lunedì 4 febbraio 2013

Io bisogna impari tosto codesto linguaggio

Amici fiorentini all'ascolto, aiutatemi. Anche se siete abituati ai turisti, forse ancora non vi è chiaro che con gli stranieri bisogna utilizzare un linguaggio semplificato. E anche se voi sostenete di parlare in italiano, e probabilmente è vero, non lo metto in dubbio, quando vi rivolgete ad un italiano che viene da un'altra regione dovreste immaginare di parlare con un tedesco. O con un bambino piccolo.

Ecco, lo ammetto, anche io,  nonostante la mia laurea in scienze della comunicazione, da liguro-piemontese trapiantata a Firenze, ho delle difficoltà.

A partire dalla grammatica delle elementari.
La teoria è chiara. Avvenimento accaduto poco tempo fa: passato prossimo. Avvenimento accaduto tanto tempo fa: passato remoto.
Nella pratica, io ieri sono andata... (giusto) ma anche dieci anni fa sono andata... (ragazzi, nel Nord Ovest si parla così...  non guardatemi male tutte le volte...)

Ancora peggio va con gli aggettivi dimostrativi.
Se questo e quello sono concetti assodati, codesto è un vago ricordo del manuale di grammatica. Per non parlare di costì e costà (avverbi di luogo), che continuano a darmi non pochi problemi.

Mi faccio riconoscere subito, a partire dai saluti. La mia malsana abitudine a dire "buongiorno" finché non tramonta il sole, cozza con la vostra usanza che impone il buonasera subito dopo pranzo. Un fraintendimento che mi è costato qualche ora di libertà una volta che ho declinato l'offerta dei nonni di tenere Valerio "questa sera" senza capire che si trattava di lasciarlo a loro tra le 15 e le 17.

In giro col bambino quelli più vecchi tra voi mi apostrofano con "E' un mimmo o mimma?" e le prime volte temo di aver risposto "No, si chiama Valerio". Mimmo è il bambino piccolo, non un nome proprio. Da non confondere con "andare ai mimmi" che vuol dire andare a passeggio. Sempre con un bambino, credo, ma questo ancora non mi è chiaro.

Le cagne femmina si chiamano "canina" e prima di capirlo mi sono chiesta varie volte come facessero emeriti sconosciuti a conoscere il nome di Nina. "E' una (ca)nina!" esclamano, ma basta una "c" un po' aspirata per complicare la comprensione.

Ah, alle consonanti strascicate ormai c'ho fatto l'abitudine e riesco anche a capire "crackers" in quel groviglio di lettere casuali pronunciate da voi fiorentini DOC. Altro che cocacola con la cannuccia corta corta!

Infine un pensiero per le mie amiche food blogger d'ogni parte d'Italia. Un raduno in cucina sarebbe possibile solo con un dizionario. Continuo ad avere problemi di comprensione quando mi viene chiesto un piatto (cioè quello che io chiamo piatto piano, perché il piatto fondo si chiama invece scodella) oppure un mestolo (quello che io chiamo cucchiaio di legno. Quello che io chiamo mestolo si chiama ramaiolo)

Spero che Valerio inizi presto a parlare. Almeno mi darà qualche ripetizione!

11 commenti:

  1. Ehhhh, ci vuole un po' di tempo per capirci!
    Ora, pero', che tutta Firenze parli cosi' "mi pare strano..."
    In bocca al lupo! :D

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    1. No, no... non tutti così... Il mio problema principale sono i vecchini. Ieri dal medico una vecchina mi ha attaccato un sermone in vernacolo e io non sapevo più cosa fare... sorridevo quando lei sorrideva e facevo la faccia incupita quando la faceva lei. Chissà cos'ha pensato!

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  2. io sono pugliese e il mio ragazzo è toscano...il più delle volte non ci capiamo hahaha ma io adoro il suo accento (è di Firenze), impazzisco letteralmente :)
    o dovrei dire 'mi manda di barta i cervello'? eheh

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    1. Sì, l'accento è fantastico. Hai ragione!!!
      Eheh

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  3. Ciao.
    Perché ancora non t'hai mai pulito l'impiantito con la sistola e il cencino e poi tu l'hai rimessi tutti nell'armadino? ;-)
    A presto,
    Gianni.

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    1. Ahahahaha! La parola "sistola" mi ha lasciata perplessa per mesi!

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  4. Non so come nel resto d'Italia si possa sopravvivere senza l'uso di "codesto", "costì/à" ecc! Sono utilissimi!
    Mie compagne fuori sede erano stupite dallo "scaleo" :D
    Bella quella dei nonni e del "questa sera" ahah!!

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    1. Hai ragione! Non ho mai studiato il tedesco, ma mi hanno detto che esistono termini diversi per dire "il libro messo in orizzontale" e "il libro messo in verticale"... Se è vero, i tedeschi penseranno la stessa cosa dell'italiano: come si fa a sopravvivere senza? ;-)
      Lo scaleo! Ahahah!
      E del toni non hanno mai detto nulla?

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    2. io ci ho messo un po' prima di capire che il mio ragazzo dicesse VOLUTAMENTE 'spengere la tv' al posto di 'spegnere la tv'... hahahaha

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  5. e perché sei vegana non ti verrà mai proposto un panino con la bologna!!
    ilaria

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  6. Ahahaha!!!! Che forte che sei!!!!!!!!
    Anch'io da veneta sarei sgamata all'istante!!!!

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