e getta? No, io ormai solo la moon cup, più ecologica per l'ambiente e poi tutta quella plastica a contatto con la pelle non la sopporto!"
Poi
"Ah, tu usi i pannolini usa e getta? No, noi usiamo solo i pannolini lavabili, più ecologici per l'ambiente e poi tutta quella plastica a contatto con la pelle, il bimbo proprio non la sopporta!"

In partenza, prima
"Ho messo in auto lo zaino, partiamo?"
Poi
"Hai legato il seggiolino? Portiamo anche la carrozzina? E la struttura con le ruote dove la mettiamo, nel bagagliaio? Io ho preso lo zaino mio, lo zaino con le cose del bimbo, la borsa del cambio, la borsa con i 25 pannolini in più che non si sa mai, il carillon per quando piange in auto... Uh, no, aspetta... ha fame, partiamo tra mezz'ora..."

In fremente attesa, prima
"Se arriva un pacco, è il cd del mio gruppo preferito! Non vedo l'ora che arrivi, per ascoltarlo!"
Poi
"Se arriva un pacco, è un pannolino lavabile con fantasia gufi! Non vedo l'ora di metterlo al bimbo per scoprire se regge bene la pipì!"

Alle prime esperienze, prima
"Tu usi gli assorbenti interni? Mi spieghi come si mettono?"
Poi
"Tu ti tiri il latte? Mi spieghi come si fa?"

Libertà personali, prima
"Ma i tuoi ti fanno uscire la sera? Entro che ora devi tornare?"
Poi
"Ma il bimbo ti fa dormire la notte? Quante ore di fila dorme?"

... insomma, non è poi cambiato molto!



domenica 15 aprile 2012

Diventa anche tu mamma di una gallina

Ricordate che vi avevo già parlato dell'Ippoasi? La Fattoria di Marina di Pisa in cui sono ospitati animali "da reddito" salvati dal macello? Là avevo trascorso il mio trentunesimo compleanno e lì abita Irene, la gallina che abbiamo adottato a distanza e che fa parte della nostra "grande famiglia".

Ora l'Ippoasi, sotto sfratto e in cerca di un nuovo terreno su cui trasferirsi, lancia un appello: con un piccolo contributo potrete adottare a distanza un cavallo, una mucca, una gallina o un altro degli animali ospiti. Fateci un pensiero.

La Fattoria della Pace Ippoasi è un rifugio per animali domestici, detti da reddito, tutti strappati dallo sfruttamento zootecnico e dalla morte in macello.
Si trova a Marina di Pisa ed ospita 9 cavalli, 2 asini, 2 mucche, 2 maiali, 11 capre, 5 pecore, 2 galli, 25 galline, 2 conigli, 1 anatra e 5 cani.
L'omonima associazione di volontariato, che in questi giorni si sta trasformando in Onlus, nata nel 2010, li accudisce giornalmente, somministrando loro il cibo e pulendo i grandi spazi dove finalmente vivono liberi, oltreché guidare le visite al rifugio, organizzare eventi di autofinanziamento e diffondere la cultura non violenta, antispecista e vegan.
In questo momento sta attraversando una delle fase più cruciali che si siano mai verificate, essendo sopraggiunto lo sfratto, esecutivo in pochi mesi, e dovendo quindi liberare il terreno dove gli animali ospiti avevano finalmente trovato un angolo di serenità.
Tutti i componenti dell'associazione stanno lavorando alacremente per poter dare un nuovo spazio all'Ippoasi, ma in vista di questo sforzo eccezionale, anche e sopratutto economico, di dover ricostruire un nuovo rifugio e di dover quindi affrontare spese straordinarie, è di fondamentale importanza che le spese ordinarie, del mantenimento in cibo dei nostri amici, siano il più possibile coperte dalle adozioni a distanza (ricordiamo che questi animali sono tutti a carico dell'associazione, non essendo previsto nessun impegno pubblico per la tutela ed il salvataggio degli animali da reddito, a differenza di quanto avviene per gli animali d'affezione).
In questo modo, ogni animale ospite, avrà dei sostenitori che gli assicureranno un futuro più sereno e meno incerto in un momento tanto turbolento.
Ci troviamo quindi a lanciare questa campagna di adozioni a distanza, per guardare alla vita degli animali dell'Ippoasi con meno ansia e per non sentirci soli in questo sforzo di donare loro una esistenza degna di essere vissuta. Ogni contributo su cui loro potranno contare è di fondamentale importanza.
Tutte le informazioni su come adottare un animale a distanza si trovano sul nostro sito, oppure scrivendo alla nuova e-mail dedicata adozioni@ippoasi.org.
Un ringraziamento dagli ippoasiani tutt*, anche da quelli che parlano una lingua diversa dalla nostra ma che in fondo ai nostri cuori possiamo capire.

venerdì 21 ottobre 2011

Compleanno all'Ippoasi

Domenica scorsa abbiamo festeggiato un doppio compleanno. Il mio (ma l'età delle signore non si dice! oppure a 31 anni posso considerarmi ancora giovane?) ;-) e quello di Claus. In realtà, non possiamo sapere quando è nato Claus, il cagnotto vecchiotto arrivato in canile intorno ai sei anni e rimasto lì per altrettanti. Il 9 ottobre è la data in cui, tre anni fa, dal canile ne è uscito per approdare a casa mia. Insomma, un regalo di compleanno per me e l'inizio di una nuova vita per lui.

Per festeggiare, abbiamo approfittato della giornata di sole per una gita all'Ippoasi, una fattoria che si trova a Marina di Pisa in cui sono ospitati animali cosiddetti "da reddito" (mucche, cavalli, maiali, galline etc) salvati dalla soppressione. All'Ippoasi è ospitata anche Irene, la gallina che abbiamo adottato a distanza, di cui avevo parlato nel post "Nina, Irene, Shereen e la grande famiglia". 
Mentre Claus rimaneva a dormicchiare in auto, insieme a Nina e a molte altre famiglie interessate, tante con bambini, abbiamo visitato la fattoria.

Gli animali sono quasi tutti liberi all'interno di un recinto molto grande. Alcune eccezioni solo per due cavalli e un pony che purtroppo, a causa della gestione sbagliata negli anni precedenti all'arrivo all'Ippoasi, hanno sviluppato allergie al fieno e che quindi devono rimanere separati dalla zona comune durante la primavera e l'estate (nei maneggi di provenienza sarebbero stati soppressi). Anche le galline e i conigli sono in uno spazio a parte, al riparo dai predatori. Inizialmente la giornata avrebbe dovuto essere dedicata al volontariato per costruire un nuovo recinto per i conigli, ma purtroppo questo è stato rimandato a causa di problemi della struttura (l'associazione che gestisce Ippoasi ha avuto lo sfratto e forse dovrà trovare un'altra sistemazione: se qualcuno ha un terreno da regalare o da affittare a buon si faccia avanti!) All'arrivo dei visitatori, i più curiosi si avvicinano. Quello in foto, se non ricordo male, è Oliver, il primo cavallo che ci viene incontro.

Questa è la mucca Luna, insieme al volontario Christian che ci ha accompagnato nella visita. Le piacciono i "grattini" vicino alle corna e quando viene accontentata fa una faccia appagata per ringraziamento. L'altra mucca che attualmente vive all'Ippoasi si chiama Terra, ma è più paurosa di Luna.
Nella fattoria ci sono due asini, padre e figlio, entrambi molto socievoli. All'inizio avevamo tutti un po' paura a stare dietro ai cavalli e agli asini, perché temevamo potessero scalciare. Invece ci ha spiegato Christian che, così come il "padrone" di un cane sa se il suo quattrozampe morde o no gli estranei, stessa cosa si può dire per i calci degli equini e soltanto uno tra i molti presenti all'Ippoasi è, in questo senso, "pericoloso". Gli altri non scalciano e anzi, quasi tutti adorano essere grattati proprio sopra la coda.
Gli asini erano entrambi molto incuriositi da Nina, che finalmente ha trovato due animali più grossi di lei, che hanno vendicato a musate tutti i cagnolini a cui lei si approccia in modo invadente. Non so se ha capito la lezione (temo di no) però non era granché contenta delle effusioni degli asini, e cercava rifugio dietro alle nostre zamp... ehm, gambe.

Questo è Gorgo, uno dei due maiali (l'altra si chiama Peppa). Il suo nome deriva dall'Isola della Gorgona, dove si trova l'unico carcere aperto d'Italia.  
Peppa invece arriva da un allevamento intensivo, dove le è stata mozzata la coda per evitare episodi di cannibalismo tra maiali, purtroppo frequenti in situazioni di stress estremo. Insomma, invece di eliminare la causa (lo stress degli animali), negli allevamenti si segue la strada più semplice: mozzare la coda o il becco delle galline.
Gorgo è stato il protagonista della copertina del numero di ottobre del giornale Terre di Mezzo, in cui è pubblicata un'inchiesta sul mondo del veganismo a cura del giornalista Lorenzo Guadagnucci (consiglio di cliccare sul link e guardare la foto perché è troppo tenera!).
Gorgo e Peppa, col tempo, hanno scavato una buca sotto un rubinetto dell'acqua, che usano come piscina. Domenica, al termine del bagnetto di fango, Gorgo si è sdraiato ai piedi di una visitatrice, buttandosi giù con un gran tonfo e chiedendo coccole, che non gli sono state negate da tutti i presenti, in particolare i bambini. Chissà se le immagini di questi animali liberi e simpaticissimi torneranno in mente la prossima volta che bimbi e genitori se li ritroveranno nei piatti sotto forma di prosciutti. E' quello che sperano i volontari dell'Ippoasi e infatti durante la visita Christian sottolinea più volte la diversità tra la loro fattoria e quelle "tradizionali", in cui gli animali vengono sfruttati per tutta la vita e uccisi quando non servono più, oppure allevati per essere mangiati, o ancora, come i cavalli da corsa, soppressi quando si fanno male o sono troppo vecchi per partecipare alle gare. Qui l'atmosfera che si respira è totalmente diversa, come si spiegherebbe altrimenti la presenza pacifica all'interno dello stesso spazio di animali più o meno dominanti e di specie diverse? Ad esempio, nel pollaio ci sono 5 galli che convivono pacificamente e sembrano voler sfatare il pregiudizio secondo il quale non ci può essere più di un gallo per ogni pollaio. Ma chi l'ha detto? Se le condizioni di vita sono buone, anche i galli sono tranquilli!

L'animale che Nina ha trovato più simpatico è Peter, una pecora rimasta orfana a 5 giorni e cresciuta in un canile. Peter si crede un cane: ha annusato Nina e ha tentato di giocare con lei. Ma Nina non gioca nemmeno coi cani "veri", quindi temo che Peter sia rimasto deluso dall'incontro. Nina invece era attonita ma incuriosita: un suo simile così diverso dai cani a cui è abituata non l'aveva mai visto, non si incontrano spesso pecore all'area cani!

Gli animali all'Ippoasi hanno uno spazio grande per passeggiare, ma almeno una volta al giorno devono essere stimolati a correre, altrimenti rimarrebbero ad impigrire (come li capisco!). Christian ci ha mostrato il suo metodo per obbligarli a fare un po' di movimento: un sacchetto attaccato ad una scopa fa un rumore fastidioso, che scatena una corsa di tutti. In testa i cavalli da corsa, dietro quelli da tiro insieme agli asini, ultimi le capre e la pecora. I maiali trotterellano per qualche metro e poi si fermano (in una vita precedente devo essere stata un maiale...) Gli altri invece, a seconda della propria natura, fanno uno o più giri intorno al recinto, alla velocità consentita da zampe e muscoli. Le capre, dopo mezzo giro, vanno a tenere compagnia al pony che deve rimanere dentro al recinto, lì si sentono al sicuro e possono tirare il fiato.
Quando il rumore cessa, tutti tornano a mangiare o a farsi coccolare, mostrando che non sono offesi con Christian e che considerano quello che è successo come un esercizio o un gioco.

Prima che me lo chiediate: no, purtroppo il metodo del sacchetto non funziona anche per spingere gli umani a fare sport. Per questo serve una motivazione più forte... accetto consigli! ;-)

La giornata finisce con la visita alla casa in cui stanno i volontari, dove sono ospitati anche alcuni cani, tra cui Trombino e Pompadour (non so chi dei due sia quello in foto), due beagle che vengono da un laboratorio di vivisezione. Vivaci e tenerissimi, chissà se ricordano quello che hanno vissuto.
I loro occhioni ci ricordano che, se loro finalmente sono al sicuro, tanti altri animali sono ancora chiusi nei laboratori o negli allevamenti. Nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, incominciando a non mangiare prodotti animali né utilizzare cosmetici testati sugli animali, ma anche adottando a distanza uno degli ospiti dell'Ippoasi con una piccola donazione mensile. Su, dai, fate almeno un salto sul sito www.ippoasi.org, non vi costa nulla!

lunedì 19 settembre 2011

Colori di genere

Ho sempre pensato che ogni colore avesse la stessa dignità. Ammetto che forse sono un po' razzista con il bianco (non amo i muri bianchi, i vestiti bianchi, i capelli bianchi...) ;-) e ho le mie preferenze: mi vesto spesso di nero, amo il viola, ho dipinto le pareti di casa di verde e azzurro (il salotto sarà color argilla) uso l'henné per i capelli rossi, ho comprato per Nina una pettorina e un guinzaglio blu...

Ecco, credo di aver rovinato la vita al mio cane. Un primo segnale ce l'ho avuto al negozio di articoli per animali, il giorno stesso dell'adozione di Nina, provandole la pettorina. Blu, avevamo deciso, perché nera ce l'ha già Claus, rossa ce l'ha il cane dei nonni, gialla si sporca subito... blu invece piaceva a tutti i bipedi della famiglia (abbiamo provato a chiedere ai quadrupedi ma non si sono espressi). Proviamo la pettorina, chiamando la negoziante per chiederle di aiutarci a capire come si infila, e mentre cerchiamo il guinzaglio, della dimensione giusta e dello stesso colore, la lasciamo addosso al cane. Poi ci mettiamo a chiacchierare con la negoziante, che scopre così che Nina è appena stata adottata, viene da un canile, sembra aver retto bene il viaggio, è femmina...
"Ah, è femmina?"
"" (te l'ho appena detto, e poi si chiama Nina... saremmo un po' carogne a chiamare Nina - con la A - un cane maschio...)
"Io ho lasciato la pettorina che aveva provato, ma se vuole cambiarla..."
"No, quella le sta bene, è della dimensione giusta, no?"
"Sì sì, ma... è blu... se vuole ci sono anche altri colori..."
"Ah, no grazie, va benissimo blu!"

Pensavo che fosse una sciocchezza. Che il blu avesse la stessa dignità, chessò, del rosso, o del giallo. Uscendo dal negozio ci avevamo anche scherzato su: "Cominciano già a farci problemi di colore con il cane? Figuriamoci quando sarà il momento di mettere i pigiamini a 'robino', dato che sicuramente non ci faremo problemi di rosa o azzurro"
Scherzavamo, ma non sapevamo che stavamo condannando Nina ad una vita da reietta

"Bobo, vieni via!". "Fido, lascia stare quel cane, che tu non vai d'accordo coi maschi!"
"Ma... è femmina"
"Ah, scusi, pensavo fosse maschio, sa, il collare blu..."
Due episodi in soli due giorni. Sarebbero forse molti di più, ma nel giardino davanti a casa ormai ci conosciamo tutti (i padroni di Pippo, Billy, Kira e Leo sanno che Nina, nonostante il degradante marchio blu, è femmina) ma basta che Nina vada due giorni in luoghi sconosciuti per essere bollata come cane maschio, a causa del colore della pettorina. L'unica soluzione sembrerebbe procurarci una coccarda rosa, da appuntarle sul collare. Avevo pensato anche ad un cartello con su scritto "I miei padroni sono insensibili alle mie esigenze etologiche primarie di cane femmina, per favore regalatemi una pettorina rosa", ma mi sono scontrata coi dettagli tecnici: se lo faccio bianco con le scritte nere sarà abbastanza femminile? Devo scrivere in corsivo, preferibilmente con molti svolazzi, anche se è meno comprensibile?

Non saprò mai, credo, se Nina è traumatizzata. Invece temo che, col mio comportamento da madre degenere, traumatizzerò 'robino'. Magliette rosa a fiorellini o azzurre con gli aereoplanini, che differenza fa per un cucciolo così piccolo? 

Pensandoci, ho capito tutto. Vegana, animalista, equo-solidale, ecologista... se sono "strana" è tutta colpa di mio cugino. Sì, proprio quello nato due anni prima di me, da cui, neonata, ho "ereditato" tutti i vestitini.  Ovviamente azzurri. Mia madre mi raccontava che durante la gravidanza, non sapendo se sarei stata maschio o femmina (ho scoperto ieri che il suo ginecologo era contrario alle ecografie) ma ben consapevole che avrei indossato i pigiamini e le tutine del cuginetto, aveva fatto a maglia una copertina di lana rosa, così in ogni caso avrei avuto qualcosa di entrambi i colori. Ma il danno ormai era fatto, rovinata a vita. 
Tutto per colpa di un colore sbagliato.

Aggiornamento
Scrive mio cugino (quello dei vestitini azzurri): "Non puoi attribuire a me la "discoloria"! Ero troppo piccino!". Vero. Non è colpa sua. Sta di fatto però che i vestiti erano i suoi. E io non glie l'ho mai perdonato. Tanto da obbligarlo, trenta anni dopo, ad essere il mio testimone di nozze. Tié. ;-)

domenica 21 agosto 2011

Nina, Irene, Shereen e la grande famiglia

Nina è arrivata! Qualche giorno fa anticipavo l'arrivo di una nuova cagnetta: siamo andati a prenderla ieri vicino a Verona, e ora si sta già ambientando. Tra animali e umani, in casa o adottati a distanza, ora siamo già 6 più uno in arrivo. Non male per una come me, che fino a qualche tempo fa diceva di non volere una famiglia numerosa.
Ma andiamo con ordine.

Nina è arrivata ieri. Viene da una situazione difficile, un canile abusivo sequestrato dalla LAV. Maggiori informazioni si trovano sul sito www.lav.it.
Nina ha circa 6 anni, nella sua "vita precedente" era un cane da caccia e infatti abbiamo già visto che punta preoccupantemente i gatti. Ieri è arrivata a casa, ha esplorato tutto, ha mangiato (tanto!) ed è stata tranquilla tutta la notte. Un ottimo inizio direi. Con Claus, il "cane n°1", sembra andare d'accordo: lui s'è un po' ringalluzzito e cerca di starle dietro improvvisando piccole corsette. Però in casa fa il bambino viziato e chiede più coccole del solito (che noi non gli lesiniamo).
Oggi entrambi verranno lavati: Nina perché ne ha urgentemente bisogno, come ogni cane che proviene da un canile, Claus per non essere da meno e perché comunque fa così caldo che un po' d'acqua non può che far piacere a tutti. Ipotizzo una doccia al gusto di shampoo per cani anche per gli umani della famiglia: solitamente è impossibile non bagnarsi lavando un cane!

E siamo a quattro. A sei componenti della famiglia arriviamo aggiungendo i due adottati a distanza, in ordine cronologico: Shereen e Irene.

Shereen Rashaydeh è nata nel settembre 2003. Vive con tre sorelle e due fratelli in una casa di fango composta da due stanze e una cucina, con il bagno fuori, a Village Fasayel, una zona desertica della Valle del Giordano, in Palestina. La famiglia è in una grave situazione economica e vive grazie all'aiuto dell'Unwra, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso dei Profughi, perché il padre, a causa di un'infiammazione cronica ad un orecchio, non può lavorare. L'abbiamo adottata in occasione del nostro matrimonio perché volevamo condividere il nostro momento di gioia con un bambino palestinese in difficoltà.
I bambini in Palestina stanno pagando il prezzo più alto della guerra combattuta  dagli adulti. I loro diritti fondamentali alla vita, alla protezione, allo sviluppo e all'istruzione – tutti sanciti dalla convenzione ONU sui diritti dell'infanzia – sono di fatto violati. In Cisgiordania, il 46% della popolazione palestinese vive sotto la soglia di povertà e questa percentuale sale al 70% nella Striscia di Gaza. Per far fronte alla situazione, nel Governatorato di Jericho è presente la Charitable Society for Orphans and The Needy, una Società Assistenziale che provvede alle adozioni a distanza per il sostegno di bambini orfani, ma anche all’assistenza delle famiglie che ne hanno la necessità. A fare da tramite, in Italia, abbiamo scelto l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus di Firenze. Con la nostra donazione annuale, aiuteremo la famiglia nelle necessità quotidiane e consentiremo a Shereen di frequentare la scuola.

Irene è invece una gallina dell'Ippoasi, una "fattoria" che si trova dalle parti di Marina di Pisa che ospita diversi animali cosiddetti da "reddito" (mucche, asini, cavalli, maiali, capre, galli, galline, conigli) salvati da varie associazioni animaliste da morte certa.
E' una gallina ovaiola a cui, come quasi sempre accade, è stata praticata l'amputazione del becco. Irene e le sue compagne sono state portate all'Ippoasi da un volontario che le aveva avute da un anziano che, avendo venduto il suo terreno, si sbarazzava anche delle 25 galline stipate in un piccolo pollaio in cui avevano trascorso il primo anno di vita sempre al buio e al chiuso. Racconta Christian, di Ippoasi: "I primi giorni erano molto buffe, perchè disorientate dal grande spazio, dalla luce del sole sempre disponibile, dalla libertà di movimento... tanto che dormivano anche di giorno!"
Insieme a loro a Ippoasi ci sono anche galline e galli bianchi di razza livornese, che sono un esubero di un laboratorio di ricerca. Perché sì, anche le galline (non soltanto i topi come pensano in molti) vengono utilizzati per la sperimentazione sugli animali. Infine è ancora viva una sola tra le galline arrivate da un alllevamento chiuso dalla usl perchè non in regola, dove vivevano, in una situazione disperata, trecento galline, di cui molte infatti non ce l'hanno fatta a sopravvivere.
La fattoria di Ippoasi ovviamente non accoglie solo galline, ma mucche, asini, maiali, capre, pecore e cavalli. Per aiutare economicamente questa realtà, che ha enormi spese di gestione, si può adottare un animale a distanza, con un piccolo contributo mensile.
Gli animali adottati (e anche gli altri, ovviamente) si possono andare a trovare, anzi gli amici di Ippoasi sono molto gentili e disponibili e incoraggiano le visite alla struttura per conoscere dal vivo il funzionamento di una fattoria davvero cruelty-free.

Chissà se Irene è pronta per la visita di tutta la famiglia, cani compresi?

lunedì 15 agosto 2011

La famiglia si allarga

Il "robino" è stato presentato ufficialmente ieri al nonno n°1. Domani invece sarà la volta dei nonni n°2 e della zia.
Nel fine settimana anche alcune amiche hanno appreso la notizia: ormai "robino" è entrato in società (chissà se aveva la cravatta? Conoscendo il padre credo proprio di no)

Prima dell'arrivo del "robino" però passeranno ancora i mesi e le stagioni. Imminente è invece un primo allargamento della famiglia: siamo infatti in fremente attesa dell'arrivo del cane n°2, anche detto "la sorellina". Il cane n°1 è quello nella foto qui accanto, ha circa 16 anni ed è con me da quasi tre. Prima stava in un canile, prima ancora... non si sa. C'è chi dice che potesse essere un cane da caccia (da tana) il che sarebbe confermato dalla totale indifferenza verso i rumori forti, anche petardi, quando ancora il suo udito funzionava bene. Attualmente non caccia nemmeno le mosche.
Sabato andremo a fargli conoscere "la sorellina", una cagnolina che arriva da un sequestro di un canile-lager nel nord Italia. "ina" per modo di dire, perché è alta almeno il doppio di lui. Al momento non posso raccontare nulla di più, né pubblicare la foto. Se andranno d'accordo (e speriamo di sì, di solito lui con le femmine è molto affettuoso o al massimo le ignora), lei verrà a casa con noi.

Quindi la famiglia si allarga. Il nonno n°1 ha saputo quasi contemporaneamente (durante lo stesso pranzo) dell'arrivo della cagnolina e del fatto che, appunto, diventerà nonno. Spero solo che non abbia capito che diventerà nonno di un cane. Commento a caldo: "Ora prendete un cane... e poi avrete questo bambino... ma come farete con tutte queste complicazioni? Ci avete pensato bene?" Speravo in una reazione meno catastrofica, ma non si può pretendere troppo. La sua compagna, per fortuna, era contenta.

Per fortuna le reazioni delle amiche sono state più confortanti: tutte contente per me, compresa quella che alla notizia ha dovuto sedersi e poi, come San Tommaso, ha voluto toccare la pancia. Non è mancato il commento "Allora almeno il formaggio dovrai cominciare a mangiarlo", ma è bastato spiegare che le analisi sono tutte a posto e i medici che ho sentito mi hanno incoraggiata nel proseguire la mia alimentazione abituale senza derivati animali. Devo avere sempre con me le analisi che mostrano che ho il ferro alto, oltre i limiti: questo rassicura sempre tutti!