Visualizzazione post con etichetta pannolini lavabili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pannolini lavabili. Mostra tutti i post

venerdì 4 luglio 2014

Aspettando Irene

Ci siamo decisi anche stavolta a ripassare un po' prima della nascita di Irene. Due anni e mezzo fa, raccontavo i nostri preparativi aspettando "Robino"

Stavolta le prove sono state un po' più all'acqua di rose: non abbiamo ancora attaccato l'ovetto, la culla non sappiamo nemmeno cosa sia e le prove di pannolinamento sono durate meno di 5 minuti.

Ora tocca a voi. Trovate le differenze tra queste due foto!


(E sì, il disordine è sempre lo stesso...)

mercoledì 17 luglio 2013

Pannolini lavabili, bye bye! Un bilancio.

Aspettiamo a cantare vittoria. Con il trasloco in una nuova casa (prossimamente) e il ritorno del freddo (che parlarne ora fa quasi ridere...) non escludo passi indietro. Però al momento Valerio è totalmente spannolinato, da un mese, sia di giorno che di notte. Raccontavo l'inizio di questa nuova avventura proprio un mese fa, nel post sulle mutande dei nanetti.

A parte quattro pannolini tenuti da parte "che non si sa mai", i nostri amici di tante spisciazzate sono stati lavati, piegati e riposti in una scatola, con la speranza di non vederli più per molto tempo.

A mente fredda, ci tengo a fare ora un bilancio dei nostri mesi di utilizzo dei pannolini lavabili, anche perché ho capito che ogni esperienza è a sé, quindi credo che i racconti di esperienze dirette su questo argomento possano essere utili per le mamme in dolce attesa che cercano di destreggiarsi in questo labirinto.


mercoledì 1 maggio 2013

Lavori da mamma (e papà)

In occasione del primo maggio, festa dei lavoratori, ecco un elenco di professioni per le quali ogni genitore è assolutamente referenziato.


  • Portieri di notte in un albergo malfamato. E' nulla rispetto a svegliarsi ogni 20 minuti con un neonato che ti strilla nelle orecchie.
  • Pulitori di strade dopo manifestazioni pubbliche. Piazza San Giovanni dopo il concerto del primo maggio sembra spazzata a lucido in confronto al pavimento sotto al tavolo di un bambino che fa autosvezzamento.
  • Interpreti per muti. Ogni genitore sa interpretare almeno i concetti fondamentali espressi dagli esserini mugolanti che ha di fronte (fame, sonno, freddo, dammi quella cosa lì, cos'è sta schifezza che vorresti farmi mangiare?, mamma, voglio la mamma, ho tanto bisogno della mamma...)
  • Tagliatori di unghie per leoni.Avete mai provato a tagliare le unghie ad un bambino? Alcuni temerari non sono sopravvissuti per poterlo raccontare. Questo però per me lo escludo perché temo si svolga solo negli zoo.
  • Impannolinatori di anguille incontinenti. Non so se questo ha molto mercato, ma nel caso è perfetto per chi cambia 8 pannolini al giorno ad un esserino sempre più sgusciante (e ribelle).
  • Salvatori di lemmings. Una mamma che evita il suicidio del figlio almeno 200 volte al giorno potrebbe salvare un intero branco di questi animaletti (lo so, è una leggenda metropolitana. Però il videogioco era carino)


Ho poi trovato anche tre lavori adatti a Valerio, che in questi tempi di crisi non guasta.


  • Antifurto. Basta convincerlo che gli oggetti preziosi della casa sono i suoi e nessun ladro potrà rubarli senza attivare la sirena (ueeeeeueeeeueee). Piccolo effetto collaterale: nessuno potrà mai più usare questi oggetti...
  • Traslocatore per mini appartamenti. Molto mini. Diciamo case per bambole. Ma come sposta lui le cose da una stanza ad un'altra, facendo strisciare le scatole sul pavimento, non lo fa nessuno!
  • Nasconditore di oggetti per caccia al tesoro. E' sempre piacevole aprire il cassetto delle lenzuola e trovarci dentro una tazzina da caffè che non trovavi da giorni.

Buon primo maggio!

giovedì 14 giugno 2012

Sono una downshifter e rompo le scatole!

Accolgo l'invito di Topogina e partecipo al Giveaway "Scala la marcia".

Scrive Francesca, l'ideatrice del GiveAway:
Vogliamo conoscere i vostri buoni propositi, le vostre buone azioni, i vostri sogni ...  chiedetevi cosa fate già e cosa potreste fare per rendere il mondo un posto migliore... tipo come salvaguardate l’ambiente, cosa autoproducete, se mangiate a kilometro zero, se fate il riciclo {creativo e non} e come state crescendo i vostri piccoli ad una vita ecologica.

Cosa faccio io? Cosa faccio...
mumble mumble...

Potrei dire che sono vegana, per motivi etici ma anche ambientali: cerco di ridurre al minimo il mio impatto sull'ambiente. Ma non vale, ormai lo sanno già tutti.

Potrei dire che per il mio bambino utilizzo al 99,9% i pannolini lavabili. Ma che gusto c'è, sono così comodi, non è nemmeno una fatica.

Potrei dire che faccio parte di un Gruppo d'acquisto vegano e mangio (quasi) esclusivamente verdure a km zero. Ma quello non è (solo) per l'ambiente: sono così buone le verdure bio!

Potrei dire che in famiglia non compriamo più pane (lo prepariamo, con la madre) né latte di soia, riso e mandorle ("mungiamo" i cereali e la soia con la Veganstar). Ma cosa ci vuole, basta mettere in ammollo e schiacciare un bottone.

Raccolta differenziata? Doccia invece che bagno? Bere l'acqua del rubinetto? Lampadine a risparmio energetico? Riciclare l'acqua del lavaggio delle verdure per dare da bere alle piante? Naaa... 'ste cose ormai le fanno tutti.

Mi ha mandato in crisi, questo GiveAway, ve lo giuro.

Poi ho avuto l'illuminazione. Cosa faccio per rendere il mondo un posto migliore? Rompo le scatole!
No, via, non letteralmente. Però...

... rompo le scatole sui pannolini lavabili, cercando di convincere le altre mamme che conosco almeno a fare una prova...
... rompo le scatole sulla moon cup, raccontando a tutte le amiche (e agli orripilati fidanzati/mariti) quanto sia un oggetto che mi ha cambiato la vita... e ho già convinto qualcuna a provare...
... rompo le scatole sull'alimentazione vegetariana - o meglio, vegana - anche in gravidanza...
... rompo le scatole sull'autoproduzione, consigliando a tutte le future mamme di cucirsi un mei-tai...

Buoni propositi per il futuro? Diminuire l'uso dei pannolini lavabili, più ecologici degli usa e getta ma che comportano pur sempre un consumo di elettricità e acqua, aumentando il tempo in cui Valerio sta a culetto all'aria facendo E/C.
E poi, provare ad autoprodurre in casa anche detersivi e cosmetici: ho una ricetta per il dentifricio e una per il sapone per piatti.

... ce la posso fare!


C'e' crisi, c'e' crisi! Guida alla Sopravvivenza sul Pianeta Terra...

venerdì 27 aprile 2012

Tre civette sul popò


Oggi abbiamo giocato con le bambole. E Valerio faceva la bambola. Cresce così velocemente che le tutine che fino al giorno prima andavano bene, all'improvviso non si chiudono più, o gli fanno l'effetto camionista, con la scollatura che arriva all'ombelico. Per questo ogni tanto ci sono i giorni "vediamo se ti va", quando Valerio sembra una modella durante la settimana della moda di Milano e subisce 10 cambi in pochi minuti.

Contemporaneamente io subisco l'ilarità del babbo, che sostiene che se da piccola avessi giocato meno coi Lego e più con le bambole, saprei infilare meglio le magliette e le felpine, senza rischiare ogni volta di lussare una spalla al piccolo.
I primi tempi io gli rispondevo "E allora fallo tu!", rimanendo sempre umiliata dal fatto che lui è più bravo di me nel cambiare i pannolini o nel mettere i vestiti. Non ho ancora capito se lui giocava con le bambole più di me, o se i suoi Lego erano migliori dei miei nell'educare ad una corretta paternità.

Però, dato che la mamma è sempre La Mamma, i vestiti e i pannolini li scelgo io, rispondendo alla quotidiana domanda "cosa gli metto?" con l'indicazione adatta al momento: ciripà per stare in casa, fitted per la notte, "quello coi gattini" per andare alla visita medica e così via.

Per questo mi ha fatto particolarmente piacere ricevere una mail di Marina di Ecolittle, un piccolo shop online nato poco più di un anno fa, molto attento all'ecologia, in cui si possono trovare pannolini lavabili anche in kit scontati, accessori per mamme e per tutte le donne, cosmetici, detergenti etc... Marina, dopo aver letto il mio post sui pannolini lavabili dopo un mese di utilizzo, mi ha proposto di "recensire" il sistema "Tutto in due" di GroVia.

Motivo in più per agognare qualche giornata di sole, dal momento che gli inserti, come sempre per i pannolini lavabili, hanno bisogno di qualche lavaggio prima di diventare pienamente "operativi". La primavera, nei giorni scorsi, tardava ad arrivare, ma la mia impazienza era comunque grande, quindi non sono riuscita ad aspettare più di due lavaggi. Anche perché gli inserti ci impiegano una vita ad asciugare, come già potevo immaginare vedendo lo spessore. Finalmente il gran giorno è arrivato e martedì ho cominciato gli esperimenti.

Esperimento 1: in casa, qualche ora.
L'inserto, composto di due parti di cui una particolarmente assorbente e l'altra con barrierine laterali, va attaccato alla mutandina con due bottoncini. Il GroVia è a taglie regolabili, la mutandina deve quindi essere adattata alle dimensioni del bimbo tramite altri bottoncini posti sul davanti. Dato che Valerio non è proprio un fuscello, siamo già partiti coi bottoni nella seconda posizione. La mutandina poi si chiude con due alette di un materiale indefinibile, simil-velcro ma morbidissimo: mai visto nulla di simile!
Risultato dell'esperimento. La cacca è rimasta all'interno delle alette dell'inserto, mantenendo asciutta e pulita la mutandina. Evvai.

Esperimento 2: genitori degeneri.
Il giorno successivo, 25 aprile, dato che abbiamo due inserti e la mutandina è rimasta pulita, procediamo col secondo esperimento. Il Babbo, da vero ingegnere qual è, cerca di svicolare dai suoi doveri familiari (quando è a casa, il cambio-bimbo tocca quasi sempre a lui) sostenendo che l'esperimento dovrebbe essere portato avanti dalla stessa mano. Io, che dai tempi del liceo non ho più sentito parlare di metodo scientifico, gli rispondo "Cambialo e basta" e chiudo così la questione. L'esperimento consiste nel lasciare il pannolino per tutto il pranzo. Un'oretta? Non proprio, dato che è il pranzo dell'Anpi, in piazza con altre mille persone e si mangia tra un discorso del vecchio partigiano e uno spettacolo degli sbandieratori. Usciamo di casa alle 11.45 e torniamo alle 17.30.
Risultato dell'esperimento. La cacca è parzialmente uscita dall'inserto, ma è rimasta dentro la mutandina. Idem per le forse mille pipì della giornata. Più che sufficiente.

Pausa esperimenti. A causa della fuoriuscita, questa volta va lavata anche la mutandina, il che mi permette di osservare come il "similvelcro" rimanga ben attaccato alla superficie protettiva anche in lavatrice e non vada ad appiccicarsi a tutto il resto del bucato. Dopo una notte, la mutandina è asciutta e possiamo procedere con il terzo e per ora ultimo esperimento:

Esperimento 3: madre recidiva.
Per verificare all'estremo le potenzialità del pannolino, decido di metterlo già alle 9 del mattino e di lasciarlo a tempo indeterminato. A metà pomeriggio, dopo un rumore che mi farebbe pensare ad un tuono se non ci fosse un cielo senza nemmeno una nuvola fino all'orizzonte, mi decido a portare Valerio sul fasciatoio. All'apertura del pannolino mi torna in mente una frase letta in Novecento di Baricco: "Nessuno si aspettava che un bambino così piccolo potesse fare tutta quella merda". E nonostante questo, grido al miracolo: la mutandina è rimasta intonsa.

In conclusione, almeno per ora, sono pienamente soddisfatta del pannolino GroVia. Unico difetto è l'inevitabile tempo biblico di asciugatura degli inserti. Non fosse così bello, con la fantasia gufetti (ma a me piace l'idea che siano civette: tre civette sul... popò!) andrebbe ad aggiungersi ai pannolini da notte. Considerando però che d'ora in poi per qualche mese dovremmo avere sempre più giornate di sole, credo diventerà anche il pannolino delle uscite, specialmente nelle situazioni estreme.
Evitando però, d'ora in poi, nuovi esperimenti da genitori degeneri... temo che appena scoprirà di avere le mani, Valerio potrebbe usarle per chiamare il Telefono Azzurro!

venerdì 30 marzo 2012

30 e più giorni di pannolini lavabili

Valerio cresce, mangia tanto, ma soprattutto fa tanta cacca. Ti rendi conto di essere diventata mamma quando ad un pic nic con le amiche - tutte con carrozzina al seguito - ti trovi a parlare di colore, consistenza e periodicità delle cacche dei rispettivi frugoletti. Ad invidiare le mamme degli stitici ("Lei? Ogni due giorni! Sono disperata, ho provato di tutto!") e ad essere a tua volta invidiata da loro ("Lui? ogni volta che lo cambio, 7/10 volte al giorno, c'è un po' di cacca, dal minimo sindacale all'alluvione...")

Faccio outing. Oltre ai pannolini lavabili, abbiamo comprato anche un pacco da 150 usa e getta. a mia discolpa posso dire che sono biodegradabili. E li abbiamo pagati poco perché presi direttamente dalla fabbrica, che sta a Prato, di seconda scelta. E che ne abbiamo ancora la metà, avendoli usati davvero poco.
E ora, un'altra confessione: il Babbo è più convinto di me, coi lavabili. Io ero ancora stravolta sul divano, dopo pochi giorni dal parto e lui già mi diceva "Che ne dici se oggi gliene metto uno di cotone?" Non so dire qual è stata la mia risposta, poteva essere un "Fà come vuoi" oppure un semplice mugolio: di quei giorni ricordo poco.
Da quel momento in poi, a parte un tragico fine settimana al mare (dopo solo un giorno il Babbo ha sbottato: "Dobbiamo procurarci una lavatrice a manovella, queste schifezze di usa e getta non si possono usare!"), abbiamo usato solo i lavabili.

Alle future mamme che mi chiedono "quando" cominciare, io consiglio... subito! Lascia pure passare un paio di giorni dopo il ritorno dall'ospedale, ma se sei sostenuta dal compagno non ha senso rimandare troppo. I pannolini lavabili sono l'invenzione migliore per il culetto del tuo bambino (no, l'associazione venditori di pannolini lavabili non mi paga per questo...)

Un bilancio delle nostre esperienze dopo un mese di utilizzo. Ecco quali pannolini abbiamo comprato e stiamo utilizzando.

5 ciripà. Sono i vecchi "sorrisi", strisce di cotone con due laccetti da annodare in vita. Sopra, una mutandina (che se non si sporca si riutilizza per vari cambi). Per la casa, di giorno, sono i miei preferiti. Basta prenderci la mano, e ci vuole davvero poco, e poi si adattano perfettamente.

5 Pagù. I pannolini sono tipo un fazzolettone di cotone, con la parte centrale più spessa. Si piegano "a origami", diversamente tra maschi e femmine (per i maschi è veramente facile, basta piegare in dentro le due alette laterali, ad aereoplanino) e, volendo, si tengono chiusi con uno "snappy". Sopra, una mutandina. I preferiti del babbo, per la casa, di giorno.

5 Pop-in. Pannolini "tutto in due", con inserti staccabili in pile e mutandina con bottoncini (per regolare le dimensioni: Vale è già alla seconda misura) di un materiale impermeabile ma traspirante. Perfetti per le uscite perché comodissimi, una volta attaccati gli inserti il pannolino non è tanto diverso da un usa e getta. Uno è costantemente nella borsa del cambio, che mi porto sempre dietro.

3 "Belli come il sole". Pannolini "fitted", cioè una mutandina di materiale assorbente (cotone spesso), a cui aggiungere una mutandina impermeabile. Perfetti per la notte, l'unico difetto è che ci mettono molto ad asciugare (ma ora che fa caldo non è più un problema)

1 "Ecobu". Come idea simili ai Pop-in, ma gli inserti sono in bambù. Lo usiamo per la notte quando i "Belli come il sole" non sono ancora asciutti, oppure per uscire quando serve una buona tenuta.

1 "Tretopini", pocket con fantasia cani e gatti. L'inserto si inserisce in una tasca della mutandina regolabile per taglie. Troppo bello! E per questo l'abbiamo ancora usato poco. Aspettiamo l'estate per sfoggiarlo senza pigiamini.

2 "Italmami" (un Fiocco e un Lilo), anche questi sono pocket regolabili. Per il momento sono quelli più difficili da usare, forse perché Valerio è ancora troppo piccolo (vanno bene dai 5 kg in poi). Prima di giudicare, aspettiamo un uso più massiccio tra qualche settimana.

"Si, però che stress, devi lavarli..."
I primi tempi facevamo una lavatrice ogni due giorni. Ora che fa caldo e al sole in mezza giornata asciugano, la facciamo ogni tre. Pannolini, più vestitini di Valerio e a volte qualcos'altro se ci sta.
In compenso il sacchetto della spazzatura è sempre vuoto (e dato che il bidone più vicino a casa è comunque lontanuccio, già solo questo aspetto potrebbe essere determinante per la preferenza verso i lavabili...)
Un altro aspetto da non sottovalutare è che la puzza non si sente quasi: l'odore di bucato copre in gran parte quello della cacca - che effettivamente per ora non è molto penetrante, ma con gli usa e getta si sente eccome. Qualche settimana fa, la zia, con Valerio in braccio, spiegava al fidanzato: "La puzza non si sente, perché loro usano dei pannolini tecnologici ultra moderni!"
Quale definizione migliore, per i ciripà della nonna?

martedì 17 gennaio 2012

Aspettando Robino


Il widget qui sotto mi ricorda che manca meno di un mese alla data presunta del parto. O meglio, manca "un febbraio", cioè 28 giorni. Anzi, nemmeno, dato che quest'anno è bisestile. Considerando però che potrebbe nascere anche 15 giorni prima, la data si avvicina.
Se già col post precedente vi raccontavo di come fervono i preparativi, potete immaginare come in casa le cose non possano essere altro che peggiorate.
Ieri abbiamo provato la culla, che non è altro che la carrozzina del trio. Ero convinta che mancasse il materasso, invece dev'essere proprio così: i neonati dormono con un materasso sottilissimo e niente cuscino. Nella foto qui accanto, Swiffer in un sacco nanna, prova la comodità della culla.

In questi giorni, abbiamo cominciato anche a definire meglio la scorta di pannolini. Per l'ospedale e i primi giorni ci siamo orientati sugli usa-e getta Ecowip, che sono biodegradabili. Prodotti a Prato, vengono venduti anche pacchi da 120 di "seconda scelta" ad un prezzo decisamente conveniente. Consigliati da un amico neo-genitore, ne abbiamo subito approfittato.
Aumenta intanto la nostra scorta di lavabili. Nelle foto qui sotto il babbo si esercita coi ciripà: prima il pannolino di cotone... poi la mutandina...
... ed ecco Swiffer perfettamente pannolinato. Proprio perfettamente no... il cotone avrebbe dovuto rimanere all'interno della mutandina... ma per essere la prima volta, direi che è un successone, io non avrei saputo fare di meglio!

Oltre ai ciripà, ci siamo fatti tentare dagli Ecobu, produzione italiana di pannolini pocket in bambù. E' una fibra tessile molto particolare, soffice, che ha come unico difetto il tempo di asciugatura, che è  piuttosto elevato, ma a quanto sembra ha ottime proprietà assorbenti. Dopo il primo lavaggio effettivamente l'inserto ci ha messo un'intera giornata SOPRA il termosifone, prima di asciugarsi.

Nelle foto qui sotto il babbo si esercita anche con questo pannolino. Prima mette un inserto dentro l'altro, poi tutto dentro la mutandina, adagia Bella (la pecora... giuro che ha più anni di Twilight e non si chiama così in onore dell'aspirante vampira ma perché, come tutte le pecore, beeeela!) e chiude la mutandina.



Ed ecco anche Bella, vestita di tutto punto. Spero però che Robino non sia mai così ciccione e deforme!

Abbiamo anche provato a sistemare il seggiolino sull'auto, che come si può vedere dalle foto è una capiente Seicento. Siamo effettivamente un po' preoccupati all'idea di stivare due adulti, un Robino e due cani in cotanta automobile, ma al momento cerchiamo di resistere alle facili battute degli amici che ci consigliano di cambiare auto. Intanto abbiamo verificato che il seggiolino ci sta, e il sistema di ancoraggio è anche piuttosto semplice. Ce la possiamo fare.


Le ultime due fotografie sono per illustrare due delle mie recenti autoproduzioni.


Qui a sinistra, Bella mostra un bavaglino realizzato riciclando una tovaglia impermeabile e un asciugamano ormai quasi morente. Devo ancora mettere un bottoncino o un velcro, ma direi che il più è fatto. Ovviamente non ci baseremo solo su bavaglini autoprodotti (sembra che le bave dei neonati siano corrosive peggio che quelle dei mostri dei film di fantascienza), ma ho sempre ammirato le mamme che in rete postano le loro creazioni, e partire da questo mi sembrava la strada più semplice.

Al momento è in fase di realizzazione un sacco-nanna in pile, che però credo verrà usato tra qualche mese (la dimensione è da marcantonio, non da neonato... avrò scaricato il tutorial per realizzare un sacco a pelo da campeggio per scaricatori di porto invece che un sacco nanna?) Swiffer dentro ci naviga, Robino chissà.

Qui a destra c'è mio cugino con un mei tai contenente Bella. Anche questa è una mia autoproduzione, che segue il modello illustrato sul blog di Mamma Canguro. Il materiale è tutto riciclato: una stoffa pesante per l'esterno (credo che in origine fosse un copriletto) e un pile leggero per l'interno (in origine era una coperta regalata ehm... da una compagnia aerea).
Anche qui, per non sbagliarmi, la taglia è per un bimbo cresciutello e non per un neonato, per questo motivo ho regalato questo primo esperimento ad amici che hanno una figlia di quasi un anno. Se l'esperimento andrà a buon fine, proverò a ripeterlo con materiali più leggeri, per l'estate.

Infine mi sono data alle scatole. Per romperle, a quanto dicono il babbo e gli amici intimi, ero già una professionista. Il salto di qualità è invece rifasciarle. Dopo il trasloco sono rimaste alcune scatole piccole, con coperchio, che sono perfette per contenere i pannolini, i vestitini, i giochini, i cosini... insomma, tutte le cose in -ini di Robini... ehm, Robino. Unico difetto: sono brutte. Spazio alla fantasia e alla creatività, ne ho ricoperta una con la stoffa ricavata da una vecchia camicia del babbo, la seconda con una vecchia tovaglia impermeabile e la terza è in fase di lavorazione perché... è finita la colla! Ho implorato la cartolaia di farsi arrivare una confezione formato famiglia di vinavil prima che mi passi la vena creativa (e che nasca Robino), ma devo pazientare tutta la settimana.
Dato che il lavoro per il censimento non è ancora finito, dirotterò la mia creatività sulla revisione dei questionari, i risultati potrebbero essere esilaranti!

lunedì 5 dicembre 2011

Schiena dolente, pancia crescente

La scorsa settimana si è chiusa con una buona notizia: non ho il diabete gestazionale. Non sarebbe stato nulla di particolarmente grave: il diabete gestazionale capita in quasi il 10% delle gravidanze e generalmente non ha implicazioni per il futuro della mamma o del bambino, ma c'è il rischio di eccessiva crescita intra uterina (cioè bimbo che alla nascita è molto grosso) e bisogna tenere sotto controllo l'alimentazione, eliminando i dolci e gran parte della frutta.
In Toscana il controllo del diabete gestazionale si fa attraverso la mini-curva glicemica alla 28a settimana, quando viene misurata la glicemia a digiuno (io ce l'avevo bassa) e poi dopo aver ingurgitato un beverone ultra dolce e aver aspettato un'ora. Se il secondo valore è troppo alto, come nel mio caso, si fa la curva "normale", col doppio di glucosio nel beverone (che a quel punto diventa disgustoso anche per una appassionata di dolciumi come me) e un prelievo dopo una, due e tre ore. Mentre il primo esame può dare falsi positivi, il secondo è solitamente più indicativo, e nel mio caso ha indicato che... non ho il diabete gestazionale! Sospiro di sollievo per le mie papille gustative, che all'idea di passare un natale senza poter mangiare nemmeno una fettina di dolce né i fichi secchi, né i datteri della Palestina del commercio equo e solidale... stavano già piangendo miseria.

Nel frattempo la pancia continua a crescere (non si sa come, dato che i chili più o meno rimangono invariati), "Robino" tira sempre più testate (o culate?) contro le costole (con mia grande gioia, soprattutto quando sto per addormentarmi) e io cerco inutilmente di razionalizzare il fatto che con 8 kg in più, tra l'altro sistemati male (al posto della pancia, non si potrebbe avere uno zainetto?) non posso rincorrere i treni come una volta o cucinare con la pancia sui fornelli (sì, lo ammetto, qualche giorno fa ho rischiato di cuocere Robino. Poi dicono che i comunisti mangiano i bambini, ma cuocerli prima ancora che nascano forse è troppo).

Non essendo riuscita a cuocerlo, ho poi tentato di intossicarlo col peperoncino. Da giorni volevo provare la ricetta della confettura di peperoncini di Nadir. Ho avuto in regalo 200 grammi di peperoncini da un'amica del babbo, che alla consegna aveva avvertito "attenzione perché tra gli altri ce ne sono anche di Habanero, cioè quelli ultra piccantosissimi", ma io niente, imperterrita. Ho comprato 800 grammi di peperoni, anche se fuori stagione. Ieri è stato il gran giorno, ma presa dall'entusiasmo non ho seguito il consiglio: "Per pulire i peperoncini armatevi di guanti usa e getta, le vostre mani ringrazieranno". Risultato: un bruciore insopportabile, da piangere e urlare per tutta la sera. Per le successive 5 ore ho tenuto le mani dentro l'acqua (che si scaldava al ritmo di una bacinella ogni 15 minuti, se troviamo dei volontari disponibili potrebbe essere una fonte energetica ecologica!), poi sono andata a letto tenendo tra le mani un panetto di ghiaccio. Col passare delle ore, e dopo aver superato la notte nonostante le mie previsioni catastrofiste di ieri, la situazione è decisamente migliorata, con un effetto collaterale non da poco: le mie mani che solitamente sfidano la temperatura corporea dei vampiri, oggi raggiungono e forse superano i 36°.
La confettura? Il sapore non è male, ma è super piccantoso: stamattina ne abbiamo assaggiato 1/4 di cucchiaino a testa sul pane, e la bocca è rimasta infuocata per 10 minuti. Il babbo ha calcolato che mangiando questa quantità tutti i giorni, ci metteremo tre anni a finirla (però potrà essere utile se Robino non si decide ad uscire dopo la "data di scadenza", ho letto che il peperoncino stimola il parto)

Nel fine settimana abbiamo comprato i primi pannolini lavabili. Sono 6 prefold Pagù (made in Italy) con una mutandina Imse Vimse, perché il negozio non aveva mutandine della stessa marca. A quanto ho capito girovagando sul web, comunque, la Imse Vimse produce in Svezia, quindi anche se non è proprio a km0 non è poi così male. Nella foto il mio peluche Swiffer (si chiama così perché attira la polvere...) si presta a fare da modello. Ultimamente è vittima dei miei esperimenti con la fascia e da oggi anche con i pannolini, ma nonostante lo strapazzi un po' troppo per un neonato, almeno lui non si lamenta. Quando lo metterò sul seggiolino per provare a sistemarlo in auto, temo che i vicini chiameranno la neuro!

martedì 15 novembre 2011

Pannolini lavabili? Sì. Ma quali?

"Robino" ha ormai compiuto -3 mesi, siamo entrati nel terzo trimestre da pochi giorni, e i preparativi si fanno più concitati. In casa ci sono ancora scatoloni in cui inciampare, ma cominciamo già a vedere chiazze sempre più ampie di pavimento. La futura cameretta di "Robino" è al momento un ripostiglio, ma comunque non servirà prima di alcuni mesi. Insomma, ci stiamo preparando.

Fervono i preparativi anche dal punto di vista delle informazioni da raccogliere, gli ultimi due giorni sono stati dedicati ai pannolini lavabili.

Questo non vuole essere un post in cui spiegare i motivi a favore dei pannolini lavabili, altri prima di me ne hanno già parlato esaurientemente. Per maggiori informazioni, consiglio i post su questo argomento nel blog di Claudia (EcoMammaeBimbo), l'esperienza di MammaFelice con il primo figlio su Cotto al Vapore, e gli utilissimi siti pannolinilavabili.info e nonsolociripa.it. Ok, sono convinta della bontà dei pannolini lavabili. E ora?

Sembra facile. Invece la scelta tra pannolini lavabili e usa e getta è solo la prima (e più semplice) che deve fare un futuro genitore che si avvicina all'argomento, perché non c'è solo UN tipo di pannolino lavabile. Per dare solo un'idea della complessità, bisogna scegliere il tipo di pannolino (ci sono tre categorie: tutto in uno, pocket, due pezzi, più alcuni prodotti che stanno a metà tra l'una e l'altra categoria), il materiale (cotone, bamboo, micropile), la taglia (ci sono i "taglia fissa", ideali per bimbi di un determinato peso, e i "taglia unica" che hanno un sistema regolabile per allargarsi durante la crescita), le chiusure (velcro o bottoncini)... Come orientarsi? Il consiglio che ho ricevuto e ho fatto mio è che non esiste "il pannolino perfetto". Inutile comprare pacchi di pannolini dello stesso tipo, perché oggi al bimbo ne andrà meglio uno e domani con le cosciotte più ciccie sarà più adatto un altro, per stare a casa sarà più adeguato un terzo e per uscire coi nonni sarà necessario averne uno di un altro tipo ancora.

Andando a vedere dove sono stati prodotti, ho notato che molti sono, purtroppo "Made in China". Quindi, di fatto, prodotti con sfruttamento del lavoro (salari bassi, nessun diritto sindacale, tante ore di lavoro ogni giorno...) Una delle marche (che non citerò) scrive che i pannolini sono "prodotti eticamente in Cina", ma le risposte alle mie, credo legittime, richieste di chiarimenti sono state troppo vaghe per essere credibili.
Molti altri sono prodotti in Usa, Canada, Australia: il problema qui è diverso e riguarda il trasporto. Col babbo ci siamo chiesti se ha senso far arrivare dall'altra parte del mondo un pannolino che sì, sarà sicuramente più ecologico che un pacco di usa e getta, ma di fatto già nasce "inquinato" da tutti i chilometri percorsi. La nostra risposta è stata che no, non ha senso, soprattutto perché l'alternativa italiana c'è. Anzi, cercando con cura si trovano tantissime marche che producono in Italia. Certo, le materie prime non sempre sono made in Italy (non ho mai visto piantagioni di cotone o di bambù... forse nella pianura padana?), ma quasi sempre lo sono i tessuti e molte marche si impegnano ad avere una filiera trasparente.

Ecco quindi una panoramica dei risultati delle mie ricerche. (Sono certa di non aver citato tutte le possibilità esistenti, ma accetto segnalazioni tra i commenti!)

Bio'n'Happy
Due tipologie di pannolini, entrambe pocket a taglia unica (cioè "dalla nascita al vasino"), una solo per uso diurno e l'altra anche per la notte.
Materiale: cotone bio per l'interno e poliestere o PUL per l'esterno. Inserti in flanella di bamboo. I tessuti sono tutti prodotti in Italia e certificati.
Costo circa 22/23 euro.
Si comprano sul sito biobimbo.it, che vende anche altre marche (non Made in Italy), oltre a wetbags, sacchi nanna, accessori di ogni tipo. Fino a 2 kg il costo è di 8.80 euro. Consegna gratuita oltre 90 euro.

Ecobimbi
Vende pannolini due pezzi composti da una parte assorbente (taglia unica) e una mutandina impermeabile in diverse taglie.
Materiale: cotone naturale non sbiancato per la parte interna. Tessuto tecnico per la mutandina esterna.
Il kit 5 pannolini + 1 mutandina costa 86 euro.
Si comprano sul sito dedicato bottegadeibimbi.it, in cui si possono comprare anche wet bags, retine per secchio e altri accessori.
Spese di spedizione: 10 euro.
Il sito non è chiarissimo e non ho capito come comprare solo le parti interne (che vengono vendute insieme alla mutandina... ma serve una sola mutandina per 5/6 pannolini!)

Ecobu
Pannolino AIO (All in One) che in realtà è un AI2 (tutto in due) perché la mutandina è staccabile. Veste da 3,5 a 16 kg. Con doppia cucitura sulle gambe, chiusure in velcro. Difetto: asciuga lentamente.
Della stessa marca anche wet bags, fasciatoio, copripasseggino etc.
Ci sono anche molti negozi (elenco completo) tra cui uno anche vicino a Firenze (Mariluna). Altrimenti il sito "ufficiale" su cui comprarli è ecopannoli.it  che ha anche tante altre marche (non di produzione italiana) e permette anche di noleggiare i pannolini. Inoltre vende anche stoffe per realizzare in casa i pannolini (se qualcuno sa cucire...).
Spese di spedizione: 6 euro, gratis oltre i 90 euro.

L'infanzia by Chiara
Due tipologie di pannolini, entrambi pocket taglia unica regolabile da 3 a 20 kg, "Trico" e "Zefiro". In particolare il secondo sembra essere molto leggero e adatto per prevenire allergie e dermatiti. Interno in cotone ciniglia/cotone bamboo, inserti in cotone/fibra di bamboo.
Il sito, a mio parere, non è fatto molto bene, ma comunque si possono ordinare i pannolini via mail, con 12 euro di spese di spedizione, gratis oltre i 300 euro.
Per fortuna il negozio vicino a Firenze vende il pannolino "Zefiro" (23 euro)
Italmami
Ha pannolini pocket taglia unica (da 4 a 18 kg) sia con chiusura velcro che con chiusura a bottoncini. In bamboo (22,50 euro) o in micropile (21,50 euro) per un'asciugatura più veloce. Tutti i tessuti sono certificati Oeko-tex e prodotti preferibilmente in Italia o al massimo in paesi confinanti.
Sul sito si possono comprare anche wet bags e altri accessori. Il costo scende all'aumentare del numero di pannolini comprati.
Spedizione con corriere espresso bartolini a 6 euro, gratis oltre 90 euro.


Mammaflò
Ha due tipologie di pannolini: quelli pocket (costo 20,50 euro, in poliestere e micropile, con inserti in bambù o microfibra. Uso diurno) e quelli 2 pezzi in spugna di bambù (interno: 15,80 euro, regolabili) e poliestere (esterno: servono 2 mutandine per taglia) anche per uso notturno.
Ci sono kit scontati (anche con entrambe le tipologie di pannolino).
Spedizione: 8,80 euro.


Pagù 

100% cotone per pannolini prefolds. 2 taglie di inserto (piccola e grande) e 5 taglie di mutandina.
(I prefolds sono particolarmente indicati per i neonati perché, anche se più complicati, si adattano alle piccole misure dei bimbi. Inoltre gli inserti possono essere poi riutilizzati nei pannolini pocket)
Costo: 32 euro per 5 pannolini + 16 euro per 1 mutandina.
Si trovano anche in molti negozi, a Milano, Genova, Bologna e in altre città (elenco completo)
Dal sito si possono comprare kit e pannolini. Spedizione: 6,5 euro.

Tretopini
Tutto quello che è venduto qui è realizzato a mano sul momento da una sarta. Ci sono diverse tipologie di pannolini, tutte pocket, che costano circa 21 euro. E' possibile scegliere le fantasie (bellissime!).
Oltre ai pannolini si possono comprare anche wet bags, assorbenti da donna etc.
Fino a 350 grammi viene mandata una raccomandata. Fino a 7kg un corriere espresso. Consegna gratuita oltre 120 euro.

Conclusioni:
cosa faremo noi? Al momento l'idea è la seguente:
- un po' di prefold  Pagù (5 panni + 1 mutandina neonato), da comprare a Milano quando andiamo a trovare i cugini.
- 1 Ecobu e 1 Zefiro (L'infanzia by Chiara) da comprare nel negozio vicino a Firenze
- 1 Tretopini con fantasia gatti-cani, che non potrà essere usato subito perché veste bimbi dai 4 kg in su, ma è troppo bello (da farci mandare con raccomandata)
- qualche altro pannolino da uno dei siti rimasti (Bio'n'happy, Ecobimbi, Italmami o Mammaflò) E' un vero peccato che non ci siano (o almeno, io non ho trovato) siti che vendano contemporaneamente più di una tra queste marche!

Consigli e suggerimenti?