giovedì 10 gennaio 2013

Autosvezzamento, istruzioni per l'uso

Oggi è una giornata molto triste. Cerco di tirarmi su il morale pubblicando questo post che avevo cominciato a scrivere qualche giorno fa.

Svezzamento tradizionale o autosvezzamento? Ultimamente anche alcuni pediatri si sono convinti ad abbandonare le terribili pappine e suggeriscono di proporre ai neonati direttamente l'alimentazione familiare. Le raccomandazioni standard per l’Unione Europea sull'alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni parlano di: alimenti familiari, basati su una dieta familiare varia ed equilibrata, con qualche piccolo adattamento. 

Insomma, come funziona l'autosvezzamento?
  • Prendere un bambino di circa sei mesi, che sta seduto da solo e che mostra interesse verso il cibo.
  • Tenerlo a tavola coi genitori e lasciarlo sperimentare con piattini, bicchiere, posate.
  • Dargli il cibo a cui sembra interessato, come alimentazione complementare al latte materno (o latte artificiale).


Questa la teoria.
La nostra pratica, oggi, affinata dopo quattro mesi di autosvezzamento:

  • Prendere il bambino-anguilla, metterlo nel seggiolone e legarlo con un paio di altri laccetti aggiuntivi.
  • Bardarlo con: bavaglino, "camicia di forza"* e altro bavaglino supplementare.
  • Avvicinarlo alla tavola da cui è stata tolta la tovaglia almeno per uno spazio di un metro per mezzo metro.
  • Togliere dal proprio piatto un boccone alla volta e posizionarlo davanti al bambino-bulldog (sta già sbavando).
  • Guardare senza scomporsi il bambino-polipo che prende i bocconi e se li avvicina alla bocca, sputando quello che non gradisce e spingendo dentro a forza quantità inimmaginabili di quello che gradisce.
  • Cercare di mangiare almeno mezz'etto di pasta o due cucchiaiate di riso, nascondendole alla vista del bambino-tritatutto.
  • Compilare il modulo di iscrizione a RuttoSound, perché il bambino-megafono potrebbe partecipare alla gara per il rutto più potente.
  • Pulire il seggiolone e la passata di mandarino, mela, fusilli e patate ottenuta a mano nude dal bambino-frantoio.
  • Chiamare il cane perché faccia pranzo con quello che è caduto a terra e tirare su 15 cucchiaini, 2 forchette, un mestolo e il bicchiere.
  • Ritinteggiare la cucina.


*dicesi "camicia di forza" una maglietta impermeabile a maniche lunghe aperta sul dietro, munita di taschina raccogli-bocconi caduti.

martedì 8 gennaio 2013

Buoni propositi per il 2013

Essere meno intollerante verso le persone che mi circondano, smetterla di criticare sempre tutto e tutti (non sarà facile, forse non dovevo scriverlo...);
Non prendere tutto come una critica personale;
Uscire un po' di più, e magari qualche volta anche senza palla al piede... ehm, bimbo in fascia;
Imparare a conoscere la città in cui vivo da un anno e mezzo (questa è facile dato che al momento la conosco meno di un liceale in vita scolastica);
Fare ordine in casa e mantenerlo (questa l'ho scritta pro forma, ma tanto non ci riuscirò mai);
Aggiornare il blog più spesso e cominciare finalmente quella nuova rubrica a cui penso da tanto (ci provo, ma non assicuro niente).

Auguri a tutti di buon anno... e anche stavolta si ricomincia!

mercoledì 19 dicembre 2012

No alla violenza sulle... mamme

Lo ammetto, quel livido sulla gamba non me lo sono procurato cadendo dalle scale. E' stato lui. Non pensavo fosse possibile, ma è così: lui mi picchia. Da qualche tempo, senza un motivo apparente, sfoga su di me la sua rabbia.
Io cerco di schivare i suoi colpi, mi copro il viso con le mani, ma allora si accanisce sui miei capelli e me li strappa. Oppure mi morde, finché non urlo dal dolore e scappo via.
Però lo amo, non posso abbandonarlo. Senza di me non vivrebbe. Allora torno da lui, e quando mi guarda con quegli occhi grandi gli prometto che non lo lascerò mai.
Denunciarlo, dite? Non ne ho la forza. E poi, non ha nemmeno 10 mesi...

[un attimo di serietà]
Questo post non vuole in nessun modo farsi beffa del tema della violenza contro le donne. E ci mancherebbe altro. Questo è un problema serio. Anzi, è un'occasione per parlarne.
Secondo un'indagine dell'ISTAT nel 2006, il 31,9% della popolazione femminile dichiara di essere stata vittima di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita, prevalentemente tra le mura domestiche, con un 14,3% di donne che afferma di aver subito violenza dal partner. Tra queste, più del 90% non ha denunciato i fatti.
(fonte: Wikipedia) Ribadisco: No, no e NO! alla violenza contro le donne. 
E, a parte le battute, il mio invito a tutte è di rivolgersi ai Centri Antiviolenza, chiamare il numero 1522 e denunciare le violenze subite.
[fine dell'attimo di serietà]

(se poi riuscite a spiegarlo anche a Valerio, con parole adatte ad un violento cucciolo di 10 mesi, mi fate un favore...)

lunedì 17 dicembre 2012

Rieccoci!

Prima o poi doveva succedere. Una febbriciattola da nulla, passata a me e poi tornata rinvigorita a Valerio e infine al Babbo ci ha messi tutti ko.
Valerio ha preso la sua prima medicina, per far scendere la febbre che in un pomeriggio ha toccato la punta di 40,1°C e io per la prima volta dalla sua nascita mi sono spaventata davvero tanto per la sua salute.
Poi tutto è tornato come prima, già il giorno successivo Valerio stava bene e l'ha dimostrato mangiando nuovamente in quantità. Sospiro di sollievo e si ricomincia.

Nel frattempo abbiamo sperimentato un paio di notti insonni. Devo dire che in nove mesi, Valerio ci ha graziati: certo si sveglia sempre un paio di volte per notte, ma quelle (quasi) totalmente insonni sono state finora pochissime.
Anzi, dopo la prima a pochi giorni di vita, quando ci ha fatto capire che non voleva assolutamente dormire nella cullina, gli è sempre bastato poco per riaddormentarsi subito. Anzi, una cosa sola: la mamma. Anzi, per voler essere precisi solo una parte anatomica della mamma...

C'è la notte che ti tiene tra le sue tette... (Ligabue... che di certo non pensava alle notti insonni dei neonati quando ha scritto la sua canzone più famosa, ma tant'è...)

Ma in corrispondenza col malessere portato dalla febbre, si è svegliato alle 3 e non aveva nessuna intenzione di ri addormentarsi. Che fare? Ispirata dal Babbo, che russava sonoramente, ho cercato di spiegare al piccolo insonne che era l'ora di dormire.

"Vedi? Il Babbo dorme. Anche la Nina dorme. E Claus? Dorme. Il cane dei nonni di sicuro dorme. I gatti dei nonni? Dormono. I vicini, li senti forse parlare? No, dormono! E il gatto dei vicini? Dorme anche lui!"
A seguire ho elencato tutti i nomi dei figli di amici, che sicuramente stavano dormendo. Quando sono arrivata all'ultimo dei peluches, che ovviamente stava dormendo, Valerio ha deciso che forse era l'ora di  riaddormentarsi.
Ci dev'essere un modo più veloce... forse semplicemente basta non avere la febbre!

Chiedo scusa per la lunga assenza. Tra febbre mia, di Valerio, del Babbo e poi preparativi per due giorni a Torino (lo scorso fine settimana) non mi sono più fatta sentire... Ma dato che di cose da scrivere ne ho sempre, ci riaggiorniamo a breve!

lunedì 26 novembre 2012

Ninna nanna del serial killer

Ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do?
Lo darò alla Befana che lo tenga una settimana.
Lo darò all'uomo nero che lo tenga un anno intero.
Lo darò all'uomo verde che lo tenga finché non lo perde.
Lo darò all'uomo rosso che lo tenga in fondo ad un pozzo.
Lo darò all'uomo bianco che lo tenga finché non è stanco.
Lo darò all'uomo giallo che lo tenga insieme al gallo.
Lo darò all'uomo blu che se lo porti giù giù giù...

Questa era la ninna nanna che mi cantava mia madre quando ero piccola.
Qualche considerazione:
- anche qui l'uomo nero non tiene i bambini, li rapisce;
- come al solito quella affidabile è l'unica donna: la Befana;,
- poi uno si chiede da dove arriva la mia paura dell'abbandono;
- quando canto le canzoni scout per far addormentare Valerio, mi consolo pensando che c'è di peggio... Molto peggio!

mercoledì 14 novembre 2012

Il suo... tesssoro


Un computer, una connessione ad Internet e un bambino in arrivo. E tanta voglia di imparare. E la mamma comincia a "spippolare".

E scopre il mondo dei pannolini lavabili. E poi quello dell'"alto contatto". E l'Elimination Communication. L'autosvezzamento. Il fatto che i bambini vegetariani o vegani non sono così pochi come si pensa. Le fasce, il portare (e il tutorial per realizzare un mei tai)
Poi il bambino nasce, e per un po' la mamma vive "di rendita".

Ultimamente ho ricominciato ad esplorare il web in cerca di cose nuove e ho "scoperto" il metodo Montessori. Tra virgolette perché in realtà qualcosa sapevo già grazie agli scout (sono stata anche capo per alcuni anni e il Babbo è tutt'ora dentro) e comunque ho avuto un'educazione parzialmente montessoriana: la mia scuola materna e in parte anche quella elementare, anche se non lo erano ufficialmente, si ispiravano al pensiero di Maria Montessori.

Tra i siti che ho visitato, per il momento il mio preferito è How we Montessori, in cui mese per mese si ripercorrono le scoperte montessoriane di Otis, un bimbo che cresce in una casa grandissima, bellissima e che mi fa non poca invidia...
Grazie a Otis e poi al gruppo Mamme e papà montessoriani su Facebook la vita di Valerio è cambiata. 

Per prima cosa ha ricevuto in regalo una cesta dei tesori, cioè un cestino che raccoglie oggetti di uso comune che possono essere scoperti tramite i principali sensi dei lattanti: il tatto, la vista, in parte l'udito, e la sbavatura. Nella cesta dei tesori di Valerio al momento si possono trovare: due mollette, un tappo di sughero, un rocchetto di filo rosa, una scarpina, un cucchiaino, una frusta da cucina, una scatolina piena di perline che fanno rumore, un fermatovaglio di metallo e un apritappi di birra (cioè senza la spirale per il sughero)

Sempre ispirati da Otis, abbiamo liberato i due scaffai inferiori della libreria, destinandoli ai giochi di Valerio, che può così prenderli in autonomia. Gli abbiamo inoltre messo a disposizione un tavolino basso, che per il momento usa come appoggio per alzarsi in piedi.


Fallimentare è stato invece il primo tentativo di travasi, per i quali Valerio probabilmente è ancora troppo  piccolo. Sembra che i bimbi un po' più grandi di lui si divertano moltissimo a travasare da un contenitore ad un altro materiale di vario genere, come farina, riso soffiato, semini etc. Per cominciare coi più piccoli viene suggerito di utilizzare materiali più grandi come la pasta. Non funziona con gli affamati cronici come Valerio, che ha cercato di masticare e inghiottire i pezzi di pasta cruda. Riproveremo prossimamente, nel frattempo continuiamo con la cesta dei tesori... tutta rigorosamente non commestibile!

domenica 4 novembre 2012

Il nostro halloween e la vincitrice del concorso

Ad Halloween siamo andati ad una festa in maschera organizzata nell'ufficio del babbo. Tema: horror e fumetti/videogiochi. C'era Grimilde, SuperMario, vari zombie e fantasmi, il draghetto di Puzzle Bubble e tanti altri.
Noi eravamo vestiti classicamente: io da strega e il babbo da vampiro, con un mantello rosso e nero che ho cucito io. E Valerio? Ovviamente è venuto anche lui, e cosa poteva essere se non il gatto della strega? Con una coda cucita su una maglietta nera, due orecchie rosa sulla testa e naso e baffi disegnati con la matita nera per il trucco, era uno splendido gatto nero. Le orecchie sono durate circa 30 secondi, poi con la solita grazia che lo contraddistingue Valerio se le è strappate di dosso urlando. Abbiamo sbagliato personaggio, approfittando del tema fumetti e seguendo il suo temperamento potevamo vestirlo da Hulk...
Comunque nei prossimi giorni pubblicherò un tutorial per cucire delle orecchie da gatto come quelle che avrebbe dovuto indossare Valerio.

Nel frattempo è finito il concorso "E ora cosa gli racconto": ha vinto Barbara di Correndomi Incontro col racconto di Paperella nel giardino di Tuttoèbello. A breve (considerando i miei tempi biblici, forse per Natale...) riceverà il beauty case, che tra l'altro potrà abbinare con la borsina che ha già ricevuto durante l'incontro blogger.
Grazie ancora a tutte le partecipanti e a chi ha votato. Ora abbiamo da leggere per mesi!